Un blitz improvviso della Polizia Municipale ha scosso l’ambiente del Savoia a poche ore dalla sfida decisiva contro la Nissa. L'operazione, scattata in un orario in cui l'impianto era deserto, ha portato al sequestro di alcune aree dello stadio per presunte manomissioni agli impianti e utilizzo improprio degli spazi. Una mossa che la società biancoscudata ha immediatamente bollato come un’azione priva di un "giusto contraddittorio", sottolineando come sarebbe bastato attendere poche ore per confrontarsi direttamente con i dirigenti presenti sul campo.

Le contestazioni riguardano la presenza di attrezzature vetuste e presunte irregolarità in una palazzina definita dai vertici del club come "fatiscente e in stato di abbandono". La società ha espresso forte perplessità nel vedere messi sotto sequestro oggetti presenti nella struttura da decenni, come un vecchio carrello e alcune lavasciuga: “Ci viene addirittura contestato un carrello presente nel campo da oltre 20 anni. Erano lì da sempre”, recita la nota ufficiale.

Il punto più critico del comunicato riguarda però le modalità che avrebbero preceduto l'ispezione. Secondo quanto riportato dal club, un funzionario dell'Ufficio Tecnico avrebbe ordinato al custode di lasciare i cancelli aperti la sera precedente l'intervento. Un dettaglio definito "inquietante" dal Savoia, che pur parlando di supposizioni, solleva dubbi sulla regolarità della procedura: “Se fosse vero, sarebbe gravissimo. Vorrebbe dire lasciare un campo incustodito e con la porta aperta, creando le condizioni per quanto sarebbe accaduto il giorno dopo”.

La dirigenza ha tenuto a precisare la propria posizione contrattuale rispetto allo stadio, ribadendo di non aver mai avuto la custodia dell'impianto né il possesso delle chiavi, limitandosi a un utilizzo autorizzato di 7 ore giornaliere sotto la supervisione del personale comunale. “Abbiamo sempre avuto la piena disponibilità dello stadio, custodito e con accesso consentito in tutte le aree a noi autorizzate”, spiega la società, sottolineando come non fossero mai state notificate interdizioni o atti formali di chiusura per le zone oggi finite nel mirino dei controlli.

Inevitabile, per la piazza, il collegamento con il calendario sportivo. Il tempismo del blitz, avvenuto proprio alla vigilia dello scontro diretto per la Serie C contro la Nissa, ha sollevato sospetti su possibili "coincidenze maliziose". Il club ricorda infatti episodi analoghi, come il misterioso guasto alla caldaia prima del match contro l'Igea Virtus: “Le domande diventano inevitabili. Questo è ciò che accade in una città dove il Savoia non accetta compromessi”. Un clima di tensione che rischia di surriscaldare un weekend già decisivo per le sorti del campionato.

La risposta del club è un appello alla città e alla tifoseria affinché domenica lo stadio diventi un catino ribollente di tifo per spingere la squadra verso la vittoria. “Il Savoia non si piega. Domenica riempiamo lo stadio e facciamo capire che non ci ferma niente e nessuno”, conclude la nota, trasformando il caso giudiziario in una carica agonistica per la sfida al vertice.

Sezione: Primo Piano / Data: Ven 20 febbraio 2026 alle 09:56
Autore: Andrea Delle Noci
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