Ivan Ghilardi, presidente del Fasano, ha commentato le recenti sconfitte della squadra ai microfoni di Antenna Sud. La squadra brindisina si trova al momento quarta in un Girone H che non perdona nessuno, Fino a un paio di giornate fa, la squadra biancazzurra occupava il primo posto in classifica, posizione che però i pugliesi non sono riusciti a mantenere. Le ultime pesanti sconfitte con Nardò e Virtus Francavilla, pur essendo due squadre in gran forma, non erano sicuramente nei piani di Ghilardi e dello staff tecnico, i quali avevano iniziato a vedere ottimi risultati dalla squadra. 

Il presidente del Fasano ha parlato così del momento recente del suo club: “C’è il contraltare di scelte arbitrali discutibili, ma anche prestazioni sotto tono da parte dei miei uomini. So però che hanno carattere, voglia e grinta per tornare ai livelli di inizio campionato. Ritrovarci a meno sei punti dalla vetta deve servirci da lezione e stimolo per continuare a perseguire il nostro obiettivo. Ad oggi non c’è una squadra favorita. Tutte sono ben attrezzate, e forse qualcuna ha una panchina leggermente più profonda, ma tutto si deciderà all’ultima giornata. Con l’inizio degli scontri diretti, sei punti o sette non bastano per sentirsi tranquilli. È come se le ultime dieci partite fossero un nuovo campionato, con tutte le squadre a zero punti: chi fa più punti alla fine vince”.

Ghilardi ha poi affrontato un tema molto discusso, quello della Kings League: “Se un giocatore decide di non rispettare le mie indicazioni, l’unica conseguenza possibile è la rescissione contrattuale, perché viene meno l’accordo tra società e calciatore. Le ultime notizie sono solo rumors: tutto può ancora cambiare. Vincenzo Corvino, ad esempio, non ha bisogno di giocare nella Kings League e il suo obiettivo è portare il Fasano in Serie C. Questo è chiaro e condiviso. In questo momento la Kings League non deve alimentare discussioni. Stiamo sbagliando a darle troppa importanza. Noi dobbiamo pensare al calcio vero, non al calcetto organizzato dopo il lavoro il lunedì. Non ho mai visto una partita della Kings League, non conosco le regole e non mi interessa”.

Infine, il presidente biancazzurro si è concentrato sulla differenza del calcio moderno rispetto al passato: “Siamo molto romantici nel calcio, ci attacchiamo a fede, ideali e valori. Ma oggi è difficile che un calciatore resti a lungo in una squadra: gli ‘uomini immagine’ si contano sulle dita di una mano. Il calcio della nostra generazione era basato su passione e attaccamento; oggi ci sono dinamiche extra-calcistiche e distrazioni che prima non esistevano. Bisogna adattarsi e non fare paragoni con il passato”.

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 19 febbraio 2026 alle 09:10
Autore: Tommaso Cagno
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