"'Rinascere', 'rialzarsi', 'riscattarsi', 'ripartire'. Senti come suonano bene, profumano di possibilità e di coraggio". Questo aforisma sulla rinascita calza a pennello e descrive sinteticamente la carriera di Simone Pinna, terzino destro oggi in forza al Monastir. La possibilità di rinascere attraverso nuove sfide. Il coraggio di accettarle nonostante i rischi che comportano con l'obiettivo di superarsi, ancora e ancora.
Pinna, che nel lontano 2019 ha anche esordito in Serie A con la maglia del Cagliari, è ormai diventato una colonna portante del suo Monastir, di cui ha anche indossato la fascia da capitano in alcune occasioni. Ma procediamo con calma e ripercorriamo, passo dopo passo, le tappe più significative della sua carriera, cominciando dall'esperienza nel vivaio rossoblù.
“Ho avuto la fortuna di crescere nel settore giovanile del Cagliari, per poi andare a giocare con i grandi ad Olbia. Quando ho fatto il mio ritorno in rossoblù non ero proprio un giovane in rampa di lancio ma avevo già tante partite con i grandi alle spalle anche se in categoria inferiori - ricorda ai nostri microfoni il terzino -. Il culmine è stato l’esordio in Serie A con il Cagliari. Sono partito in ritiro con la prima squadra pensando che sarei stato mandato in prestito, mentre invece ho dimostrato di essere all’altezza della situazione collezionando due presenze”.
Tra il 18 ed il 25 agosto 2019 le due apparizioni con il club sardo. In Coppa Italia contro il Chievo Verona prima ed in Serie A, contro il Brescia, dopo: “Calcare i campi di Serie A è qualcosa di indescrivibile. Le emozioni che immagini di vivere da piccolo sono poi esattamente quelle che provi”.
Nell'arco della sua carriera, Pinna ha avuto modo di allenarsi ed indossare gli stessi colori di celebri calciatori, alcuni divenuti poi istituzioni dei club di appartenenza. Erano titolari con lui contro il Brescia, ad esempio, Leonardo Pavoletti, Joao Pedro e Radja Nainggolan: “Condividere lo spogliatoio con giocatori di un certo livello ha influito molto sulla mia crescita. Ho conosciuto calciatori con grande esperienza che mi hanno aiutato ad affrontare al meglio determinate situazioni”.
Tra i calciatori con cui ha condiviso lo spogliatoio rossoblù anche Fabio Pisacane, oggi allenatore del Cagliari dopo aver difeso i colori rossoblù per oltre cinque anni: “Io e Fabio Pisacane siamo anche stati compagni di stanza in qualche trasferta. È un uomo con grandi valori e preparato in maniera maniacale che studia ogni minimo dettaglio, sono contento per la carriera da allenatore che sta avendo. Uno sportivo che pensa al calcio e a ciò che deve riportare in campo dalla mattina fin quando va a dormire merita di raggiungere grandi traguardi”.
Terminata l'avventura con il Cagliari, Pinna è approdato in cadetteria, collezionando dodici presenze con Empoli ed Ascoli. La stagione successiva è tornato dopo qualche anno all'Olbia, collezionando ventotto presenze stagionali in Serie C, per poi finire ai margini per via di scelte societarie: “Ho lasciato l’Olbia perché avevano deciso di valorizzare i giovani sulle fasce per via della regola degli under. Motivo per cui ho trovato sistemazione al COS Sarrabus Ogliastra, anche se poi ho finito la stagione in Eccellenza per avvicinarmi a casa per via della nascita di mio figlio - spiega Pinna -. La stagione dopo non ho trovato posto in Serie C e Serie D perché tutti i club puntavano sull’under sulla fascia e io non andavo bene essendo un over".
Nel 2023, poi, la proposta dell'ex compagno Marcello Angheleddu, da tre anni allenatore del Monastir: "Ho anche pensato di lasciare il calcio finché non si è presentata l’opportunità di giocare al Monastir. A chiamarmi è stato Angheleddu, con cui ho anche giocato, che mi ha chiesto di unirmi a loro ripartendo, però, dalla Promozione. Sapevo che era una scelta importante perché comunque se passi dalla Serie C alla Promozione ti danno per spacciato. Dato che l'alternativa era quella di smettere ho deciso di rimettermi in gioco in una categoria inferiore per ritrovare la felicità di stare su un campo da calcio. Monastir è stata la mia ultima spiaggia e unirmi a loro è stata la mia rinascita. Il progetto si è concretizzato nel migliore dei modi e grazie ad Angheleddu mi sono sentito di nuovo forte e all’altezza di campionati importanti. La maglia del Monastir rappresenta casa, famiglia e felicità. Dopo anni bui sto vivendo un’esperienza fantastica che mi ha permesso di vivere con più leggerezza anche la vita fuori dal campo”.
Terzo in classifica, il Monastir sta viaggiando sulle ali dell'entusiasmo dimostrando che l'età, nel calcio, molto spesso lascia il tempo che trova e che chi è bravo merita di giocare, a prescindere dall'età: “Siamo una delle poche squadre a giocare con un terzino over, che sarei io. Al Monastir giochiamo spesso con più di tre under perché abbiamo ragazzi talmente bravi che meritano di giocare a prescindere dalla carta d'identità”.
Simone Pinna guarda con ottimismo ed ambizione il futuro con un sogno nel cassetto da realizzare: “Grazie a questa scalata dalla Promozione sto dimostrando di poter dare il mio contributo. Questo mi sta dando forza e stimoli per tornare a calcare palcoscenici professionistici perché ci credo ed è ciò che mi spinge a non arrendermi e a dimostrare sempre di poter crescere, migliorare e maturare”.
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