Attimi. Paure. Gioie. Novanta minuti che possono dire tanto sulla stagione. La 30ª giornata di Eccellenza pugliese mette di fronte Taranto e Bisceglie in una sfida che, ai nastri di partenza, aveva il profumo di uno spareggio. Domenica 22 febbraio non sarà una partita qualunque: sarà una resa dei conti silenziosa, giocata a porte chiuse, ma con un peso specifico enorme per il destino di entrambe.
Il Taranto arriva a questo appuntamento con l’acqua alla gola. Terzo in classifica a quota 54 punti, distante sette lunghezze dalla seconda piazza, un passo falso rischierebbe di spegnere ulteriormente le ambizioni play-off. Il pareggio per 1-1 nell’ultimo turno contro il Toma Maglie ha rallentato la corsa e lasciato qualche rimpianto. Ora non ci sono più calcoli: contro il Bisceglie serve una prova di carattere, orgoglio e concretezza.
Dall’altra parte c’è un Bisceglie affamato e consapevole della posta in palio. Secondo a 61 punti, a sole due lunghezze dal Brindisi capolista, non può permettersi passi falsi per restare agganciato alla vetta. Il successo per 2-1 nel derby contro l’Unione Calcio Bisceglie ha confermato solidità e determinazione, qualità che saranno fondamentali in un match così carico di pressione. Per i nerazzurri è l’occasione per allungare sul Taranto e, allo stesso tempo, mettere pressione alla capolista.
Sarà una partita strana, senza il calore del pubblico. Porte chiuse, ma cuori spalancati. Il Taranto per non scivolare via dal sogno. Il Bisceglie per continuare a inseguire la vetta. Novanta minuti che possono cambiare tutto, nel silenzio di uno stadio che farà da cornice a una battaglia che vale molto più di tre punti.
Il precedente che brucia: il Taranto non dimentica quella notte del “Ventura”
C’è un precedente freschissimo che brucia ancora sulla pelle del Taranto. Il 5 febbraio 2025, al “Ventura”, il Bisceglie si è aggiudicato la finale di ritorno di Coppa Italia di Eccellenza pugliese imponendosi 1-0 con la firma di Citro. Un colpo secco, arrivato al termine di una gara tesa e combattuta, che ha suggellato un doppio confronto giocato sul filo dell’equilibrio e della pressione.
Il 2-1 conquistato all’andata aveva già indirizzato la sfida, e con il successo nel ritorno i nerazzurri si sono presi il trofeo e l’accesso alle fasi successive, tenendo viva la possibilità di promozione in Serie D. Una ferita ancora aperta per i rossoblù, che ora, in campionato, avranno un motivo in più per spingere oltre i propri limiti: prendersi la rivincita, ribaltare l’inerzia e dimostrare che quella coppa è stata solo un capitolo, non il finale della storia.
Numeri da vertice, sfida da dentro o fuori: la stagione di Taranto e Bisceglie a confronto
I numeri raccontano un Taranto solido, competitivo, ma chiamato ora al salto di qualità. I risultati, tuttavia, raccontano altro. Terza posizione, 54 punti in 28 gare, frutto di 15 vittorie, 9 pareggi e 4 sconfitte. Un attacco che viaggia forte con 56 reti segnate e una difesa che ha incassato solo 25 gol. Con un’età media di 25 anni, il Taranto unisce freschezza e struttura, ma contro il Bisceglie servirà trasformare questi numeri in concretezza assoluta.
Il Bisceglie risponde con cifre da grande protagonista del campionato. Secondo posto a quota 61 punti nonostante due partite in meno (26 giocate), con uno score di 19 vittorie, 5 pareggi e sole 2 sconfitte. I nerazzurri hanno segnato 55 reti e ne hanno subite appena 21, migliorando ulteriormente la differenza reti a +34 e mantenendo una media realizzativa di 2,1 gol a gara. Con un’età media di 24,1 anni, il Bisceglie è una squadra giovane ma già matura, capace di coniugare intensità e cinismo: numeri che spiegano perché sia lì, a due punti dalla vetta, a giocarsi tutto.
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