Nel Girone H la lotta al vertice resta apertissima e il Fasano, reduce da due stop, prova a rilanciarsi contro la Fidelis Andria. L’allenatore biancazzurro ha analizzato in maniera approfondita il momento della squadra, senza nascondere le difficoltà ma ribadendo la fiducia nel gruppo.
L’allenatore Pasquale Padalino parte da una fotografia chiara della situazione: “Sono convinto che la squadra, la mia squadra, perché io mi occupo solo di ciò che sta attraversando il Fasano, mentre naturalmente dell’Andria se ne occuperà il mio collega Catalano, stia vivendo due gare, nell’arco di quindici giorni, in cui da una posizione di primo posto in classifica ci ritroviamo oggi a quattro punti di distanza. Questo aspetto, secondo me, ci ha un po’ condizionati. Ci è mancato qualcosa per continuare a restare lassù, però bisogna anche ricordare che c’è stata una lunga rincorsa: i ragazzi hanno dato tanto sotto questo punto di vista e rincorrere una squadra come la Paganese, che ha mantenuto un ritmo molto alto, è stato dispendioso non solo dal punto di vista fisico, ma soprattutto psicologico”.
Il passaggio dalla vetta al distacco di quattro punti, secondo l’allenatore biancazzurro, ha avuto un peso soprattutto mentale: “Mantenere quel tipo di concentrazione, stare lassù, anche se per poco tempo, non è facilissimo".
Nonostante la comprensione per il momento vissuto, l’allenatore chiede un cambio di passo immediato: “Da questo punto di vista giustifico, ma poi bisogna ritrovare quella cattiveria, quella concretezza, quella capacità di saper soffrire per ritornare a giocare per qualcosa di importante, perché noi riconosciamo i meriti degli avversari, ma bisogna anche riconoscere che questa squadra ha le qualità per potersi giocare un campionato fino alla fine e visto che ci sono ancora tante partite, finché c'è la possibilità dobbiamo stare sul pezzo”.
Sull’avversario di giornata, il riferimento è alla nuova gestione tecnica della Fidelis: “L’Andria ha le sue problematiche, come ce le abbiamo noi, come ce le hanno tutte le squadre. È una squadra che con l'avvio di Catalano ha cambiato un po' la metodologia e il modo di stare in campo”. Continua allargando il discorso al livello del campionato: “Per me non fa differenza l'avversario, nel senso che ogni avversario per me è pericoloso, ci sono le insidie in ogni partita e ribadire questa cosa qui a volte diventa anche un po' stucchevole. Però è così, il nostro girone è un girone duro, non ci sono risultati scontati. L'abbiamo dimostrato noi la settimana scorsa (contro la Virtus Francavilla), dove sembrava per alcuni che il risultato fosse già scontato, non è stato così e poi ce ne sono stati anche altri di gare che hanno dimostrato che i risultati si guardano alla fine e i pronostici non valgono assolutamente nulla”.
Infine, uno sguardo al contesto della gara del “Degli Ulivi”, che si preannuncia intensa anche dal punto di vista ambientale: “Una gara sicuramente impegnativa in uno stadio grande, bello, ci sarà un seguito di tifosi per l’Andria sicuramente importante. Per i nostri, c'è stato il divieto e quindi sarà un ulteriore motivo per cercare di stare in partita fino alla fine e cercare di riconquistare magari quei punti che sono stati persi nelle ultime due gare con il massimo della concentrazione”.
Il Fasano arriva ad Andria con l’obiettivo di ritrovare solidità e continuità, dopo le due sconfitte. La corsa è ancora lunga, e per i biancazzurri la parola chiave resta una sola: concentrazione.
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