La salvezza centrata dall'Africo, squadra calabrese, nel girone B di Promozione, ha del clamoroso: gli amaranto, senza alcun punto nelle prime tredici gare (su trenta totali), sono riusciti a conquistare l'aritmetica permanenza della categoria con una giornata d'anticipo, portando a termine un'impresa, sulla quale, a dicembre, non avrebbero scommesso nemmeno i più ottimisti.

Un miracolo sportivo che vede tra i suoi protagonisti Alberto Criaco, allenatore noto nel calcio calabrese per i suoi successi con Bovalinese e Brancaleone. Dopo aver deciso di rimanere senza panchina a inizio stagione, a dicembre ha accettato la chiamata della squadra del suo paese: "Al cuor non si comanda: sicuramente grazie all'intervento del Direttore Leo Criaco e del Sindaco Domenico Modaffari, poi anche per un sentimento mio, essendo africese, ho deciso di sposare questo progetto perché sapevo che si poteva fare", ha affermato ai microfoni di TuttoCalcioCalabria.it.

Da quando si è seduto lui sulla panchina dell'Africo, i suoi ragazzi hanno totalizzato undici vittorie, due pareggi e tre sconfitte, per un totale di trentacinque punti in sedici gare, un ruolino di marcia, che, mantenuto costante da inizio anno, avrebbe portato probabilmente alla vittoria del campionato. Gli arrivi di dicembre hanno aiutato la causa, ma, come affermato dallo stesso Criaco, la differenza l'ha fatta quel fuoco tipico dei ragazzi africesi, che ce l'hanno messa tutta per salvare la squadra del proprio paese.

Al di là di quest'elemento fondamentale, ottenere la salvezza diretta con una giornata d'anticipo, dopo non aver collezionato alcun punto nelle prime tredici giornate e aver chiuso a quota tre il girone d'andata, rimane qualcosa di unico nella storia di questo sport. In uno spogliatoio in cui a dicembre si respirava un'aria pesante, l'approccio di Criaco, appena arrivato è stato questo: "La prima cosa che ho detto ai ragazzi è di cercare di non guardare la classifica almeno per i primi due mesi e di stare tranquilli perché ne saremmo usciti. Così hanno fatto. Eravamo a 15 punti dalla salvezza, però, con quella nostra sana follia, siamo riusciti a tirarci fuori. Quando, dopo due mesi, abbiamo guardato la classifica avevamo già tre squadre sotto, però era impensabile riuscire addirittura a salvarci senza i playout, e invece...".

Questa rimonta, avvenuta nell'estremo sud della nostra penisola, dimostra che anche quelle imprese che hanno una minima percentuale di riuscita non sono impossibili: basta toccare i tasti giusti, inserire l'allenatore adatto e intervenire sul mercato con acquisti mirati, poi in campo ci vanno i giocatori, che per quattro/cinque mesi hanno avuto in testa un unico risultato, vincere, per compiere un miracolo che rimarrà impresso nella storia del calcio calabrese.

Sezione: Interviste e Storie / Data: Mar 28 aprile 2026 alle 13:17
Autore: Gabriele Mafrica
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