“Il bilancio della nostra stagione è assolutamente positivo. A inizio anno ero convinto che potessimo fare un buon percorso, ma così bene non me lo aspettavo neanche io. Questo è il secondo anno di un cammino iniziato la stagione scorsa con me e mister Bernardini, uno dei più bravi mai incontrati e alla sua prima esperienza coi grandi: dopo il nono posto dell’annata passata, abbiamo confermato quest’anno il 90% della rosa, inserendo under forti e pronti, lanciando anche diversi 2008 di grande prospettiva”.

Si presenta così a SerieD24.com Riccardo Solaroli, esperto direttore sportivo del Trastevere, seconda forza del girone G di Serie D con 57 punti all’attivo. Da anni il club romano è una realtà consolidata della nostra quarta serie, un’oasi felice in grado di far crescere giovani di belle speranze. Una vera e propria squadra a km zero essendo tutti i calciatori di Roma e dintorni. 

L’ex direttore di Rieti e Ostiamare ha espresso grande soddisfazione per aver blindato la seconda posizione con due turni d’anticipo.I playoff rappresentano il coronamento della nostra fantastica stagione. I ragazzi si meritano questa opportunità di mettersi ulteriormente in mostra. È sempre gratificante raccogliere i frutti del proprio lavoro, tutta la società merita queste soddisfazioni”.

Il Trastevere è una realtà con una fisionomia ben delineata, come confermato dallo stesso Solaroli. “L’ambiente è molto tranquillo, qua si può far calcio in grande serenità. Il club si è costruito negli anni, attraverso tanto lavoro, delle peculiarità tutte sue: attraverso budget limitati e puntando sui giovani, il Trastevere resta sempre competitivo. C’è un modus operandi che funziona, al di là dei singoli interpreti, e di questo va dato merito alla società”.

Trastevere, Solaroli: “Territorialità e identità mantra per noi fondamentali”

L’esperto direttore ha poi svelato quella che è un’altra caratteristica fondamentale del club romano. “Al Trastevere non ci sono pressioni dettate dal pubblico o dalla società. La nostra è un’oasi felice: la territorialità e l’identità sono due mantra per noi fondamentali. Tutti i ragazzi, della prima squadra e delle giovanili, sono del posto; nessuno arriva da fuori e non diamo alloggi ai calciatori, a differenza di tante altre squadre”.

I giovani rappresentano un altro elemento cardine della realtà Trastevere. Lo scorso anno abbiamo vinto la classifica nazionale del format Giovani D Valore. Anche quest’anno siamo in vetta alla graduatoria del nostro girone, per noi è motivo di grande orgoglio. In questa stagione si sono affermati prospetti importanti come il classe 2005 Petrucci, il 2006 Zitelli e il 2008 Della Rocca. Tutti ragazzi che avranno un grande futuro, anche in categorie superiori”.

Oltre ai giovani, i laziali possono contare sull’apporto di calciatori esperti, che da anni vestono la maglia amarantoceleste. Su tutti il capocannoniere della Serie D, il classe 1996 Lorusso. “Davide è un attaccante strepitoso, ha realizzato 22 gol da esterno, neanche giocando da prima punta. Oltre a lui va sottolineato l’apporto di Crescenzo, una mezz’ala che va in doppia cifra da diverse stagioni. Icardi e Angelilli sono altri due top player per la categoria, con alle spalle un curriculum importante”.

Solaroli: “Futuro? A fine stagione valuteremo con la società”

Il direttore classe 1974 ha fatto poi anche il punto sul proprio futuro, non sbilanciandosi a riguardo. “Al momento sono totalmente focalizzato sul presente, quando la stagione sarà finita mi incontrerò con la società e faremo tutte le valutazioni del caso. Io sono di Roma e a casa ci sto molto bene (ride, ndr), confesso di aver ricevuto approcci da società importanti di altri gironi, ma ad oggi penso solo al bene del Trastevere.

In ultimo, Solaroli ha espresso un giudizio sul girone G, dominato come da previsione dalla Scafatese: “Tutti ci aspettavamo i campani così in alto, sono stati bravi a rispettare il pronostico. Credevo potessero far meglio sia la Nocerina che la Palmese, due organici di assoluto livello. In alto ci sono diverse sorprese, su tutte il Monastir. In questi due anni di girone G ho visto in generale un buon livello, sia dal punto di vista tecnico che fisico. La grande pecca a mio avviso è quella legata alle strutture; inoltre anche a livello logistico, con le trasferte in Sardegna, bisogna fronteggiare alcune difficoltà”.

Sezione: Interviste e Storie / Data: Ven 24 aprile 2026 alle 10:35
Autore: Loris Berretta
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