A seguito dell’ennesimo risultato negativo - un netto 5-0 sul campo della Paganese - il Nola si ritrova ora in piena zona playout, alla vigilia dell’ultima giornata del girone H di Serie D. Una situazione complicata per la città: la squadra, dopo un avvio di stagione positivo che l’aveva portata anche in zona playoff, è crollata a partire da febbraio. L’ultimo successo dei campani risale infatti al 15 febbraio; da allora sono arrivate otto sconfitte nelle ultime nove gare, compreso il pesante ko maturato ieri al “Marcello Torre”.
La paura dei playout e della retrocessione è sempre più concreta. Tuttavia, vincendo l’ultima partita contro il Martina, in programma domenica prossima, il Nola potrebbe ancora conquistare la salvezza diretta, evitando gli spareggi. In vista di questo impegno decisivo, il presidente Langella ha chiamato a raccolta l’ambiente, in particolare gli ultras, invitandoli a tornare al fianco della squadra.
Langella: "Mi vergogno per quanto accaduto"
Di seguito le sue dichiarazioni, pubblicate sui canali social del club: “Sono qui a metterci la faccia, come sempre, e voglio chiedere scusa alla città di Nola e a tutta la tifoseria per questo risultato: abbiamo fatto tre passi indietro. Mi vergogno per quanto accaduto. Adesso non si fanno più calcoli: siamo all’ultima giornata e sento il dovere di parlare con il cuore in mano. In questa settimana ho riflettuto molto e credo sia arrivato il momento, per tutti, di fare un passo indietro: per me, per gli ultras, per tutta la tifoseria che ci è mancata. È il momento di stare uniti e remare nella stessa direzione.
L’ho detto dal primo giorno: anche senza infrastrutture, con la tifoseria si può fare calcio. Per questo rivolgo un appello agli ultras: mettete da parte identità e orgoglio - che ho sempre rispettato - e venite tutti allo stadio domenica. Se vorrete stare con me anche l’anno prossimo, io resterò a Nola; ma ora dobbiamo salvare questa categoria, costruita con tanti sacrifici. Mettiamo da parte tutto ciò che è accaduto quest’anno e torniamo a essere ciò che siamo: il Nola Calcio, una tifoseria calda e rispettata. Una squadra senza tifo non ha motivo di esistere. Salviamo questa squadra, per il nome di Nola e per una Serie D che la città merita.
Io confido in voi: facciamo tutti un passo indietro e affrontiamo insieme questa battaglia. Ho sempre rispettato questa piazza e non ho mai pensato di andare via. È vero, posso aver commesso qualche errore, ma i regolamenti vanno rispettati. È la prima volta che acquisto un titolo e forse ho ricevuto consigli sbagliati, ma ho sempre difeso questi colori e continuerò a farlo. Ora dobbiamo mettere da parte l’orgoglio e puntare alla salvezza. Lo spero per tutti, soprattutto per la città di Nola, al di là degli investimenti fatti. Dobbiamo essere uniti per il bene di questi colori e di questo club.
Non sono riuscito a svegliare la squadra: forse la tifoseria riuscirà dove io ho fallito. Mi sento un uomo disarmato, ma continuo a difendere questa piazza. Dobbiamo salvare il salvabile e poi pensare al futuro. Vi aspetto domenica allo stadio per provare a vincere questa partita. Chiedo ancora scusa per questa prestazione scandalosa: la squadra è andata in ritiro e poi ha preso cinque gol. I calciatori devono farsi un esame di coscienza. Spero che, vedendo la vera tifoseria, i ragazzi si sveglino. Fino a poche settimane fa lottavamo in alto, ora sembriamo un’altra squadra. Deve scattare qualcosa. Adesso non esistono più ruoli: esiste solo una città che deve salvarsi.
Non voglio più lamentele: oggi sono solo un uomo che, dopo tanti sacrifici, chiede una mano. Ho sempre rispettato le vostre scelte, ma ora dobbiamo salvarci. Io voglio restare qui. Forza Nola, vi aspetto domenica: più forti di prima.”
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