La LND lancia un nuovo corso per formare operatori sportivi, prevenire discriminazioni e le dinamiche di squadra attraverso lo sport. Diversi gli ospiti presenti presso la sede della Lega Nazionale Dilettanti, tra cui anche Giuliano Giannichedda, allenatore della Rappresentativa Nazionale Serie D.

Il corso "Training of Trainers - Community Coach" realizzato in collaborazione con il Consiglio d'Europa e con il patrocino della FIGC e del Ministero per lo Sport e i Giovani, punta a formare operatori sportivi capaci di promuovere contesti inclusivi, prevenire discriminazioni e migliorare le dinamiche di squadra attraverso lo sport come strumento educativo.

Luca De Simoni (Responsabile Area CSR): "Questo progetto è in linea con quelle che sono le prerogative della Lega Nazionale Dilettanti. Non si limita a impartire lezioni ai ragazzi ma a farli riflettere e aumentare la loro consapevolezza. I ragazzi, soprattutto in età adolescenziale, se non si sentono accettati ne risentono anche a livello agonistico. Questo progetto rappresenta le due gambe della Lega Nazionale Dilettanti: quella sociale e quella agonistica".

Barbara Coscarella (Segretario Rappresentativa Nazionali LND): "Sono stata presente in due situazioni reali in cui Rosario (Rosario Coco, D&l Expert, Education Through Sport) ha fatto attività con i ragazzi. La cosa che più ci ha sbalordito è che i ragazzi hanno fin da subito mostrato grande interesse e sentito il peso della situazione che stavano vivendo durante il gioco nelle azioni. Alcuni giorni dopo questa visita di Rosario, tanti ragazzi hanno fatto domande e mostrato interesse all'argomento. Questa è stata una grande vittoria per questo progetto".

Giuliano Giannichedda (Allenatore Rappresentativa Nazionale Serie D LND): "All'inizio ero un po' preoccupato perché comunque si parla a ragazzi già grandi, tra i 18 e i 19 anni. Io devo fare i complimenti a Rosario perché i ragazzi la sera dopo la sua visita facevano domande e si interessavano all'argomento. Noi dobbiamo ricordarci che stiamo formando uomini e non solo calciatori e, comunque, spesso i ragazzi sono migliori di quello che pensiamo. Facciamogli da esempio noi grandi con progetti di questo tipo. Complimenti a chi ha pensato al progetto e a chi forma i coach che poi vengono in campo a parlare con i ragazzi".

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 09 aprile 2026 alle 11:39
Autore: Redazione
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