Edin Dzeko non ha bisogno di lunghe presentazioni, racconti e trame intriganti. La sua carriera parla per lui: dalla Bosnia del dopoguerra alle avventure con Manchester City, Roma, Inter e alle ultime prestazioni con la Nazionale del suo paese, l'attaccante ex Fiorentina ha scritto pagine importanti del calcio internazionale, venendo riconosciuto quasi all'unanimità come uno degli attaccanti più forti al Mondo nel suo periodo migliore.

Dopo una vigilia caratterizzata dalla foto di Dimarco e compagni che esultano dopo il passaggio del turno dei bosniaci, ci ha pensato proprio lui a smorzare i toni, ricordando a tutti la grande amicizia che ha contraddistinto i due paesi, facendo riferimento soprattutto all'amichevole internazionale che li coinvolse dopo la fine della guerra civile. Un gesto, quello dell'Italia, mai dimenticato da una nazione che stava ricostruendo dalle fondamenta un ambiente devastato da divisioni e bombe.

Poi, purtroppo per noi, ha dimostrato di poter essere ancora un vero trascinatore, correndo come un ragazzino da una parte all'altra del campo e decidendo, di fatto, il match con un colpo di testa che ha costretto Donnarumma a una parata miracolosa. La respinta del portiere del Manchester City è finita sui piedi di Tabakovic, costringendoci a seguire, nuovamente, i Mondiali senza poter sbandierare i nostri colori al vento.

Il primo assaggio di Italia dell'attaccante ex Inter non fu caratterizzato dal suo trasferimento alla Roma; ma avvenne molto prima. Infatti, nel lontano 2001 quando, a Ferrara l'allora promessa del calcio bosniaco partecipò al torneo "Paolo Mazza" con il suo Zeljeznicar Sarajevo, con cui sfidò squadre come Milan, Cesena e, ovviamente, la Spal.

L'Italia nel destino, in tutti i modi possibili. E anche se fa male, non possiamo che applaudire un grande campione come Edin Dzeko, un calciatore fenomenale e un uomo riconoscente, umile e leale, fino alla fine.

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 01 aprile 2026 alle 19:45
Autore: Antonino Iorfida
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