Continua il caos dopo l'eliminazione della Nazionale Italiana ai playoff per i Mondiali: gli Azzurri sono stati sconfitti ai calci di rigore contro la Bosnia e non parteciperanno al campionato mondiale per la terza edizione consecutiva. Negli ultimi giorni si è discusso molto su possibili proposte volte a mgiliorare la situazione della Nazionale partendo dalle basi, valorizzando i giovani ed imponendo un minimo di italiani per ogni squadra professionistica e non del nostro calcio.

A tal proposito è intervenuto il Presidente della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete: "Esistono norme imposte dall'Unione Europea che ci proibiscono di determinare un obbligo sull'utilizzo dei giovani, c'è un ostacolo insormontabile. Il calcio è considerato un'attività professionistica allo stesso livello delle altre a lavoro dipendente."

"Anche sul limite di stranieri ed italiani che scendono in campo non si può operare a livello professionistico: una squadra di Serie C può schierare anche undici stranieri" ha aggiunto Abete. "Siamo in una situazione critica e complicata per il nostro calcio, bisogna ritrovare competitività con un progetto serio e che abbia senso. Il calcio italiano è in arretramento ad ogni livello, non siamo al Mondiale per la terza edizione consecutiva ed anche in Champions League l'unica squadra a raggiungere gli ottavi è stata l'Atalanta."

Il Presidente della LND ha poi continuato: "Dobbiamo comunque stare attenti a non far diventare praticabile e regolamentare ciò che non è, in primis vanno seguite le norme dell'Unione Europea. Servirà una riflessione sulla gestione del calcio italiano."

Infine, Abete ha commentato un possibile ritorno di Antonio Conte e la situazione commissariamento: "Conte ha fatto bene con la Nazionale e siamo stati competitivi agli Europei. Si tratta di un allenatore di alto livello, ma non spetta a me dirlo. Il commissariamento in questa circostanza non è previsto, solo in caso di gestione amministrativa impropria."

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 07 aprile 2026 alle 18:39
Autore: Federico Borrione
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