“Senza dubbio l’ultima esperienza sulla panchina del Vado ha rappresentato un’anomalia nella mia carriera. Non mi era mai capitato di essere esonerato da primo in classifica; è stato un grosso dispiacere dover lasciare un lavoro in corso d’opera. Ho conosciuto un ambiente piccolo, fatto di persone perbene. Soltanto col direttore Mancuso ho avuto qualche problema.”
Si presenta così a SerieD24.com Giorgio Roselli, esperto allenatore classe 1957, il quale vanta una grandissima esperienza nel mondo del calcio. Da giocatore ha vestito le maglie di Inter, Sampdoria e Taranto, tra le tante; mentre in panchina ha guidato club come Varese, Cremonese, Pavia, Cosenza e Brindisi, giusto per citarne alcuni. Dopo tanta Serie C, nelle ultime stagioni ha allenato in Serie D tre società liguri: Ligorna, Lavagnese e Vado.
Roselli è in primis ritornato sulla sua ultima avventura in quel di Vado Ligure. “In estate siamo partiti con l’idea di fare un campionato di vertice, i primi mesi non sono stati semplici; ho dovuto plasmare un gruppo da zero, avendo anche frizioni con alcuni giocatori. Col tempo siamo riusciti a diventare una squadra, inanellando ottimi risultati. Con tanti ragazzi si era instaurato un ottimo rapporto, essere stato privato di quanto seminato in quei mesi è stata una delle cose peggiori che mi sono capitate in carriera.”
Il Vado, guidato dall’allenatore umbro, in quindici giornate di campionato aveva centrato 11 vittorie, 2 pareggi e 2 sconfitte, un bottino nient’affatto male. Tuttavia la società ligure, non pienamente soddisfatta dalla qualità del gioco espresso, ha scelto di cambiare. “A mio avviso non esiste il calcio bello o brutto, bensì quello giusto. Io ho cercato di adattarmi alle caratteristiche dei miei calciatori, dando un’identità alla squadra. Ho lavorato su determinati principi, con l’obiettivo di far rendere al meglio i giocatori. Noi allenatori siamo diversi, ognuno col proprio credo, ma il nostro lavoro è sempre finalizzato a raggiungere il risultato, alla fine conta quello.”
Roselli: “Chi vince il girone A? Prevedo un testa a testa fino alla fine”
Giorgio Roselli nelle ultime stagioni ha avuto modo di conoscere a fondo il girone A. La sua prima esperienza in quarta serie, infatti, è stata quella sulla panchina del Ligorna, società genovese oggi al primo posto, davanti al Vado di una sola lunghezza. “Visto da fuori è un bel duello, difficile dire chi avrà la meglio. I biancazzurri sono una società che sta lavorando molto bene da diversi anni, porto con me un bel ricordo di quell’esperienza. Abbiamo centrato una salvezza e un posizionamento playoff, oggi tutto l’ambiente ha acquisito consapevolezza.”
“La differenza tra Vado e Ligorna è data dal fatto che i primi sono partiti fin dall’inizio per provare a vincere, mentre i secondi rappresentano un po’ la sorpresa del torneo. Una volta capito di poter lottare fino all’ultimo i genovesi hanno inserito in rosa giocatori importanti. Lo scontro diretto del prossimo turno sarà importante, ma a mio avviso non decisivo. Secondo me le due compagini lotteranno punto a punto fino alle ultimissime giornate.”
Roselli: “Ho ancora tanta voglia di allenare”
L’ex Cosenza ha rivelato che a gennaio diverse squadre di Serie C lo hanno contattato. “Le possibilità di entrare a stagione in corso in terza serie le ho avute. Ho ricevuto chiamate da parte di club in lotta per la salvezza di tutti e tre i gironi. Tuttavia, per una questione perlopiù logistica non me la sono sentita di accettare; io oggi vivo a Genova, spero per la prossima stagione che qualcuno si ricordi ancora di me.”
Fame e passione, sono questi gli ingredienti che spingono Giorgio Roselli a continuare la sua carriera in panchina. “L’entusiasmo è ancora tanto, io senza calcio faccio fatica a vivere. Ora che sono a casa mia moglie vuole uccidermi (ride, ndr), la prossima stagione spero di poter trovare un progetto accattivante; a me basta poter lavorare in armonia. A mio avviso in Serie D oggi è presente un buon livello, talvolta anche superiore a quello di squadre in lotta per non retrocedere in Serie C.”
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