Programmazione, identità e visione, l'importante passato da responsabile scouting in Serie A e non solo e l'attualità da direttore sportivo: Gianfranco "Gianco" Francavilla ha rilasciato un'intervista a Seried24.com, parlando delle sue esperienze tra Torino e Barletta e dei record con il Canosa, per poi approfondire quello che potrebbe essere il suo futuro, visto il suo periodo di inattività.
Il ds Francavilla attualmente è senza squadra, dopo la separazione con il Canosa avvenuta lo scorso dicembre e spiegata con queste parole: "In due anni abbiamo fatto dei miracoli. Siamo entrati nella storia, perché mai il Canosa era arrivato a vincere i playoff e a raggiungere gli spareggi nazionali di Eccellenza, considerando anche che l'anno prima siamo partiti con nove punti di penalizzazione e abbiamo chiuso al quinto posto, A dicembre poi ho deciso di andare via perché il progetto non era più il mio, non mi rispecchiava e ho preso questa scelta, ma senza alcun tipo di problema".
Lo scorso anno, proprio nella finale degli spareggi nazionali sopracitati, il Canosa ha subito una clamorosa rimonta, incassando tre reti nell'ultimo quarto d'ora della gara di ritorno contro il Gela, lasciando grande rammarico in tutto l'ambiente: "Ci sono dei rimpianti, c'è ancora tanta rabbia, ma siamo arrivati con il fiato corto e con i giocatori contati, per via di defezioni e di squalifiche. Ce la siamo giocata fino in fondo, ma è andata così".
Francavilla: "Mi aspettavo il ritorno del Barletta"
In questa stagione, il girone H di Serie D ha visto una partenza forte del Fasano, poi un iniziale ritorno di Paganese e Martina e una grande seconda parte di campionato del Barletta, che ha preso il largo con dei numeri straordinari: "Inizialmente, con i favori del pronostico partivano Barletta e Fasano. La struttura dei biancorossi, tra pubblico e ambizioni, alla fine, è stata predominante rispetto ai biancazzurri, ma me l'aspettavo perché, oggettivamente, era la squadra più forte e quella costruita meglio. Poi ci sono state quelle due outsider, con la Paganese che ha fatto un gran lavoro, pur senza spendere molto, e il Martina che da cinque/sei anni è sempre lì, costruito con dei giovani per far bene e, in questo campionato, è arrivato addirittura secondo".
L'ultima volta che il Barletta ha giocato tra i professionisti, nel 2015, Francavilla faceva parte di quella società: al ritorno in Serie C dopo undici anni ecco cosa, secondo lui, ci si può aspettare dai pugliesi: "In quella stagione, l'ultima di Serie C, abbiamo anche battuto un record: undici risultati consecutivi. Poi è successo quello che è successo con l'era Perpignano e con il fallimento. Anche lì mi permetto di dire che avevo fatto un ottimo lavoro, portando tanti giocatori, tra cui Radi, Stendardo, Cortellini, tutta gente d'esperienza. Credo che, dopo undici anni, il Barletta debba custodire gelosamente questa Serie C, perché abbiamo visto che non è per niente facile vincere un campionato di D, che ormai è diventato una C, è molto competitivo".
Francavilla: "Mi auguro che un'altra pugliese raggiunga la Serie D"
In Eccellenza pugliese, invece, a prendere il largo è stato il Brindisi, ma anche il Bisceglie ha ottenuto la promozione grazie alla Coppa Italia Dilettanti, mentre il Taranto si ritrova ad affrontare gli spareggi nazionali per provare a compiere il salto di categoria, nonostante gli obiettivi fossero altri: "Il Taranto ha raggiunto l'obiettivo minimo, perché era stato costruito per vincere, poi hanno avuto più equilibrio Bisceglie e Brindisi. Quest'ultima, non a caso, è stata imbattuta per tutto il campionato. Ci si aspettava di più dai rossoblù, però può darsi che questa porta gli consenta di ottenere la promozione in Serie D, anche perché è una piazza che con l'Eccellenza non c'entra assolutamente nulla. Sono due partite difficili, le squadre campane sono battagliere, dunque sarà dura, però il Taranto ha le carte in regola per potercela fare e mi auguro che un'altra pugliese raggiunga la Serie D".
Nonostante siamo ancora a maggio, l'ex direttore del Canosa è consapevole che la prossima stagione del massimo campionato pugliese potrebbe essere molto particolare: "Adesso bisogna capire tutta la questione dei ripescaggi. Addirittura ancora c'è da giocare il playout il 24 maggio tra Novoli e Ugento, anche se, a parer mio, è stato organizzato male, perché non è concepibile che si stia un mese fermi e poi si torni in campo per una sfida del genere. Il tutto dipende anche dal Taranto, ma credo che ci potrebbero essere diversi ripescaggi, perché se ne salgono tre, c'è bisogno di arrivare almeno a diciotto squadre".
Francavilla: "Ho fatto tanti sacrifici per poter fare qualcosa di buono nel calcio"
Mesi fa l'accostamento alla Soccer Trani, fresca vincitrice del campionato di Promozione pugliese: Francavilla ha voluto fare chiarezza sul suo futuro: "Il fondo di verità riguardo alla Soccer Trani c'era tutto, ho incontrato parecchie volte il presidente, ma credo che abbiano deciso di continuare con lo staff dell'anno scorso. Per quanto riguarda altre situazioni, ho ricevuto un paio di proposte in Serie D, due in Eccellenza, ma è chiaro che bisogna sedersi, parlarne e capire i progetti. Per fare un buon campionato non ci vogliono solo i soldi, ma serve equilibrio, organizzazione, tanta passione e umiltà, queste sono le mie prerogative. Non nascondo che ho ricevuto delle proposte per andare a fare il responsabile scouting in Serie A, come già fatto con il Torino in passato, ma vorrei continuare sulla linea di direttore sportivo, essendo anche iscritto all'albo, visto il corso a Coverciano, quelli di management. Ho fatto tanti sacrifici per poter fare qualcosa di buono nel calcio".
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