Umberto Quistelli ha costruito una carriera variegata nel mondo del calcio italiano. Ex calciatore professionista, ha ricoperto ruoli di responsabilità come direttore tecnico e direttore sportivo in diverse società, tra cui Lecce, Alessandria, Bisceglie, Grosseto, Messina e Prato.
Negli ultimi mesi, la sua esperienza si è ampliata anche a livello internazionale: dopo un anno al Brescia come direttore dei prestiti, ha lavorato come Technical Advisor in Germania, entrando in contatto con la Bundesliga e approcci organizzativi differenti rispetto al calcio italiano.
A SerieD24.com, Quistelli ha raccontato i successi e le difficoltà affrontate nelle piazze in cui ha lavorato, dall’Alessandria al Barletta, dal Lecce alla Salernitana, passando per Grossetto e Messina. Il direttore ha analizzato i campionati di Serie C e Serie D, sottolineando la complessità emotiva del girone C in Lega Pro e la competitività del girone H in quarta serie, e non ha mancato di esprimere opinioni sulla gestione societaria e sulla crescita dei giovani calciatori.
Inoltre, ha raccontato dei suoi recenti contatti con club di Serie B e Serie C, spiegando di essere pronto a intraprendere nuovi progetti e sottolineando il valore umano e professionale delle esperienze vissute. Di seguito, le sue parole.
Quistelli e il legame con Alessandria: "Non mi hanno lasciato finire il lavoro"
Il legame di Umberto Quistelli con il calcio italiano non si misura solo dalle squadre in cui ha lavorato, ma anche dall’affetto che conserva per le piazze in cui ha lasciato un segno. In particolare ha raccontato i successi ottenuti ad Alessandria e dei risultati che avrebbe voluto consolidare con la società grigia: "Ad Alessandria stavo molto bene, è una grande società: Purtroppo non mi hanno lasciato finire il lavoro: sono rimasto fino a gennaio, poi la nuova proprietà ha deciso di cambiare il management e ci siamo lasciati con il lavoro a metà. Quando c'ero io, l'Alessandria era fuori dai playout; avevamo ottenuto risultati importanti . Avrei continuato volentieri anche col mercato di gennaio, ma la nuova proprietà ha cambiato tutto. Sono comunque molto legato a quella piazza e tutt'ora la seguo."
Quistelli: "Girone H? Secondo me è una C2"
Guardando al presente, Quistelli ha analizzato il girone H di Serie D, raggruppamento che lui conosce molto bene: "Il Barletta è una piazza unica che merita almeno la Serie C. Il girone H è un campionato importante; chiamarlo "dilettante" è riduttivo, secondo me è una C2. Squadre come Barletta e Andria hanno visto ben altre categorie. Io sono stato in Lega Pro con entrambe e ho imparato tanto da quelle realtà. Attualmente vedo meglio il Barletta, che è in testa e sta facendo un grande lavoro. Anche il Martina sta facendo un grande campionato. L'Andria invece sta cercando di risollevarsi, ma per avere una squadra forte serve una società forte che possa investire prepotentemente sul mercato.".
Sulla Paganese aggiunge: "La Paganese la vedo un po' staccata. Conosco bene Pagani essendo stato alla Salernitana. È una piazza esigente: vincere un campionato lì è come vincerne due volte altrove".
“Vedere la Salernitana in Lega Pro mi dispiace molto"
Quistelli, poi, fa un accenno alla Serie C e non nasconde la sua delusione per la situazione attuale della Salernitana: "A Salerno sono stato benissimo per un anno e mezzo meraviglioso, facendo un campionato di Serie A che resterà nella storia del club. Oggi vedere la Salernitana in Lega Pro con quel budget e quegli ultimi risultati mi dispiace molto per la piazza e per il presidente Iervolino, che ci tiene a far bene. Sono stati commessi errori sia sul mercato che nell'allestimento della squadra. La Serie C non è facile, specialmente partendo da zero con un nuovo allenatore e un gruppo nuovo".
Continua poi: "Il girone C è il più complesso emotivamente, nel B vedo l'Arezzo e il Ravenna fare grandi cose, specialmente l'Arezzo con Pietro Cianci. Nel girone A c'è il dominio del Vicenza; faccio i complimenti al presidente Rosso. Seguo con affetto anche il Brescia di Pasini che sta mettendo le basi per il futuro".
Quistelli: "Il contratto è l'ultima cosa, voglio rimettermi in pista"
Nonostante l’esperienza internazionale e i successi passati, Quistelli resta proiettato al futuro: "Ho avuto qualche contatto e diverse chiamate che mi hanno fatto piacere, soprattutto da Serie B e Serie C. Sto aspettando un progetto serio dove poter lavorare e intraprendere una strada; il contratto è l'ultima cosa, voglio rimettermi in pista"
Infine, cita nuovamente le piazze a cui è più legato, tra le quali Lecce, Alessandria e Salernitana, ringraziando in particolare il presidente del club pugliese Saverio Sticchi Damiani "per ciò che mi ha dato umanamente e professionalmente". Nonostante le radici barese, il suo cuore calcistico resta legato al Lecce, "un’esperienza che mi ha arricchito moltissimo".
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