Da comparsa ad attrice protagonista. La Serie D riesce sempre a stupire, regalando storie inattese da parte di squadre magari sottovalutate ai nastri di partenza, per via di un blasone meno altisonante o di aspettative contenute, ma che finisco però per ritagliarsi un ruolo di primo piano grazie alla tenacia, e forse, anche a quella condizione iniziale lontana dai riflettori.
Nel girone I, uno dei più combattuti e incerti della categoria, c'è una squadra in particolare che inaspettatamente si è seduta al tavolo delle grandi, sfidando gerarchie, storia, aspettative, e forse anche il proprio stesso destino: la Nuova Igea Virtus. Capolista solitaria dopo 25 giornate, la squadra siciliana non partiva infatti certo con il favore dei pronostici. Dopo la tranquilla salvezza della scorsa stagione, le grandi favorite del raggruppamento erano piuttosto Reggina, Savoia, Nissa: società dal blasone importante, protagoniste di investimenti significativi per il salto di categoria e reduci da stagioni di alto livello.
La categoria, però, non regala niente a nessuno. Se in alcuni gironi i verdetti sembrano già scritti a metà febbraio, in altri la corsa alla promozione resta più incerta che mai, anche grazie a squadre come l’Igea Virtus, capaci di sparigliare le carte. A nove giornate dal termine, le prime cinque squadre del girone I sono infatti racchiuse in appena cinque punti: un equilibrio che rende il finale di stagione quanto mai imprevedibile.
Uno degli artefici della straordinaria stagione dell'Igea è senza dubbio Salvatore "Sasà" Marra, allenatore dei giallorossi, che ai nostri microfoni, ha raccontato le prospettive iniziali e lo stupore per averle ampiamente superate. "Sarò sincero: al mio arrivo mi è stata chiesta una salvezza tranquilla, senza patemi, per poi provare a chiudere il più in alto possibile, magari tra le prime 5 o 6 per agganciare i playoff. Non finirò mai di ringraziare il direttore Chiavaro per avermi messo a disposizione un gruppo di giocatori con le caratteristiche che piacciono a me. Ma sono onesto: non mi sarei mai aspettato questi risultati. Qui ho trovato dei ragazzi con una cultura del lavoro incredibile, una solidità e una predisposizione al sacrificio che mi hanno sorpreso. Siamo contenti, abbiamo creato entusiasmo e affronteremo le prossime partite senza guardare la classifica, rispettando sempre le avversarie. Anche se, a dire il vero, in pochi hanno avuto lo stesso rispetto nei nostri confronti: si è parlato poco dei nostri numeri."
Marra e i suoi ragazzi, in effetti, hanno superato ogni aspettativa. Solo due sconfitte in campionato, entrambe di misura contro Sambiase e Messina, per il resto solo risultati utili, compresi quelli negli scontri diretti contro Savoia, Reggina, Nissa e Athletic Palermo. Partite che l’allenatore giallorosso individua come cruciali nella presa di consapevolezza del gruppo e dell'ambiente. "Siamo partiti per fare un altro campionato, le favorite erano indubbiamente le squadre che oggi sono subito dietro di noi in classifica. La nostra forza è stata la spensieratezza, unita alla mentalità di pensare domenica dopo domenica. Abbiamo sempre rispettato tutti, ma i successi contro Reggina, Savoia e Nissa ci hanno fatto capire che potevamo giocarcela. Fin dall'inizio ho detto che saremmo dovuti essere la "rompiscatole" del campionato, e finora ci siamo riusciti. Questa condizione deve portarci entusiasmo, non ossessione: non dobbiamo commettere l'errore di pensare troppo. Dico sempre ai ragazzi di migliorare prestazione e risultato rispetto alla domenica precedente. Se in una partita non si è brillanti, c'è sempre quella dopo per valorizzare il percorso."
La richiesta di rappresentare la mina vagante del girone è stata infatti recepita appieno dal gruppo. In un raggruppamento così equilibrato, i giallorossi hanno assunto il ruolo dell’outsider che cresce partita dopo partita, fino a diventare protagonista. "Sasà", però, respinge l'idea di un campionato livellato verso il basso: "La nostra consapevolezza nasce dalle prestazioni. A volte siamo stati più belli, altre meno, ma abbiamo sempre venduto cara la pelle, perché questo girone te lo impone. Non sono d'accordo, infatti, con chi definisce questo campionato mediocre: per me è il più bello degli ultimi anni. Il fatto che le prime squadre siano racchiuse in cinque punti non significa che il livello medio sia basso, semmai il contrario. Oltre a noi e all'Athletic Palermo, che siamo le grandi outsider, penso anche alla Gelbison, partita con ambizioni di vertice, e che ora piano piano sta risalendo la china. Tutto questo deve darci ulteriore forza e consapevolezza."
Da semplice comparsa, l'Igea si è guadagna con fatica e sacrificio l'onere di competere con le grandi. Ma il vero campionato inizia adesso. Nelle prossime due uscite, i ragazzi di Marra affronteranno proprio Nissa e Reggina, in due scontri diretti che indirizzeranno inevitabilmente la stagione giallorosa, e, forse, l'intero girone. L'allenatore campano, consapevole della posta in palio, guarda alle prossime sfide con orgoglio, ma invita all'equilibrio. "Domenica affronteremo la Nissa, un' avversaria forte che viene da una grandissima prestazione e che, con il cambio in panchina, si è rimessa incorsa. Se vogliamo alzare l’asticella, sono queste le partite ideali. Allo stesso tempo, anche se dovessero andare male, lo stato d’animo della piazza non cambierebbe. Abbiamo creato un entusiasmo incredibile con i risultati, anche se in realtà c’era fin dall’inizio.Vogliamo far vivere un sogno ai tifosi, rispettando sempre le avversarie. In questo finale di stagione sarà però fondamentale l'equilibrio: gli scontri diretti non saranno decisivi."
Per Marra e i suoi ragazzi si avvicinano ora le battute finali di una storia fin qui splendida, che potrebbe diventare leggenda o restare una straordinaria cavalcata. In ogni caso, il cammino dell’Igea rimarrà una delle pagine più affascinanti della Serie D 2025/26.
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