La storia calcistica del Rimini è pronta a conoscere una nuova era. Nella giornata di oggi, sabato 6 giugno, una delegazione di professionisti imprenditori locali ha infatti presentato alla stampa un progetto solido e ambizioso che intende far ripartire il calcio in città dopo il fallimento e l'esclusione del club dal campionato di Serie C. Una novità che ha riacceso le speranze, e l'entusiasmo, di una piazza storica del calcio italiano. 

L'intenzione della cordata è quella di presentare la propria manifestazione d'interesse al Comune, ente preposto a indire il bando per l'assegnazione del titolo sportivo secondo quanto enunciato dall'articolo 52 comma 10 delle Noif. La conferenza stampa si è tenuta presso l'Hotel Savoia, di proprietà di Orfeo Bianchi, uno degli imprenditori della cordata. Gli altri soggetti imprenditoriali coinvolti sono invece Antonio Cocciolo, Massimiliano Alvisi, Giuliano Lanzetti e Marco Lombardi. Ambizione, programmazione e voglia di dare un nuovo respito al calcio cittadino: queste le tre linee guida alla base del progetto imprenditoriale, e sportivo, presentato nelle scorse ore. 

Il primo a prendere la parola è stato Massimiliano Alvisi, che ha voluto spiegare l'intento della conferenza stampa, annunciando, quindi i dettagli fondamentali di questo possibile nuovo corso, come riportato da newsrimini.it: "L'obiettivo di questo incontro con la stampa è dare un volto alla compagine che si candiderà al bando per la nuova Rimini Calcio. L'idea nasce da Giuliano Lanzetti e Orfeo Bianchi. Ovviamente dovremo partecipare al bando e di definito non ci può essere ancora niente. Con noi ci sarà anche Marco Lombardi, col quale ci siamo confrontati già dalle prime riunioni. Cocciolo è invece arrivato in un secondo momento. Poi daremo spazio ad una persona molto importante per il progetto. Per quanto concerne il lato economico si è scelta la strada di creare una compagine di più persone. Le due cose principali sono: il reperimento delle risorse e il reperimento delle competenze. Con uno sguardo importante rivolto anche alla costruzione di un settore giovanile. Il piano è di cinque anni.". 

Segue Lanzetti che ha parlato della passione per i colori del Rimini, un tratto comune a tutte le persone coinvolte, e di un impegno economico rilevante per le sfide che dovranno essere affrontate in seguito: "La passione per il Rimini nasce da quando eravamo piccoli e riuscivamo a stampare qualche striscione. Abbiamo vissuto anche momenti tristi, come quando si vendevano i biglietti per la lotteria per il fallimento del Rimini. Oggi ci siamo magari in una veste più importante. Il Rimini non si acquista, ma si restituisce alla città. Oggi abbiamo un quorum di dieci imprenditori. Tutti ci hanno consigliato di non farlo, perché con il calcio ti scotti parecchio. Non ci aspettavamo un'affluenza così numerosa. Come soci fondatori abbiamo stabilito una campagna di adesione da 50mila euro. Ma siamo comunque disposti ad andare incontro a chiunque vorrà dare una mano. Il nostro progetto fino a ieri non era neanche pensabile. Invece oggi ne siamo certi: la strada esiste, in una modalità diversa, non con un'unica persona che debba caricarsi il peso di tutto. Noi ci abbiamo messo la faccia, siamo usciti allo scoperto. Nessuno di noi è interessato a ricavare da questo visibilità, e nessuno di noi ambisce ad avere un ritorno economico. L'aiuto che ci deve arrivare dall'esterno è di supportare un sogno".

Nella cordata è presente anche Marco Lombardi, ex presidente del Rimini: "Ho partecipato negli anni Ottanta per una decina d'anni alla gestione della Rimini Calcio. Sono convinto di aver fatto un buon lavoro, perché i bilanci prima erano un disastro. Con risorse adeguate ho provato poi a riportare il Rimini in C1, siamo stati in lotta fino alla fine, ma non ce l'abbiamo fatta. Quella è rimasta un'incompiuta a un bel lavoro che avevamo fatto".

Un altro importante esponente del progetto è Antonio Cocciolo, imprenditore locale: "Io rappresento 3C Travel (tour operator specializzato nell’organizzazione di viaggi di gruppo in tutta Italia). Ringrazio Giuliano e Orfeo, i padri fondatori di questo progetto. Grazie a Massimiliano, che si sta prodigando a portare tanta gente, come oggi, e a Marco Lombardi, che sta organizzando tutta la parte burocratica per partire con questa bellissima esperienza. Ci sono due cose che ci accomunano: l'amore per Rimini e la passione per il calcio. Con la promessa, insieme a questo gruppo di imprenditori, di riportare il Rimini nella serie e al livello calcistico che merita".

Spazio, infine, a uno dei principali punti di riferimento dell'operazione, Orfeo Bianchi: "È stato un percorso in cui a volte abbiamo zoppicato un po' perché siamo dei neofiti. Noi vogliamo bene alla Rimini Calcio. A differenza di altri noi siamo di Rimini, ci mettiamo la faccia. Ci siamo dati un tempo di almeno cinque anni. Oltre alle scelte sportive, di chi si occuperà della parte tecnica e amministrativa, il nostro compito sarà quello di aggregare altre forze. Pensiamo di poter fare queste scelte nel modo giusto per il successo della Rimini Calcio. Siamo ambiziosi. Tutte le persone che sono qui, e anche quelle che arriveranno, lo sono. Tutto il resto verrà costruito mano a mano.Tutto dipenderà da noi e dall'accoglienza che avremo in città. Se non saremo capaci di farci accoglierci sarà un nostro difetto, dovremo essere attrattivi. Solo questo potrà salvare il Rimini".

Sezione: News / Data: Sab 06 giugno 2026 alle 16:00
Autore: Antonino Iorfida
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