C’è una forza, un certo peso nelle parole di Modou Jassey. Non è certamente quello tipico di un ragazzo di diciotto anni che si limita a inseguire un pallone, ma quello di chi ha dovuto misurare il mondo con i propri passi prima di approdare nel calcio italiano. Un viaggio, il suo, iniziato nel 2023 dal Gambia, da solo, con nient’altro che un sogno nello zaino: "giocare a pallone". Oggi, quel ragazzo classe 2007 è il motore del centrocampo del Chievo in Serie D, grande realtà del nostro calcio che, mattone dopo mattone, sta provando a tornare nel professionismo, anche grazie alle ambizioni del patron Pietro Laterza.
Dietro quella maglia gialloblù c’è un viaggio durissimo iniziato nel 2023 dal Gambia, attraversando Senegal, Mali, Algeria e Tunisia. Un’odissea vissuta in solitudine, lontano da casa, alimentata solo dalla determinazione e dal sogno di "voler diventare un calciatore professionista".
Dopo un anno di stop forzato a causa di vari nodi burocratici legati al tesseramento, uniti a mesi passati ad allenarsi con la prima squadra del Rezzato senza però poter scendere in campo, Modou ha finalmente trovato la sua dimensione a Verona.
L'ARRIVO AL CHIEVO - Jassey preferisce partire dal presente e dal suo inserimento a Verona: "Qui mi sono inserito subito bene e mi trovo davvero a mio agio. All’inizio siamo partiti alla grande, accumulando tante vittorie, mentre nelle ultime partite stiamo attraversando un periodo un po' più complicato".
L'ingresso in un nuovo contesto, ambizioso come quello del Chievo, l'aiuto dei giocatori più esperti ha giocato un ruolo fondamentale per Modou: "Paloschi è un punto di riferimento, mi dà tanti consigli grazie alla sua esperienza in categorie importanti. Anche Costantino mi sta aiutando molto, soprattutto nei momenti di difficoltà".
L'impatto di Douglas Costa: "Il suo arrivo è stato qualcosa di speciale, una grande occasione per tutti, soprattutto per noi giovani. Allenarsi e giocare con uno che ha vinto così tanto è incredibile, cerchiamo di imparare il più possibile".
IL LUNGO VIAGGIO - "Sono arrivato in Italia nel 2023. All’inizio ho avuto qualche problema con il tesseramento e non ho potuto giocare, ma devo ringraziare il Rezzato per avermi dato la possibilità di allenarmi. Successivamente ho fatto un provino con il Mantova, che ha deciso di puntare su di me. Quando sono partito dal Gambia ho attraversato il Senegal, poi Mali e Algeria, fino alla Tunisia. È stato un percorso molto duro, affrontato da solo e lontano dalla mia famiglia".
La soddisfazione del primo gol in Italia: "Segnare la mia prima rete con questa maglia è stato indescrivibile, anche perché è stata scelta come gol del mese. I compagni mi hanno sempre incoraggiato e quando è arrivato quel momento contro la Real Calepina è stata una gioia enorme".
L'IDOLO POGBA - "Seguo molto i principali campionati, soprattutto la Serie A e la Premier League. Mi piace guardare il Milan e ammiro molto Rafa Leao, oltre al Manchester United. Il mio idolo? Paul Pogba: lo seguo da quando ero piccolo e ho cercato di prendere spunto da lui, anche se ho caratteristiche più difensive".
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