"Vincere è sempre bello, ti aiuta a vivere meglio l’annata: quest’anno abbiamo fatto 17 vittorie consecutive e portare tre punti a casa ogni domenica ti fa vivere tutto in maniera diversa. Dopo tre anni a Paternò non era facile cambiare ma adesso mi godo il trionfo". Alessio Asero, indiscusso protagonista nella promozione del Modica in Serie D, sembra quasi toccare il cielo con un dito: cinque gol, sette assist e voglia di mettersi a disposizione dei compagni hanno infatti premiato il polivalente classe 2000, vincitore anche della Supercoppa di categoria coi rossoblù.
Grinta e voglia di stupire, il mantra del ragazzo paternese è sempre lo stesso. Il ruolo, ci racconta lui stesso, non è mai stato un problema: "Nasco attaccante ma sin da piccolo sono sempre stato abituato a giocare ovunque. Mi piace il bel calcio, non ho un idolo particolare, anche perché per la regola degli Under, specie in Serie D, mi sono ritrovato spesso a giocare magari una gara esterno d’attacco e l’altra quinto o mezz’ala. Mi sono sempre saputo adattare ma devo a Raciti la mia continuità da quinto a sinistra nel 3-5-2." Un rapporto sincero, quello tra l'allenatore e il suo jolly, come sottolineto dallo stesso Alessio, sorridente e ben consapevole dei suoi mezzi: "Mi ha sempre fatto rendere al massimo e credo di avergli dato le giuste garanzie anche con gli assist visto che a Paternò ne feci addirittura 15 (ride ndr)".
Il ricordo del recente passato paternese è ancora piuttosto intenso nel cuore di Asero che, nel ripercorrere gli anni al Falcone-Borsellino, non nasconde l'emozione: "La Coppa Nazionale rimarrà il momento più bello- ci racconta- ho segnato in tutte le tappe decisive di quel percorso e quella stagione fu un sogno. L’anno prima piansi per la retrocessione quindi ho gioito il doppio".
Inevitabile, visto il triste epilogo del club, un pensiero tutto cuore dal figliol prodigo alla sua gente: "Ai tifosi dico che i rossazzurri si rialzeranno, a prescindere da chi ci sarà ai vertici. Buttare via definitivamente quanto fatto insieme al presidente Mazzamuto sarebbe uno spreco. Le mie radici sono lì e mi auguro possa esserci una ripresa rapida per tutto l’ambiente".
Aserinho, l'origine è nel presente
Il destino di Alessio Asero era già legato al suo presente prima del previsto. Il soprannome Aserinho, infatti, arriva proprio in occasione di una rete tutta da ricordare: "Proprio contro il Modica feci un sombrero dentro l’area, stop, tiro e gol. Il nostro addetto stampa a Paternò, Rosario Sortino, iniziò a scrivere il soprannome nei post di squadra al posto del nome completo e da allora mi chiamano un po’ tutti così, un bell’attestato di stima che mi porto dietro con affetto".
Modica e futuro
La promozione in Serie D con la maglia del Modica è stata una vera e propria esplosione di gioia per Asero. Una scelta, quella relativa alla piazza siciliana, che gli era già chiara fin dall'estate: " A Modica sono stato convinto dal progetto. Avevo offerte dalla D ma la presenza di Raciti e la reputazione della società mi hanno convinto ad accettare il club. Ho trovato riscontro positivo, non ci è mai mancato nulla, la città è stata straordinaria con me, ringrazio tutti. C’è un progetto sostenibile ma molto importante che è solo nelle sue fase iniziale e auguro alla società di portarlo a termine".
Per il futuro, con queste premesse, Alessio non chiude le porte alla permanenza, anzi: "Sarei felice di restare- ci confessa- è presto per parlarne ma mi trovo benissimo e con le giuste condizioni vorrei continuare insieme a questo fantastico gruppo. Vediamo che succede. Sogni? Ho già 25 anni ma penso sempre a dare il massimo per conquistarmi il meglio, senza limiti".
Umiltà, consapevolezza e sorriso sincero verso un nuovo miglioramento da inseguire: Aserinho è fatto così.
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