Più che una notizia, quella di oggi (domenica 10 maggio) al "Luigi Razza" di Vibo Valentia è stata soltanto una conseguenza in casa Acireale, caduta 1-0 in Calabria e ufficialmente retrocessa in Eccellenza, categoria sconosciuta da anni nella città granata. 

Una stagione iniziata male, andata avanti peggio e chiusa con una brutale retrocessione per la squadra siciliana, con le sue porte girevoli in panchina durante tutto l'anno che sono state il manifesto, l'emblema del caos che regna ormai da anni in dirigenza. Prima la scelta di affidarsi a Marco Coppa, poi il cambio dopo qualche partita: Pagana. Alti e bassi, la squadra sembra crescere ma poi il nuovo crollo, complice anche un mercato confusionario. Si cambia ancora, dentro Francesco Cozza. Andamento rispettabile per l'ex Reggina sulla panchina dell'Acireale: una gestione capace di limitare i danni quella di Cozza, fino ad andare anche vicino alla salvezza diretta ma, come spesso accaduto in questa stagione, ad Acireale si inciampa sempre sul più bello. Troppi punti persi nel finale di campionato, troppi errori in fase difensiva e un reparto offensivo che non incide, senza neanche tenere in considerazione i fattori extracampo che minano spesso gli equilibri, come le storiche divergenza tra tifoseria e dirigenza oltre che un silenzio stampa societario che ha fatto più rumore che altro, anche perchè durato quasi quattro mesi. Un grande e incredibile caos, chiuso con un playout giocato fuori casa e con un nuovo allenatore (l'incolpevole Vittorio Jemma), ma soprattutto con una retrocessione che non è altro che una conseguenza di quanto accaduto nell'arco di questi anni dalle parti dell'ex "Tupparello".

Adesso, ad Acireale dovrà essere inevitabilmente tempo di valutazioni. Dopo un progetto partito con le migliori delle aspettative ormai quattro anni fa, la città - già da tempo - chiede a gran voce un cambio all'apice. Nel recente passato, al titolo acese si sono interessate - anche pubblicamente- figure già note al calcio siciliano, come Salvatore Palella (ex presidente dell'Acireale) e Valerio Antonini del Trapani, altri potrebbero interessarsi nelle prossime settimane. Quel che è certo, dalle parti di Acireale, è che questa retrocessione in quinta serie possa permettere di gettare le basi per un futuro più solido e ambizioso di quello attuale. Intanto, la città si lecca già le ferite per una stagione fallimentare, nella speranza di ripartire da protagonista nel prossimo campionato di Eccellenza

Sezione: Girone I / Data: Dom 10 maggio 2026 alle 18:24
Autore: Marco Cavallaro
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