Dopo 43 anni di storia vissuti all’interno del club, Marco Carboni ha annunciato il suo passo indietro dalla guida del Monastir. Lo ha fatto attraverso una lunga lettera pubblicata sui social della società sarda, ripercorrendo emozioni, sacrifici e traguardi raggiunti in oltre quattro decenni di vita biancoblù.
Il presidente del Monastir ha scelto parole cariche di emozione per raccontare una decisione definita “una delle lettere più difficili” della sua vita. Carboni ha ricordato il percorso iniziato “da ragazzo pieno di sogni” e culminato con la storica promozione in Serie D, passando per anni di sacrifici, categorie minori e crescita costante della società.
Nel messaggio non sono mancati ringraziamenti rivolti a dirigenti, sponsor, collaboratori e tifosi che hanno accompagnato il club in questi anni. Un pensiero particolare è stato dedicato anche al Settore Esplosivo, definito il “dodicesimo uomo in campo”, e a tutte quelle persone che hanno contribuito alla crescita del Monastir dentro e fuori dal rettangolo di gioco.
“La Serie D richiede una struttura quasi professionistica”
Uno dei passaggi più significativi della lettera riguarda proprio il futuro del club. Carboni ha spiegato come la Serie D rappresenti oggi “un punto di partenza che impone responsabilità nuove”, sottolineando la necessità di investimenti importanti e di una struttura manageriale all’altezza delle nuove sfide.
Per questo motivo il presidente ha annunciato la decisione di “fare un passo di lato”, lasciando spazio a una nuova proprietà che possa dare continuità e ambizione al progetto biancoblù. Non si tratterà però di un addio totale: Carboni resterà infatti all’interno della società con il ruolo di vicepresidente.
Dal settore giovanile alla prima squadra: il racconto di una crescita continua
Nel lungo messaggio pubblicato sui social, Carboni ha ripercorso anche i successi del vivaio e del futsal, ricordando i traguardi raggiunti dalle formazioni giovanili e il riconoscimento ottenuto come Scuola Calcio di 3° Livello.Spazio poi ai ringraziamenti per la squadra attualmente impegnata in Serie D, per lo staff tecnico guidato da Marcello Angheleddu, per il direttore sportivo Matteo Zanda e per i capitani Alessandro Masia e Simone Pinna, simboli di un gruppo che, come scritto dal presidente, “ha trasformato la fatica in orgoglio”.
La chiusura è dedicata ai tifosi e alla famiglia. “Le persone passano, ma il Monastir resta”, scrive Carboni nelle ultime righe della lettera, salutando il popolo biancoblù con “gratitudine infinita” e con “il cuore che batterà sempre biancoblù”.
La lettera
Di seguito la lettera diffusa sui social della società: “Cari soci, atleti, staff, tifosi e amici del Monastir Calcio
Dopo 43 anni di cammino insieme, è arrivato per me il momento di scrivere una delle lettere più difficili della mia vita.
Quarantatré anni fa entrai in questa società come un ragazzo pieno di sogni. Oggi, da Presidente, vi scrivo con la stessa passione del primo giorno. In questi decenni abbiamo condiviso tutto: le gioie delle promozioni, l’amarezza delle sconfitte, i campi infangati di Terza Categoria e gli abbracci sotto la tribuna. Passo dopo passo, sacrificio dopo sacrificio, siamo riusciti a portare il nome del Monastir Calcio dove nessuno avrebbe immaginato: in Serie D.
Questo traguardo non è solo mio. Voglio ringraziare di cuore tutti i dirigenti che hanno condiviso con me questo lungo percorso: Lello, Mario, Italo, Alfredo, Tonio, Aldo, Efisio, Gino, Tonino, Roberto, Luciano, Franco, Antonio, Mario, Gianni, Anna, Rossana e Manuela. Compagni di mille battaglie, dentro e fuori dal campo. Una menzione particolare meritano Gino e Tonino, che nel lontano 1983, con la loro azienda, ci diedero la possibilità come primi sponsor di iniziare questa bellissima avventura. Senza quel gesto, forse oggi non saremmo qui. Un doveroso ringraziamento va a Efisio Pisano, che nei due anni in cui ci ha sostenuto ci ha permesso di raccogliere risultati importanti come il ritorno in Eccellenza e la storica promozione in Serie D. Senza la vostra lealtà, la vostra amicizia e le vostre nottate spese per questa maglia, nulla di tutto questo sarebbe stato possibile.
Un pensiero speciale va a tutti gli sponsor che in questi anni ci hanno sostenuto. Prima che sponsor, siete amici. Amici che hanno creduto in noi quando eravamo poco più di una squadra di paese, che hanno messo mano al portafoglio senza chiedere nulla in cambio, che hanno esultato con noi sugli spalti. E con loro tutte le associazioni di volontariato di Monastir, con cui spesso abbiamo svolto iniziative congiunte dall’alto valore sociale. Senza di voi il Monastir non sarebbe arrivato fin qui. Grazie di cuore, così come all’ingegner Massimo Melis che ci ha sempre fatto tutti i progetti e i piani sicurezza gratuitamente.
Non posso dimenticare il calcio a 5, maschile e femminile, che in questi anni ci ha regalato emozioni e successi straordinari. Ragazzi e ragazze che hanno portato in alto il nome del Monastir con la stessa dignità e lo stesso sudore di chi gioca a undici. I tecnici, da Maxi che quest’anno ha seguito entrambe le prime squadre con grandi sacrifici fino ai precedenti che, fra gli altri grandi traguardi, hanno conquistato coppe e promozioni. Avete dimostrato che questa maglia non fa differenza tra un pallone che rimbalza e uno che rotola: conta solo il cuore che ci metti. Grazie per ogni vittoria, ogni salvezza, ogni esempio che avete dato ai più giovani.
Il settore giovanile è l’anima di questa società. Un grazie a Roberto e Michele, che alla guida del vivaio ci hanno regalato tanti successi, vincendo tantissimi campionati ma soprattutto contribuendo alla crescita sportiva e umana di ragazzi che oggi continuano la loro vita calcistica in tante prime squadre sparse nella nostra provincia. Oggi il testimone è nelle mani di Diego, attuale responsabile, che ci ha regalato emozioni incredibili: una stupenda cavalcata con l’Under-15 di calcio a 5 arrivando a disputare addirittura le finali scudetto, e un’altra cavalcata fantastica con l’Under-17 di calcio a 11, stravincendo il campionato regionale e ben figurando in quello nazionale. Risultati che hanno portato al riconoscimento di Scuola Calcio di 3° Livello. Un percorso di cui andare fieri. Per finire con Giorgio e Andrea, che due anni fa vinsero l’Oscar del Calcio Giovanile per il miglior progetto del calcio integrato nel futsal: avete dimostrato che il Monastir è inclusione, è futuro, è comunità.
E un grazie immenso va ai ragazzi della squadra attualmente in Serie D. Malgrado i momenti difficili che abbiamo attraversato, non vi siete mai arresi. Dallo staff tecnico ai magazzinieri, dai giocatori all’ultimo arrivato, avete fatto gruppo. Un ringraziamento chiaramente a tutti, ma un grazie particolare al nostro mister Marcello Angheleddu, guida tecnica e umana in ogni battaglia. Al nostro direttore sportivo Matteo Zanda, per la competenza e la dedizione con cui ha costruito questo gruppo. Così come ai nostri capitani Alessandro Masia e Simone Pinna, sempre pronti a rincuorarmi nei momenti difficili e a tenere lo spogliatoio unito con l’esempio. Un gruppo vero, che ha trasformato la fatica in orgoglio e ha raggiunto risultati inimmaginabili. Siete voi la dimostrazione che il Monastir non molla mai.
La Serie D è un punto di partenza che impone responsabilità nuove. È un campionato che richiede una struttura quasi professionistica, con investimenti importanti e una visione manageriale all’altezza delle sfide che ci attendono.
Per amore di questa maglia, per rispetto della nostra storia e per garantire un futuro solido al Monastir Calcio, ho deciso di fare un passo di lato. Con un vero atto d’amore verso questa società, passerò la mano a un imprenditore che ha la forza, le competenze e l’entusiasmo per dare continuità al nostro percorso con un progetto nuovo e ambizioso.
Non è un addio. Resterò al fianco della nuova proprietà con il ruolo di Vicepresidente, mettendo a disposizione ciò che in 43 anni non mi è mai mancato: esperienza, determinazione, costanza, serietà e oggi anche una rinnovata voglia di contribuire alla crescita e al raggiungimento degli obiettivi della nuova società.
Infine, il grazie più grande va alla mia famiglia. A mia moglie, che da lassù so che sorride per questo traguardo e che per anni ha condiviso ogni sacrificio senza mai chiedermi di scegliere. Ai miei figli Franco, Elena e Michaela. In particolare a te, Elena, che hai dovuto sopportare tutti i miei sbalzi d’umore dopo una sconfitta. E a Nicola, ormai figlio acquisito. Non mi avete mai lasciato solo nei momenti difficili, supportandomi e sopportandomi. Se sono arrivato fin qui, è anche merito della vostra pazienza e del vostro amore.
Alla nuova proprietà va il mio più sincero in bocca al lupo. Ai tifosi chiedo una cosa sola: continuate a difendere questi colori come avete sempre fatto. Una menzione particolare al Settore Esplosivo, vero 12° uomo in campo, che non ci ha mai lasciato soli in tutti questi anni: le vostre voci, i vostri cori e il vostro amore ci hanno spinto oltre ogni limite. Perché le persone passano, ma il Monastir resta.
Con gratitudine infinita e con il cuore che batterà sempre biancoblù
Marco Carboni
Presidente ASD Monastir 1983”
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