Il Sant’Angelo riparte da Vito Cera. Il nuovo direttore sportivo rossonero è stato presentato ufficialmente dalla società nel corso di una conferenza stampa che ha chiarito subito quale sarà la linea del nuovo progetto: valorizzazione del territorio, crescita strutturale e una squadra giovane, affamata e pronta a soffrire. Ad introdurre Cera sono stati i dirigenti del club, che hanno spiegato la scelta della società: “Ci conosciamo da tanti anni con Vito, aveva già lavorato con noi quattro anni fa e riteniamo che sia la figura giusta per ripartire dal territorio, che è la cosa più importante”.
Il Sant’Angelo ha parlato apertamente di un programma biennale: l’obiettivo immediato sarà consolidare il club sotto tutti i punti di vista, mentre le ambizioni più importanti vengono rimandate alla stagione successiva. Anche per questo la società ha annunciato lavori strutturali allo stadio “Chiesa”, dagli spogliatoi al rifacimento del sintetico: “Vogliamo creare le basi per poter ambire ai traguardi che questa piazza merita”. Parole importanti anche sul profilo umano del nuovo ds: “È giovane, ambizioso, dinamico e può rappresentare veramente la piazza di Sant’Angelo. Siamo convinti che il suo modo di essere si sposerà benissimo con la tifoseria”.
"Qui c’è una piazza superiore a tante realtà di Serie C”
Nel suo primo intervento, Vito Cera ha parlato soprattutto di emozioni e appartenenza. Il direttore sportivo ha ricordato la sua breve esperienza passata a Sant’Angelo, spiegando di non essere riuscito allora a vivere pienamente l’ambiente rossonero.“Oggi sono contentissimo perché vengo comunque in una piazza importante”, ha dichiarato. Poi una frase destinata a far discutere e ad accendere l’entusiasmo dei tifosi: “Una tifoseria come questa, in Serie D e in Lombardia, ce ne sono pochissime. È superiore anche a tante piazze di Serie C”.
Cera ha insistito molto sul concetto di passione: “La gente qui apprezza chi ci mette passione. Da parte mia non mancherà mai, ci metterò l’impossibile per cercare di raggiungere il miglior risultato”.Il nuovo ds ha anche voluto sottolineare la fiducia ricevuta dalla proprietà: “Mi ha fatto piacere sapere che non avrebbero parlato con nessun altro direttore sportivo. Questo dimostra la stima che c’era nei miei confronti”.Allo stesso tempo ha chiarito subito il proprio ruolo all’interno della società: “Io ci metto la faccia e ce la metterò sempre, però la proprietà sono loro. Non deciderò mai nulla senza il loro ok. Io rispetto i ruoli e i ruoli devono essere rispettati da tutti”.
“Voglio una squadra giovane, che corra e abbia fame”
Tra i temi principali della conferenza c’è stata anche la costruzione tecnica del nuovo Sant’Angelo. Cera ha spiegato senza giri di parole quale sarà l’obiettivo della prossima stagione: “La società mi ha chiesto di fare una squadra giovane che possa soffrire il meno possibile”.Il direttore sportivo ha raccontato come il club voglia prima costruire una base solida per poi alzare il livello negli anni successivi: “Quest’anno cercheremo di migliorarci a 360 gradi su organizzazione e struttura, in modo tale che nel 2027-2028 si possa essere competitivi per un campionato da protagonisti”.
Nessuna promessa immediata quindi, ma una linea molto chiara: “Quest’anno dobbiamo cercare di soffrire il meno possibile e per questo ho bisogno di persone, allenatori, staff e giocatori che abbiano la giusta fame e la giusta determinazione per soffrire per questa maglia”.Cera ha poi difeso apertamente la scelta di puntare sui giovani: “Sant’Angelo può giocare benissimo con tanti giovani. Poi è sempre il campo a dire se un giovane è pronto oppure no”.La sua idea di calcio è stata spiegata con una frase molto netta: “Oggi intensità, gamba, corsa ed elasticità fanno la differenza. Se oggi non corri non vai da nessuna parte”.Secondo il nuovo ds, il calcio moderno premia soprattutto chi riesce ad avere energia e ritmo: “Ho visto tante squadre dove giocatori esperti restavano in panchina per lasciare spazio a giovani che avevano più gamba”.
“Io sono stato ultras: qui la tifoseria fa la differenza”
Nel finale della conferenza, Cera ha parlato del legame speciale che sente con una piazza passionale come Sant’Angelo. Il dirigente ha raccontato anche alcuni aspetti personali del suo passato da tifoso.“Quando entri al Chiesa e vedi quel pubblico, non puoi non avere adrenalina. Io sono uno che ha bisogno di adrenalina”, ha spiegato.
Poi il passaggio più colorato dell’intervento: “Io sono stato anche ultras. Ci sono ancora foto sui social: avevo 16 anni e andavo in curva della Juve senza maglietta. So cosa vuol dire quella passione”.Secondo Cera, è proprio questo il valore aggiunto del Sant’Angelo: “La tifoseria fa la differenza”.Il nuovo direttore sportivo ha infine chiesto pazienza all’ambiente rossonero, parola ripetuta più volte durante tutta la conferenza: “Piano piano cercheremo di regalarvi le soddisfazioni che meritate, ma bisogna avere pazienza”.Un messaggio chiaro, che racconta bene quale sarà il punto di partenza del nuovo corso rossonero: meno proclami e più costruzione, con l’obiettivo di riportare il Sant’Angelo stabilmente ai vertici.
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