Domenica 10 maggio è arrivata una terribile notizia per l'Olbia: a seguito della sconfitta nello scontro diretto con l'Ischia, il club sardo è stato retrocesso automaticamente in Eccellenza. Una stagione sicuramente complicata per l'Olbia nel Girone G di Serie D, conclusa con il quindicesimo posto e la qualificazione ai playout.
Un passo all'indietro che pesa indubbiamente molto sul morale dei tifosi, che si sono sfogati e han chiesto spiegazioni alla dirigenza attuale. A tali critiche il club ha risposto con un comunicato ufficiale, attribuendo la colpa principalmente alle gestioni precedenti. Nonostante la società abbia ereditato una situazione finanziaria molto pesante, il club annuncia infatti di essere già al lavoro con il piano di rilancio del club. la società ha infatti proceduto a chiedere la riammissione o il ripescaggio in Serie D. L'obiettivo è uno solo: tornare il prima possibile nella massima lega dilettantistica.
Il comunicato
Le parole del club sardo: "L’Olbia Calcio 1905, in considerazione del momento cruciale legato alla conclusione della stagione e in merito ad alcune notizie recentemente apparse sulla stampa locale, ritiene fondamentale fare chiarezza sul proprio operato e sui progetti futuri.
Al momento del suo insediamento, avvenuto solo pochi mesi fa, questa nuova proprietà si è trovata a dover gestire un’imponente massa debitoria ereditata per oltre il 90% dalle gestioni precedenti. Tale situazione ha inciso profondamente sulla liquidità aziendale, generando criticità che la Società sta affrontando con il massimo impegno. Nonostante tale gravosa situazione finanziaria, l’obiettivo primario e immediato della Società è stato quello di mettere a disposizione tutte le risorse economiche e organizzative necessarie per salvare il risultato e il titolo sportivo del club.
La nuova governance precisa che le pendenze economiche oggetto delle azioni legali risalgono interamente alla precedente gestione societaria.
Prosoccer S.r.l. ha rilevato il Club ereditando una situazione di profonda crisi finanziaria, ma con il fermo e serio proposito di risanare integralmente la struttura economica e sportiva dell’Olbia Calcio, riportando legalità e trasparenza procedurale."
"Grazie a questo sforzo straordinario, la squadra ha potuto disputare i playout. Un traguardo che, considerata la situazione drammatica di partenza, ha rappresentato un successo notevole e non scontato per l’intero ambiente. Purtroppo, il verdetto del campo non ci ha premiato, un esito che lascia profonda amarezza in tutti noi ma che non cancella l’impegno agonistico profuso. Questo risultato, tuttavia, non ferma i piani di rilancio della Società. La dirigenza comunica ufficialmente che sta già organizzando e predisponendo l’iter concreto e reale per richiedere la riammissione o il ripescaggio nel campionato di Serie D. Non si tratta di una mera ipotesi, ma di un progetto sportivo certo e pianificato, per il quale la Società si sta tenendo rigorosamente pronta, nella assoluta convinzione che la Piazza di Olbia e la sua tifoseria abbiano il pieno diritto di mantenere la categoria. Per dare corso a questo progetto intende avviare, formalmente, un Accordo di ristrutturazione del debito, essendo in corso una complessa opera di ricognizione di tutte le posizioni debitorie, incluse quelle verso dipendenti ed ex dipendenti, onde valorizzarle in una condizione di par condicio creditorum. La Società è consapevole delle complesse criticità anch’esse direttamente riconducibili alla difficile situazione finanziaria ereditata."
"Si conferma che la risoluzione di tali pendenze rappresenta una priorità e sarà parte integrante e fondamentale del piano di risanamento che si sta predisponendo, pur dando atto che, allo stato, le rivendicazioni dei lavoratori citati dall’articolo della “Nuova Sardegna”, pur nel rispetto delle loro eventuali pretese, non sono consacrate da titoli giudiziari formati e consolidati. Contrariamente a quanto rappresentato, la Società evidenzia (tanto risultandole) che, nel passato, erano già state formulate e sottoposte ai lavoratori concrete e documentate proposte transattive e piani di rientro. Tali soluzioni negoziali avrebbero permesso una rapida definizione delle pendenze, ma sono state ignorate dai ricorrenti. In tale contesto, pur nel rispetto delle legittime e volontarie azioni che ciascun creditore intende intraprendere nelle sedi competenti, la Società invita tutte le parti coinvolte al buon senso e alla responsabilità. Un dialogo costruttivo è essenziale per non compromettere le concrete possibilità di successo del piano di risanamento, la cui attuazione è la sola via per garantire il soddisfacimento di tutti i creditori e assicurare un futuro solido al club e il progetto di ritorno immediato in Serie D."
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