Dopo un anno di inattività, la squadra storica del Matera è pronta a scendere di nuovo sui campi di calcio, sotto la presidenza di Michele Motta, imprenditore materano, che è vicino a tornare alla guida del club a trentasette anni di distanza dall'ultima volta, quando fu protagonista di un'impresa clamorosa, salvando i lucani da una retrocessione quasi certa nel campionato interregionale, l'attuale Serie D.

Motta, con ogni probabilità, assumerà la presidenza dell'Invicta Matera, fresca vincitrice del campionato di Promozione. La società, guidata per dodici anni da Francesco Nicoletti, presto cambierà denominazione, dopo aver già ottenuto la concessione per l'utilizzo dei due loghi storici del calcio materano. Il tutto è stato annunciato nella conferenza stampa di ieri all'Hotel San Domenico, alla quale hanno partecipato Motta, Nicoletti, l'assessore comunale allo sport Giuliano Paterino, il sindaco Antonio Nicoletti e il nuovo amministratore unico del club Michele Motta.

Di seguito le dichiarazioni durante la conferenza di Michele Motta, colui che dovrebbe tornare a essere il numero uno del Matera: "Non c’è ancora nulla di ufficiale, non abbiamo ancora messo nero su bianco ma tra persone perbene la stretta di mano vale più di una firma. Ringrazio i dirigenti dell’Invicta Matera per la loro decisione. Questo è stato un anno di palestra perché abbiamo cementificato le nostre relazioni. Adesso dobbiamo allargare la base sociale perché il calcio purtroppo non è un investimento. Ripartiremo dal solco lasciato dall’Invicta Matera, investendo sui giovani, che hanno bisogno di fiducia. Ai tifosi voglio dire che dobbiamo tornare a riempire lo stadio e colorarlo di biancoazzurro. La società cambierà nome, toglieremo Invicta, sarà prevalente il nome di Matera, che per noi rappresenta da sempre identità e passione. Solo uniti si può vincere. Dico la verità: sarei rimasto volentieri a fare il tifoso ma ho deciso di acquisire le quote di maggioranza della società per un senso di responsabilità nei confronti della città. Non ho secondi fini ma ho fatto un atto di generosità. Per questo auspico una maturazione culturale da parte dei tifosi. Quest’anno non c’era nessun commento sui social quando la squadra vinceva ma c’erano sempre offese e cattiverie quando qualcosa non andava per il verso giusto. Si può contestare ma bisogna vedere la partita. Anche io sono stato un contestatore da ragazzo ma all’epoca era consentito a chi aveva visto le partite. Non accetterò la cattiveria nei miei confronti, non si può giudicare un’azienda senza conoscere il fatturato e l’utile della stessa.

Sezione: News / Data: Mar 12 maggio 2026 alle 11:18
Autore: Gabriele Mafrica
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