Ci sono momenti in cui le parole si fermano e resta solo l’ascolto. Succede quando le emozioni prendono il sopravvento, quando una storia va oltre il campo e diventa qualcosa di più profondo. È quello che si è respirato al centro sportivo “Maraviglia-Durighello” di Desenzano del Garda, dove il Calcio Desenzano ha presentato la seconda edizione del Memorial “Lorenzo Cela”, dedicato al giovane calciatore delle giovanili tragicamente scomparso nell’estate del 2024 in un incidente stradale.
Cresciuto nel vivaio del club, Lorenzo era uno di quei ragazzi capaci di lasciare un segno autentico non solo per ciò che mostrava sul terreno di gioco, ma per quello che trasmetteva ogni giorno nello spogliatoio. Un ricordo che torna vivido nelle parole di Claudio Monese, direttore organizzativo dei biancazzurri: “L’ho conosciuto come calciatore, ma soprattutto come persona. Aveva uno sguardo che parlava, che dava sicurezza e serenità a chi gli stava accanto. Era qualcosa che si percepiva subito”.
IL FORMATO - Il Memorial nasce proprio da qui, dalla volontà di trasformare un’assenza in presenza condivisa. Dopo una prima edizione partecipata e sentita, l’appuntamento torna con dimensioni ancora più ampie. Dal 2 al 31 maggio, ogni fine settimana il centro sportivo di Desenzano ospiterà le diverse categorie del settore giovanile, dall’Under 19 fino all’Under 10, per un totale di circa settantacinque squadre coinvolte.
Un numero che racconta da solo la crescita dell’iniziativa. Accanto alle realtà dilettantistiche del territorio, saranno presenti anche numerosi club professionistici, tra cui Reggiana, Cremonese, Cittadella, Mantova, Padova, Trento, Lumezzane, Virtus Verona, Arzignano, Giana Erminio, Carpi e Union Brescia. Una partecipazione che va oltre l’aspetto sportivo e si lega al significato stesso dell'evento.
“L’idea era quella di dare continuità a quanto fatto lo scorso anno, ma allargando il progetto”, ha spiegato il responsabile del settore giovanile Alessandro Bresciani. “Siamo riusciti a coinvolgere società da tutto il Nord Italia e non era scontato. Anzi, molte hanno scelto di esserci anche dopo aver conosciuto la storia di Lorenzo. Questo dà ancora più valore a quello che stiamo costruendo”.
IL MESSAGGIO - L’obiettivo resta chiaro: “Vorremmo che, al termine del mese, la famiglia si sentisse rappresentata e che la memoria di Lorenzo sia stata rispettata. Poi, come sempre, se si vince meglio, ma ciò che conta è che in campo emergano i valori”. A sottolinearlo è anche il direttore tecnico Alessandro Righetti, visibilmente coinvolto: “Chiamarlo semplicemente torneo è riduttivo. È qualcosa che sentiamo dentro. Lorenzo era conosciuto da tutti e questo mese è il nostro modo per ricordarlo e onorarlo, insieme alla sua famiglia, che continua a esserci ogni giorno”.
La competizione passa quasi in secondo piano: “Ci auguriamo che sia un’occasione per giocare, stare insieme e vivere il calcio per quello che è davvero. Senza pensare troppo alla classifica, ma dando spazio ai valori, al rispetto, al divertimento”.
LO SCOPO - Accanto all’aspetto sportivo resta centrale quello solidale, già presente nella prima edizione. Parte del ricavato sarà infatti destinata a progetti a sostegno di bambini affetti da gravi patologie, sia nel bresciano che in Albania, come voluto dalla famiglia del ragazzo. In chiusura, ancora Monese ha voluto lasciare un pensiero ai ragazzi che prenderanno parte alla manifestazione: “La prima cosa è ricordarsi quanto siamo fortunati. E poi provare a dare un contributo, anche piccolo, per aiutare chi sta affrontando qualcosa di più grande di una partita”.
L’applauso finale, lungo e spontaneo, ha unito tutti: familiari, compagni, dirigenti. Tra emozione e silenzi, il ricordo di Lorenzo ha continuato a farsi spazio. Non solo nella memoria, ma in ciò che questo torneo rappresenta: un modo concreto per far sì che la sua storia continui a correre, dentro e fuori dal campo.
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