Immaginate di subentrare a un presidente che aveva appena fatto retrocedere la squadra della propria città dalla Serie D all'Eccellenza, sperperando tutto quel patrimonio calcistico che si era creato ,dopo aver "sfiorato" la C per qualche momento l'anno prima. L'avventura di Marco Arturo Romano alla guida del Barletta si può definire tra le più strane ma vincenti della storia del club pugliese. 

"Arturo Romano stacci lontano", recitava uno striscione apparso nella trasferta di Matera nel 2023-2024. In quella sciagurata annata della retrocessione stava per nascere, invece, un percorso che ha poi portato l'ex discusso numero uno della Viterbese a vincere due campionati consecutivi e a riportare un intero popolo tra i professionisti dopo 11 lunghissimi anni fatti più di dolori che gioie. 

"Mi giudicherete per quello che farò": Arturo Romano l'ha fatto davvero

L'accoglienza per Arturo Romano, una volta acquisito il Barletta, non è stata delle migliori. Lo scotto della stagione precedente e l'esperienza dell'imprenditore ciociaro alla Viterbese avevano in un certo senso creato una sorta di malcontento all'interno dell'ambiente biancorosso. Così, alla prima conferenza stampa da presidente del club, le famose parole espresse: "Giudicatemi per quello che farò". Mai fu detta una frase più azzeccata di questa. 

Nel suo primo anno alla guida della società investe tantissimo sul mercato, convincendo giocatori del calibro di Lattanzio, Strambelli, De Gol, Scaringella e Staropoli a scendere di categoria ed accettare il progetto biancorosso, che ha un unico obiettivo: tornare rapidamente in Serie D. La stagione 2024-2025 è un autentico tripudio: campionato vinto a fine febbraio, come la coppa regionale, e sconfitta in finale di Coppa Italia Dilettanti davanti agli oltre 3000 barlettani giunti allo stadio "Bonolis" di Teramo. 

L'investimento di Romano continua: il Barletta è in Serie C

L'entusiasmo della città sale vertiginosamente e nel ritorno nella massima categoria dilettantistica i tifosi sottoscrivono circa 2700 abbonamenti. Numeri di poco inferiori all'anno della retrocessione, ma che sanno di voglia del popolo biancorosso di riscattare quella brutta annata. 

La rosa viene profondamente cambiata e Arturo Romano, con inizialmente Savino Daleno come direttore sportivo, sferra i colpi Da Silva, Laringe, Manetta, Guadalupi e Fernandes. La stagione non inizia nel migliore dei modi e, nonostante l'arrivo di Coccia dall'Audace Cerignola a mercato chiuso, si ritrova ben presto lontano dalle prime. 

La mossa più frequente dei club in D senza obiettivi concreti raggiungibili è quella di iniziare a sfoltire il parco ingaggi, ma non è il caso del Barletta. A gennaio, con Vincenzo De Santis a capo delle operazioni di mercato, Romano fa all-in e si assicura le prestazioni di Bizzotto, Franco e soprattutto Malcore. 

Il risultato è una rimonta incredibile che parte dal -10 di gennaio fino all'aritmetica promozione in Serie C con due giornate di anticipo. Il progetto triennale di riportare la squadra tra i professionisti è riuscito alla prima occasione utile, e pone Arturo Romano in cima ai presidenti che hanno fatto la storia di questa società. Mai nessuno ci era riuscito prima alla guida dei biancorossi. 

Sezione: Girone H / Data: Dom 19 aprile 2026 alle 17:40
Autore: Gennaro Dimonte
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