Il Barletta è tornato in Serie C dopo una rimonta pazzesca e un percorso che ha visto i ragazzi allenati da Massimo Paci fare ben 41 punti nel girone di ritorno, a fronte dei 23 nella prima parte di stagione. Un traguardo che era diventato impensabile fino a febbraio, salvo poi rivelarsi una piacevole realtà per un popolo che è rimasto sempre vicino alla propria squadra, anche nei momenti peggiori.
Lo sa benissimo quella generazione che ha potuto assaporare il professionismo nel vecchio stadio "Cosimo Puttilli" a cavallo tra il 2008 e il 2015. Tantissimi i club e i giocatori ammirati nella città biancorossa, ora protagonisti in Serie A e Serie B come Frosinone, Benevento, Spezia, Catanzaro e non solo. Da De Zerbi e Zeman sulle panchine dell'impianto barlettano alle giocate di Lorenzo Insigne, Fabrizio Miccoli e l'amichevole con il Napoli di Hamsik.
Ma c'è anche chi ha dovuto ingoiare un boccone amaro di un'annata che sembrava tranquilla, volta alla salvezza diretta e senza alcun tipo di problematiche. La stagione 2014-2015 ha rappresentato l'ultimo palcoscenico professionistico di questa città che di fame di calcio ne ha tanta, in alcuni frangenti forse troppa.
In quella Lega Pro il Barletta si salvò eccome, ma nell'estate del 2015 fu costretto a fare i conti con la mancata iscrizione al campionato. Un episodio rimasto nella mente e nei cuori spezzati dei tifosi, che ora finalmente possono dimenticare il passato e rituffarsi nel presente.
Il Barletta del 2014-2015 e la fine del sogno Lega Pro
Il 14esimo posto dell'anno precedente nella riforma della Lega, che prevedeva zero retrocessioni e l'imminente cancellazione di Prima e Seconda Divisione, aveva completamente cambiato la visione di un campionato che diventava più competitivo e pieno di insidie. Nel girone C ci sono molti club blasonati come Benevento, Salernitana, Cosenza, Lecce e Foggia che investono tanto per la risalita in Serie B.
I biancorossi partono bene e, grazie a un Roberto Floriano da otto reti nel solo girone di andata, sono nella parte centrale della classifica e guardano con ottimismo all'obiettivo prefissato, che è la salvezza. Poi la prima doccia fredda: l'allora presidente Giuseppe Perpignano viene deferito due volte per non aver provveduto agli emolumenti degli stipendi entro il dicembre del 2014, e il club riceve ben 6 punti di penalizzazione.
La squadra inizia a soffrire maledettamente le condizioni precarie della società e si ritrova da Marco Sesia in panchina a Ninni Corda dalla 29esima giornata in poi. Giocatori come Floriano vengono ceduti all'ambizioso Pisa (nella cui rosa c'era Massimo Paci) ma l'arrivo di Gianluca Turchetta in prestito dal Parma lascia presagire a un finale di stagione tranquillo. E così sarà. La squadra termina il campionato al dodicesimo posto in classifica collezionando ben 41 punti, 47 sul campo.
Sarà purtroppo questa l'ultima annata del Barletta in Lega Pro. Perpignano infatti, a causa di gravi inadempienze societarie, lascia il club in balia delle onde e nessuno riesce a salvare la squadra dalla terribile non iscrizione. Il titolo sportivo non viene salvato, e dichiarato poi fallito, con annessa ripartenza dall'Eccellenza grazie a una colletta fatta partire da un'associazione di tifosi. Oltre un decennio per rivedere il professionismo che, visti i numeri tra abbonati, presenze medie allo stadio e presenze in trasferta, la piazza di Barletta merita.
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