L'aritmetico salto di categoria in Serie D, la festa promozione a Brindisi e, adesso, la prima novità in vista della prossima stagione. Il presidente Giuseppe Roma saluta la corte biancazzurra e cede gratuitamente le sue quote a Marco Dova, che adesso possiede l'80% del Brindisi. Il restante 20%, invece, è di Damiano Pozzessere, attuale vicepresidente.
A comunicare l'addio lo stesso Roma attraverso un comunicato ufficiale: "Ci sono legami che prendono forma nella storia personale, nelle radici, nell’amore per la propria terra. Per me quel legame è il Brindisi: la squadra della mia città, la mia gente, la mia appartenenza. Oggi, con il cuore pieno di emozioni, comunico la mia fuoriuscita dalla società, al termine della seconda gestione sotto la mia presidenza. Ho provveduto a cedere gratuitamente le mie quote al socio Marco Dova. Quando, nell’estate del 2024, ho deciso di prendere il timone, l’ho fatto spinto da un solo sentimento: l’amore.
L’amore viscerale per questi colori, per questa maglia, per ciò che il Brindisi rappresenta nell’anima più profonda della nostra terra - scrive l'ormai ex presidente del Brindisi -. Ho scelto di metterci la faccia, il cuore, le energie, nel tentativo di salvare il calcio brindisino in uno dei momenti più duri e dolorosi della sua storia recente. Sapevamo che sarebbe stato un cammino durissimo, segnato da una pesante penalizzazione e da ferite profonde lasciate da una gestione precedente che aveva compromesso le fondamenta stesse del club. Abbiamo provato a resistere, a ricostruire, a non far spegnere quella fiamma. Purtroppo, non siamo riusciti ad evitare la retrocessione in Eccellenza. Abbiamo lottato, abbiamo sofferto, abbiamo sbagliato anche, perché sbagliare appartiene agli uomini che hanno il coraggio di provarci fino in fondo. E io, quel coraggio, non l’ho mai fatto mancare. Ma lo sport, come la vita, sa essere spietato e meraviglioso nello stesso tempo. Perché proprio dalle lacrime, quest’anno è rinata una speranza nuova”.
”Oggi lascio una squadra che ha ritrovato forza, identità e orgoglio, conquistando il campionato e tornando in Serie D, la categoria persa lo scorso anno. Lascio un gruppo che ha saputo distinguersi per serietà, professionalità, sacrificio e senso di appartenenza. E questo, per me, è motivo di orgoglio profondo. Perché significa che, nonostante tutto, il lavoro fatto ha rimesso in moto un sogno. Ha restituito al Brindisi un’ambizione vera. Il mio contributo l’ho dato con tutto me stesso. Con passione. Con dedizione. Con il peso delle responsabilità sulle spalle e con il Brindisi nel cuore, ogni giorno - prosegue -. Adesso, però, è arrivato il momento di cedere il testimone.
I miei impegni lavorativi e personali, che oggi mi tengono lontano da Brindisi, non mi consentono più di garantire la presenza che una responsabilità così importante merita. Ed è per rispetto verso questa maglia, verso questa città e verso questa storia, che scelgo di farmi da parte. Lo faccio, però, con la serenità di chi sa di lasciare il Brindisi in mani capaci, a persone che sapranno dare continuità a questo percorso e accompagnare la squadra verso gli obiettivi che merita. A loro auguro il meglio, con sincerità, con affetto, con la speranza che possano portare ancora più in alto questo vessillo che per tutti è un pezzo di anima collettiva”.
”Me ne vado da presidente. Ma non me ne andrò mai da brindisino, da uomo innamorato dei colori della sua città. Continuerò a seguire, a tifare, a gioire e a soffrire da fuori, perché questo è il destino di chi appartiene davvero a una maglia: non la lascia mai. Mai! Queste due stagioni le porterò con me per tutta la vita. Perché il Brindisi è una parte di me. E lo sarà per sempre - conclude Roma -. Con immensa gratitudine, con commozione sincera e con un amore che il tempo non potrà mai scalfire. Forza ragazzi. E sempre forza vecchio, indomito cuore biancazzurro”.
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