Dal bianconero della Juventus a quello del CGC Aosta, due colori che raccontano alla perfezione la vita di Paolo De Ceglie, protagonista in campo della Vecchia Signora dal 2006 al 2017 (con alcuni prestiti nel mezzo) e fuori con il ruolo da collaboratore delle giovanili.

Oltre a questo, il classe 1986 a 39 anni ha voluto ritornare in campo a ben 5 anni dal ritiro dal calcio giocato. Lo ha fatto con la maglia del CGC Aosta, società del padre Giulio che dal 2000 cerca di valorizzare i talenti locali e che da scuola calcio si è allargata al mondo dei grandi con una squadra che ha conquistato pochi giorni fa il campionato di Prima Categoria. L'ex bianconero ci ha raccontato questa realtà: "Quello che tengo a fare ermergere è un percorso partito  26 anni fa. La nostra idea è sempre stata quella di valorizzare il calcio dilettantistico, quel calcio vero che va oltre i soldi e che si fonda sui valori. Siamo partiti dal nulla, dalla Terza Categoria alla Promozione, l'abbiamo fatto senza un centro sportivo, cercando di arrangiarci".

DALLA TERZA CATEGORIA  ALLA PROMOZIONE: LA FAVOLA DEL CGC AOSTA

Un ritorno in campo nato grazie al forte legame con il padre, simbolo del progetto del CGC Aosta: "La scorsa estate ho deciso di abbandonare il mondo del calcio professionistico per aiutare mio padre. La mia idea iniziale era più di aiutare la squadra durante gli allenamenti con un ruolo fuori campo ma poi ho deciso di tesserarmi e da che doveva essere solo una partita, sono sceso in campo più volte, facendo anche dei gol decisivi. Ho cercato di restituire a papà tutto il sostegno che mi ha dato fin da bambino nel mio percorso da calciatore".

DALL'ESPERIENZA DEL SETTORE GIOVANILE DELLA JUVE AL CGC AOSTA: LA NUOVA VITA DI DE CEGLIE

L'obiettivo di De Ceglie è sempre rimasto la valorizzazione dei giovani: "La cosa più importante non è stata tanto ritornare in campo ma dare spazio a dei ragazzi cresciuti in questo settore giovanile, alcuni dei quali sono miei amici fin dall'infanzia. Su una rosa di 20 giocatori, dodici sono stati lanciati dal nostro vivaio, di cui sei hanno sempre giocato qua, non cambiando mai squadra. Vogliamo continuare a fare un calcio di passione, attirando l'attenzione al panorama dilettantistico".

Sull'esperienza alla Juventus fuori dal campo con il vivaio: "Lavorare con i giovani non è semplice, soprattutto quando non c'è il giocatore al centro del progetto. La prima cosa che dobbiamo fare noi grandi  è garantire il benessere di questi ragazzi. Un ritorno alla Juve? Per me è sempre casa, ho passato 30 dei miei 40 anni in quel mondo".

Sulla situazione attuale dei bianconeri: "La Juventus ha vissuto degli anni complicati, non è mai semplice ripartire. La cosa positiva che sto notando è che si siano gettate delle basi solide per la prossima stagione. In primis grazie alla conferma di Spalletti e per la presenza di figure come Chiellini. Alla Juventus servono persone che sappiano cosa vuol dire rappresentare questi colori, e Giorgio è l'esempio perfetto".

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 28 aprile 2026 alle 17:18
Autore: Niccolò Parenti
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