Nuova annata calcistica ma vecchie abitudini per Filippo Raciti, che aggiunge un altro titolo nella propria ricca e prestigiosa bacheca. Quest'anno alla guida del Modica nel campionato di Eccellenza siciliana, lo "specialista delle promozioni" ha inserito nel proprio palmarès un altro salto di categoria in Serie D. Cambiano i colori e la squadra, ma non l'esito della stagione per il tecnico catanese.
Il campionato disputato sulla panchina rossoblù è di quelli destinati a rimanere negli annali. Il titolo vinto sul velluto con quattro giornate d'anticipo, il record eguagliato delle diciassette vittorie consecutive inizialmente detenuto solo dal Licata e la finale di Coppa Italia Eccellenza persa, ai rigori, contro l'Unitas Sciacca. Ci siamo fatti raccontare le emozioni di una stagione da sogno da uno dei protagonisti principali della cavalcata del Modica dall'Eccellenza alla Serie D, la quarta negli ultimi cinque anni per Filippo Raciti.
"È stata una stagione bella e a tratti entusiasmante perché abbiamo lottato per tanti obiettivi come la vittoria del campionato e siamo riusciti nel nostro intento. Strada facendo è nato questo mini-obiettivo del record di vittorie consecutive detenuto dal Licata e lo abbiamo eguagliato - ci racconta Raciti -. Abbiamo anche sfiorato la vittoria della Coppa persa poi ai calci di rigore. Ci siamo battuti su tanti fronti e quando è così non puoi che essere contento di ciò che hai fatto”.
La maggior parte dei giocatori vanta un curriculum vincente, alcuni anche in categorie superiori. Raciti, però, con il suo modus operandi è riuscito ad inculcare a tutti la giusta mentalità per rimanere focalizzati sull'obiettivo e chiudere la pratica il prima possibile. L'inizio del campionato non è stato soddisfacente - il Modica, nelle prime tre giornate, ha raccolto solo quattro punti -, ma la squadra ha reagito e ha iniziato ad ingranare a partire dal quarto impegno di campionato. Risultato? Diciassette vittorie consecutive e dominio assoluto: “È una vittoria figlia di tanto duro lavoro, nel gruppo si è creata grande empatia. Il merito è anche di una società che ci è sempre stata vicina e che ci ha fatto lavorare nel miglior modo possibile. Forse il campionato è stato uno dei più difficili da affrontare ma è stato reso facile da un gruppo che col tempo è diventato una famiglia. Questo titolo è frutto di grande impegno e grande fame di vittorie, nonostante molti dei giocatori che ho allenato quest’anno avessero già vinto tanto negli anni passati”.
Supremazia rossoblù nel girone B, Raciti: "E' nei momenti di difficoltà che capisci di poter ambire a traguardi importanti"
“Lo capisci durante la settimana se puoi raggiungere cose importanti, non tanto con le partite o con una vittoria in particolare. Lo intuisci da come il gruppo assorbe determinate dinamiche negative che si presentano durante la stagione. Non lo capisci vincendo quando le cose vanno bene ma lo capisci nei momenti di difficoltà - spiega il tecnico rossoblù -. Dopo i passi falsi c’è sempre stata grande voglia di rialzarsi e di ripartire più forte di prima. Dopo la finale di Coppa persa siamo andati a giocare a Rosmarino e siamo tornati a Modica con tre punti ed un 4-0. La forza sta nel cadere e nel rialzarti immediatamente”.
Il Modica ha coronato l'obiettivo di approdare in Serie D dopo aver perso consecutivamente due finali playoff nella fase nazionale, contro il Pompei prima e contro la Real Normanna poi: “Questo titolo rappresenta una grande soddisfazione. La società ha provato in tutti i modi a vincere negli anni passati e aiutare una proprietà seria ad emergere e raggiungere l’obiettivo, per me, è una grande vittoria. Non sono arrivato qua come salvatore della patria ma come qualcuno che vuole lavorare tanto e che ha cercato di mettere dentro la sua idea e la sua visione, che si è sin da subito sposata con quella della società. Per il Modica è stata la vittoria della perseveranza, provarci ogni anno dimostra ossessione e questo titolo è la conferma che con tanto lavoro si possono raggiungere obiettivi importanti. La dedica per la promozione va alla mia compagna Paola, a mia figlia, alla mia famiglia e a chiunque mi sia stato vicino nei momenti di difficoltà che ho attraversato”.
Raciti proietta la mente verso la prossima stagione: "Voglio aprire un ciclo vincente con il Modica"
I salti di categoria ottenuti consecutivamente con Paternò, Athletic Palermo e adesso Modica hanno portato gli appassionati e gli addetti ai lavori ad affibbiargli tanti soprannomi legati alla sua capacità di conquistare promozioni. La domanda del perché Raciti non abbia ancora accettato di allenare in Serie D, nonostante le tante offerte ricevute, sorge spontanea, e il diretto interessato ci ha spiegato la motivazione: “Negli anni ho avuto tante possibilità di andare in Serie D. Io ho una gestione particolare, a me piace interagire a 360º, non mi piace essere l’allenatore che fa il compitino e poi si disinteressa del resto. A me piace lavorare giornalmente con tutti, riunirmi un paio di volte a settimana con la società. Mi piace essere al centro del progetto nelle squadre che scelgo. Magari trovi società che te lo permettono e altre che, salendo di categoria, cambiano obiettivo e visione. Se cambiano gli obiettivi è inutile fare un campionato anonimo in una categoria superiore, preferisco fare un campionato da protagonista in una categoria inferiore”.
Questa, però, sembra essere la volta buona, e a giudicare dalle sue dichiarazioni pare che Raciti stia accarezzando l'idea di rimettersi in gioco in Serie D e di farlo sulla panchina rossoblù: “Alla fine della passata stagione ho parlato con Perinetti e Clemente per capire se potessimo ancora lavorare insieme ma ho preferito il progetto del Modica - afferma l'ex Ragusa -. Quest’anno credo di rimanere e, perché no, di poter aprire un ciclo vincente anche in una categoria superiore”.
Lotta per il primato del girone I, Raciti: "Tutto è ancora possibile, l'esperienza farà la differenza"
La lotta per lo scettro del girone I del campionato di Serie D continua ad essere aperta, così com'è stato per ventisette giornate. L'impressione è che sarà una bagarre fino all'ultimo tra le squadre coinvolte: “Tutto è ancora possibile. Vediamo al primo posto l’Athletic Palermo, società spensierata che non ha la pressione di vincere il campionato, e questo è un fattore che gioca a loro favore. Nissa e Reggina erano partite coi favori dei pronostici mentre Savoia e Nuova Igea Virtus sono le outsider che hanno messo in difficoltà le corazzate del girone durante tutto l'anno - analizza l'allenatore rossoblù -. È un campionato entusiasmante, la differenza può farla chi è abituato a giocare questi finali di campionato a questi livelli. Al contempo, il non essere abituati può rivelarsi un fattore negativo. La pressione può giocare brutti scherzi”.
La vera sorpresa, come ribadito a più riprese nell'arco della stagione, è l'Athletic Palermo, in cima alla graduatoria da matricola della competizione: “L’anno scorso ho avuto la fortuna di essere dentro il progetto nerorosa. Già dalle prime volte in cui mi sono seduto con la società ho capito che si trattava di una proprietà seria con grande voglia di programmare come si deve, senza lasciare nulla al caso. Non capita spesso di vedere un direttore dallo spessore di Giorgio Perinetti che accetta di svolgere il proprio lavoro in Serie D. Programmando sulla falsa riga dell’anno precedente e riconfermando l’ossatura dell’anno scorso e il direttore Clemente non puoi non ottenere questi risultati. Hanno preso anche un centro sportivo e questo fa capire che hanno una visione a lungo raggio. Chi arriva in un ambiente del genere non può non mettersi a disposizione e lavorare seriamente”.
Futuro, Raciti: "Voglio crescere ancora per poi confrontarmi in categorie superiori"
Pochi allenatori, all'età di quarantadue anni, possono vantare una bacheca così ricca di riconoscimenti, oltre che di emozioni e soddisfazioni. Il futuro è tutto dalla parte di Filippo Raciti.
“Dove mi vedo tra dieci anni? Spero in altre categorie, mi reputo un allenatore giovane e voglio crescere. Non si smette mai di imparare e voglio formarmi ancora - conclude Raciti -. Sognare è sempre bello, quindi mi piacerebbe avere l’opportunità di confrontarmi in categorie superiori”.
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