In un percorso duraturo e pieno di impegno, il Savoia è arrivato in Serie C sopratutto per merito del progetto avviato da Emanuele Filiberto, che dal novembre 2022 è attivamente nella dirigenza del club campano. La società arrivava infatti da una situazione molto complicata e la squadra non era affatto pronta per vincere o salire di categoria. I primi anni sono stati dunque incerti e ancora ricchi di insoddisfazioni, ma è nella stagione 2023/2024 che tutto è cambiato.
Nel giugno 2024 è arrivata l'iscrizione al campionato di Serie D, dopo l'esperienza di diversi anni del club in Eccellenza. Una tappa fondamentale, raggiunta grazie all'impegno della società e dei giocatori. Questo primo passo non sarebbe stato possibile senza un'opera di modernizzazione e ristrutturazione dello stadio Giraud, perché come dichiarò il presidente al tempo: "La nostra programmazione tecnica dipende dallo stadio, anche le trattative sono condizionate perché i calciatori chiedono dove si allenano e dove giocano, ma soprattutto i programmi societari. Il secondo step è indispensabile per disputare la Lega Pro l’anno prossimo. Non abbiamo alcuna intenzione di girare l’Italia per trovare uno stadio che ci ospiti, anche perché tra motivi di ordine pubblico e disponibilità le distanze sono sempre più grandi e noi abbiamo bisogno del calore dei nostri tifosi"
Questo progetto è stato portato avanti da Emanuele Filiberto insieme a figure come Nazario Matachione e con la fondazione di Casa Reale Holding: la loro idea è sempre stata quella di costruire una società più strutturata e moderna, che non risultasse fuori luogo in un ambiente professionistico. Un'ambizione che è stata sempre ribadita nel tempo, per far sì che anche - e soprattutto - i tifosi ci credessero davvero. "Per quanto riguarda invece la squadra, condivido in pieno il comunicato diramato dal mio amico Nazario Matachione. Voglio chiarire che il nostro progetto prevede la promozione in Serie B entro 5 anni e siamo in piena linea con l’obiettivo prefissato": così dichiarò infatti il Principe nel novembre 2024.
Negli anni successivi al passaggio nella massima lega dilettantistica, la crescita è stata graduale e i traguardi conquistati lasciando tutto sul campo. Diverse sono state le dichiarazioni del presidente negli anni, sia di sfogo verso decisioni arbitriali ritenute inadeguate o che di incoraggiamento in momenti difficili della squadra. Matacchione e Emanuele Filiberto si sono quindi sempre mostrate al pubblico come due figure forti e ragionevoli, fortemente dentro al progetto Savoia e in prima linea quando era ora di parlare o agire.
"Diciamo che le premesse ci sono, questo è chiaramente molto ambizioso ma con il supporto di tutte le parti coinvolte, e con un rinnovato stadio, lo si potrà raggiungere. Mettiamo da parte il passato, ora voltiamo pagina. E’ arrivato il momento di puntare meglio la rotta". Queste erano state, nei mesi successivi, le parole del socio di Casa Reale Holding Marcello Pica; un motto ormai per il Savoia, che vedeva davanti a sé il proprio obiettivo, più chiaro che mai.
Dopo una prima stagione conclusa al quinto posto, con 57 punti e una qualificazione ai playoff, la società campana era dunque pronta a prendersi tutto nella stagione successiva. Il cambio dal Girone G al Girone I è stata un'incognita, ma grazie a un formidabile mercato estivo e l'arrivo di Catalano in panchina la stagione si è ruvelata un successo. La lotta per il titolo con Nissa, Nuova Igea Virtus e Athletic Palermo hanno reso il Girone I uno dei più spettacolari di questa stagione di Serie D, conclusa alla fine con l'epilogo perfetto: il sorpasso nelle ultime giornate e il ritorno dopo 11 anni nei professionisti.
Un altro gradino di un progetto ideato proprio da Emanuele Filiberto che, durante il corso di questi anni, oltre all'aspetto economico ha svolto un ruolo da leader vero: "Io e Nazario abbiamo parlato con la squadra, con il mister e con tutto lo staff tecnico e dirigenziale. L’ho fatto con la piena consapevolezza di ciò che rappresentiamo. Non sono ammessi errori. Non sono concesse distrazioni. Chi indossa questi colori deve sentire il peso e l’orgoglio di una storia che non permette alibi. Abbiamo un solo obiettivo, domenica e per tutte le partite restanti, vincere. Credo profondamente in questo gruppo. Credo nella nostra unità, nella nostra forza, nella nostra identità. E sono certo che, uniti e senza più scontri, porteremo a termine anche l’adeguamento dello stadio: un passaggio fondamentale, per il quale serviranno attenzione e rispetto dei tempi di consegna, perché in gioco ci sono anche i play-off. Ma noi non guardiamo ai margini, noi puntiamo al vertice. Sempre. Domenica voglio vedere lo stadio stracolmo. Non ci sono scuse per nessuno."
Perché in fondo, quello che sempre voluto il Principe era di costruire un progetto grande e rispettabile, come lui stesso ha affermato qualche settimana prima del successo del 3 maggio: "Insieme al presidente Matachione stiamo lavorando a un progetto industriale, di respiro internazionale, che porti il Savoia calcio tra le grandi realtà del calcio."
Una prima parte della montagna è stata dunque scalata, Filiberto e Matacchione - grazie anche allo straordinario lavoro del ds Antonio Mazzei - hanno tenuto il timone della società di Torre Annunziata in modo saldo e determinato, credendo sempre nel sogno Serie B. Un percorso che, dopo quasi quattro anni, sta portando i propri frutti; anche il Principe, dopo il coronamento di quello che sembrava solo un sogno, si è sciolto nelle proprie emozioni: "Non ho parole. Solo lacrime. Lacrime di gioia pura, incontenibile, che non si possono descrivere, si possono soltanto vivere. Che squadra magnifica. Che ragazzi straordinari. Un anno intero di lavoro, di sacrifici, di battaglie sul campo e fuori, tutto coronato da questa promozione meritata, conquistata con le unghie e con il cuore, davanti al nostro pubblico, al Giraud. Voglio ringraziare Torre Annunziata intera, questa città bellissima e orgogliosa che meritava questo momento da tanto, troppo tempo. La nostra storia continua, e il meglio deve ancora venire. Forza Savoia. Sempre."
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