Il caos, questa volta, nasce dall’incertezza delle pene. Inutile girarci attorno: alcune decisioni del TFN, chiamato lo scorso 30 aprile a pronunciarsi sui deferimenti dei club di Serie D non in regola con i pagamenti, hanno lasciato tutti sorpresi.
A fare maggiormente discutere è stata soprattutto la sentenza relativa al Chieti. Il club abruzzese, infatti, se l’è cavata senza alcuna penalizzazione in classifica: soltanto tre mesi di inibizione per il presidente Di Labio e 5mila euro di ammenda alla società. Una decisione che ha immediatamente scatenato le proteste dei club coinvolti nella corsa salvezza, pronti a minacciare azioni legali.
Perplessità anche da parte della Procura Federale, che aveva chiesto ben 11 punti di penalizzazione, ipotizzando così una riscrittura della classifica e un nuovo scenario nella zona playout.
Ma le polemiche non si sono fermate al caso Chieti. Ha fatto discutere anche l’assenza di penalizzazioni per altri club deferiti, come Lignano e Adriese. Per molti addetti ai lavori, infatti, il rischio concreto è quello di far passare un messaggio pericoloso: “allora conviene non pagare”.


Di contro, nella stessa giornata, sono arrivate stangate pesantissime per altre società: venticinque punti di penalizzazione alla Vogherese e nove all’Acerrana. Un quadro che ha inevitabilmente alimentato dubbi e polemiche sulla disparità di trattamento.
A uscire quantomeno irritata da questa vicenda è anche la Lega Nazionale Dilettanti che, proprio quest’anno, aveva introdotto per la prima volta l’obbligo di presentare le liberatorie entro il 30 gennaio. Una norma accolta con grande favore dagli addetti ai lavori (almeno da quelli seri e solvibili), considerata uno strumento fondamentale per garantire la regolarità del campionato e tutelare tesserati e club virtuosi.
La sensazione, dunque, è che il problema non risieda nelle regole, quanto piuttosto nella loro interpretazione da parte della giustizia sportiva e nei differenti criteri adottati nei giudizi. Quando si parla di scadenze e penalizzazioni, le norme devono essere certe e le sanzioni non possono variare in base alla strategia difensiva o alla bravura del proprio legale.
Giusta, infine, la decisione della LND di congelare i playoff del girone C e i playout nel girone F, rinviando ogni verdetto definitivo soltanto al termine dell’intero iter giudiziario. Per il futuro non resta che sperare che accanto alle regole, ci siano anche pene e sanzioni certe

Sezione: Primo Piano / Data: Ven 08 maggio 2026 alle 16:15
Autore: Fabrizio Caianiello
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