Una storia che potrebbe sembrare quasi la trama di un film: racconta di un giocatore che con la maglia della squadra della propria città potrebbe centrare il terzo salto di categoria. Dopo aver vinto la Prima Categoria e la Promozione, Angelo Petrone, nativo di Praia a Mare, paese in provincia di Cosenza, è vicino a trionfare pure in Eccellenza con la Digiesse PraiaTortora, di cui è anche capitano. Il club dell’Alto Tirreno Cosentino è in vetta al campionato con otto punti di vantaggio sulla seconda in classifica, quando mancano sette giornate al termine del campionato.
Durante l’intervista ai nostri microfoni, il classe ‘90 ci ha raccontato delle difficoltà che porta con sé l’Eccellenza calabrese: “Sicuramente quest’anno è stato un campionato difficile finora: ai nastri di partenza c’erano tante squadre blasonate come la Rossanese, la D.B. Rossoblù, la Paolana, costruite per vincere. Rispetto alle passate stagioni, a livello caratteriale qualcosa è venuta meno, c’è una cattiveria agonistica leggermente inferiore, ma a livello tecnico si è alzata l’asticella”.
Com’è giusto che sia di fronte a un cammino del genere, il capitano della capolista ha esaltato il percorso fatto fin qui dalla Digiesse Praia-Tortora: “Stiamo facendo una grandissima stagione: abbiamo iniziato ad allenarci il 31 luglio, facendo grossi sacrifici e penso che meritiamo di essere primi, lo stiamo dimostrando di domenica in domenica. Non mi aspettavo, ma mi auguravo, una situazione del genere arrivati a questo punto, nel senso che mancano sette partite e siamo a +8 sulla seconda; non mi aspettavo questo margine, ma ce lo siamo guadagnati sul campo”.
Nonostante le difficoltà, nonostante un momento complicato che avrebbe potuto logorare l’entusiasmo di tutto l’ambiente, Petrone è rimasto sempre fiducioso: “Anche quando a dicembre, in una trasferta a Soriano, perdemmo 2-1 e il Trebisacce ci sorpassò, io ero convintissimo che avremmo potuto continuare a giocarci il campionato, perché mi guardavo intorno e vedevo i miei compagni davvero motivati. Sono contento di questo, ancora mancano sette partite, abbiamo tre trasferte ostiche, dobbiamo rimanere concentrati e umili e fare più punti possibili”.
Se è vero che in campo scendono i giocatori, è altrettanto certo che per portare a casa i risultati c’è bisogno di un sostegno solido alle loro spalle: “La società è forte e lo sta dimostrando nel corso di questi anni, con una grande programmazione. Nonostante sia una società giovane, c’è la voglia di crescere e di misurarsi con grandi realtà. Credo che l’allenatore Salvatore Viscardi e il suo staff siano stati encomiabili, iniziando a lavorare anche prima del 31 luglio. Ci sono stati sempre accanto, anche nei momenti difficili, poi sono giovani come noi, quindi magari hanno avuto quel tatto in più per permetterci di entrare nei loro meccanismi. Hanno sempre creduto, forse anche più di noi, di poterci giocare un traguardo così importante, quindi è merito anche loro se siamo arrivati fin qui”.
Nella passata stagione, il numero 10 dei calabresi, insieme alla squadra, si è tolto una grande soddisfazione, vivendo un’esperienza unica e speciale: “Lo scorso anno abbiamo vinto la fase regionale della Coppa Italia dilettanti per la prima volta nella storia ed è stato un grande orgoglio per me, essendo cittadino di Praia e capitano della squadra. Peccato essere usciti ai rigori nel primo turno della fase nazionale, però è stata un’esperienza incredibile”.
Petrone, con il passare degli anni, ha acquisito sempre più leadership, sia dentro sia fuori dal campo, tanto da meritare di mettere la fascia al braccio: “Essere capitano da una responsabilità maggiore, ma io penso che per essere credibile agli occhi dei compagni devi essere sempre una persona vera e devi parlare quando c’è bisogno, spronandoli nei momenti di difficoltà e facendoli rimanere sempre coi piedi per terra. Penso che loro si rendano conto del fatto che io sono una persona che ci tiene molto a questa società e non ho mai avuto problemi con nessuno proprio per queste mie doti extracalcistiche”.
Lui stesso ha parlato di cosa significherebbe centrare l’ennesima promozione, questa volta nel massimo campionato dilettantistico: “Per me sarebbe un sogno giocare in Serie D con questa squadra, perché sono qui da quando è nata la società: siamo partiti insieme dalla Prima Categoria, abbiamo vinto campionato e coppa lì, poi abbiamo vinto la Promozione e trionfare anche in Eccellenza chiuderebbe un trittico davvero importante, che poche persone, secondo me, possono dire di aver compiuto. Essendo, come già detto, cittadino di Praia la vivo con una gioia immensa, difficile da spiegare. Ora voglio rimanere concentrato sul finale di stagione e poi ci sederemo a un tavolo con la società e parleremo di un’eventuale Serie D, perché sarebbe la chiusura di un cerchio per me”.
Il capitano della Digiesse PraiaTortora, ormai, non è più un ragazzino e nel ripercorrere la sua carriera, questo è il suo pensiero: “L’unico rammarico che mi porto in quest’avventura calcistica è che, in alcuni frangenti, avrei potuto fare molto di più se fossi stato professionale quando ero un ragazzo e non capivo l’importanza di una carriera in questo mondo. Avrei potuto vivere altre esperienze, però sono contentissimo dell’esperienza con la squadra del mio paese e non esiste sogno più grande di portarla in Serie D, quindi va benissimo così e ringrazio il presidente e il direttore che mi sono stati sempre accanto in questi anni”.
Con questa maglia, Petrone ha avuto la fortuna di vivere tanti momenti indimenticabili, ma ecco qual è in cima alla sua personale classifica: “Potrebbe essere semplice dire che il momento più bello sia stato la vittoria della Coppa Italia l’anno scorso, però credo sia ancora più memorabile il modo in cui abbiamo raggiunto la finale: perdemmo l’andata in casa col Soriano per 0-2 e poi andammo a vincere lì 0-3 e io segnai il terzo gol a partita quasi finita. Lì ho vissuto una giornata bellissima, piena di adrenalina e non la dimenticherò mai, anche perché quella fu anche la centesima rete in centosessanta presenze con questi colori”.
Questi ultimi due mesi di campionato saranno decisivi per la Digiesse PraiaTortora e il suo numero 10, ancora una volta da protagonista, vuole scrivere un’altra pagina di storia della società e dei colori della sua città, per la quale nutre un profondo senso d’appartenenza.
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