Compattezza, unione e motivazioni. È questa la ricetta indicata da Sebastiano Ladisa in vista dei playoff che vedranno il Taranto affrontare il Canosa il prossimo 10 maggio, snodo decisivo per accedere alla fase nazionale. Al termine della regular season, il presidente rossoblù ha tracciato un bilancio nel corso della trasmissione “Rossoblù” su Teleregione, raccontando una stagione nata tra mille difficoltà ma capace di portare risultati concreti: “È stata una stagione intensa, con una creatura nata nella terza settimana di agosto, quando il Comune ha consegnato il titolo e la Federazione ci ha concesso il nulla osta. Abbiamo avuto dieci giorni per allestire la squadra, presentandoci subito con un risultato importante a Spinazzola. Abbiamo chiuso al terzo posto e raggiunto la finale di Coppa Italia, persa con una regola ormai obsoleta come il gol doppio in trasferta, che in Puglia continua ad applicarsi. Ora siamo in finale regionale dei playoff e vogliamo continuare questo percorso”.
La sfida contro il Canosa rappresenta un crocevia fondamentale nella corsa alla promozione. Una gara secca, senza margine d’errore, in cui serviranno attenzione e lucidità per novanta minuti. Ladisa non lascia spazio a interpretazioni: “Il calore del pubblico sarà determinante per trasmettere le giuste motivazioni ai calciatori. Dovremo essere concentrati, determinati e giocare una partita ineccepibile contro un’ottima squadra”. Il Taranto arriva all’appuntamento dopo aver sfruttato la sosta per intensificare la preparazione, non senza qualche difficoltà tecnica nelle due gare precedenti al Gallipoli: “Lo scarico con i salentini e l’amichevole in famiglia ci permetteranno di arrivare al 10 maggio con la giusta condizione atletica e mentale”.
A pesare sull’intera stagione è stata anche la questione logistica legata all’indisponibilità dello stadio Iacovone, interessato dai lavori per i Giochi del Mediterraneo. Il Taranto ha dovuto disputare le gare interne a Massafra e allenarsi a San Giorgio Ionico, vivendo di fatto da “squadra senza casa”: “I giocatori vivono Taranto come abitazione e luogo sociale, ma non avere un campo di allenamento ha reso tutto più complicato. Ci siamo adattati agli orari disponibili, siamo stati ospiti anche a Massafra, che ringraziamo. Siamo stati sempre pendolari e questo ha creato problematiche che solo una società strutturata come la nostra è riuscita a gestire. È stato un anno di grande sacrificio sotto questo aspetto”.
Motivazioni, pubblico e futuro: la spinta per i playoff
Nonostante le difficoltà, la società non ha mai perso compattezza e ambizione. “Siamo motivati e concentrati, certi di poter dare il massimo nei playoff”, ha ribadito Ladisa, guardando anche oltre il presente: “Fin dal primo giorno abbiamo tracciato obiettivi e programmi. Andiamo avanti con chi vorrà seguirci”. Lo sguardo si sposta inevitabilmente anche sul futuro e sul ritorno a casa: “Ci sono ancora interlocuzioni in corso, il rapporto è sereno e mi auguro che il Taranto possa tornare a giocare a Taranto. La nostra ambizione è quella di tornare nella nostra casa, oggi siamo a Massafra ma vogliamo essere fiduciosi”.
In vista della gara playoff, anche il clima attorno alla squadra diventa centrale. Il tecnico Ciro Danucci ha chiesto ai tifosi di rimuovere lo striscione “Vergognatevi” presente allo stadio “Italia”, richiesta condivisa dal presidente: “Sposo le parole del mister. I calciatori devono dare il massimo, ma il calcio presenta anche difficoltà. È stato un campionato in evoluzione e penso che gli ultras possano comprenderlo. Contestare è giusto, ma con le dovute considerazioni”. A fare la differenza, però, sarà soprattutto lo spirito del gruppo: “Lo spogliatoio è sempre stato unito, composto da ragazzi seri e professionisti che lavorano con grande attenzione. Ora il risultato dipende da noi e dalle motivazioni che sapremo mettere in campo”. Un concetto che si allarga all’intera piazza: “Abbiamo bisogno di tutti, nessuno escluso. Molti tarantini ci sono vicini, chi non lo è dobbiamo convincerlo. Solo insieme possiamo costruire un futuro migliore”.
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