La Reggina si prepara all'ultima giornata di campionato da giocare in casa contro il Sambiase. I granata sono terzi in classifica, a -3 dal Savoia capolista e -1 dalla Nissa. Il sogno della promozione diretta non è ancora abbandonato, ma servirà vincere e sperare nella sconfitta del Savoia e, al massimo, di un pareggio della Nissa per giocare lo spareggio, per agganciare i campani a quota 66 punti e giocarsi lo spareggio.
Alla vigilia di Reggina-Sambiase, gara che contrappone i granata a una delle squadre più in forma del campionato, che ha messo in fila 5 vittorie e 2 pareggi nelle ultime sette giornate. Il pareggio contro la Nissa di domenica scorsa ha frenato la formazione che, al momento, era capolista a pari punti con il Savoia, ma ha estromesso il Sambiase dalla corsa ai playoff.
Le parole di Torrisi alla vigilia di Reggina-Sambiase sulla partita
La prima parte dell'intervista di Torrisi si è concentrata sulla partita in sé. Una gara difficile, contro un avversario forte che mette in pensiero la squadra. Con l'aggravante che è prevista anche la contestazione della curva, al Granillo.
"Domani è fondamentale non sbagliare l'approccio e la partita. Dobbiamo vincere perché sappiamo ciò che può accadere e dobbiamo farci trovare pronti. Serve vincere per dare continuità continuità ai risultati: nelle ultime 6 giornate abbiamo fatto 5 vittorie e 1 pareggio, anche se ci siamo allontanati psicologicamente dal primo posto. Dobbiamo cercare di avere l’atteggiamento visto a Milazzo, dove abbiamo vinto in una partita sporca con carattere, anche affrontando un avversario diverso, forte, che ha la seconda migliore difesa del campionato e che fuori casa va meglio che in casa e, consapevoli di questo, non possiamo avere in mente nient’altor che la vittoria, che va conquistata con la voglia e non con le parole".
“Io non voglio cercare alibi di nessun tipo. Anzi, la situazione attuale la dobbiamo sfruttare a nostro favore e dobbiamo cercare stimoli per fare risultato. Domani la Curva se vuole, farà una contestazione che di sicuro non aiuta la squadra e si è visto nel corso della stagione, perché quando abbiamo avuto la spinta della Curva, la squadra ha cambiato marcia e ha inizato a vincere. Non è un caso.Tantissimi meriti vanno alla Curva per quello che è stato fatto, perché sono stati fondamentali per noi. Questa cosa mi preoccupa, perché questa squadra ha dimostrato che in un clima di contestazione non riesce a fare bene”.
Ma Reggina-Sambiase è anche l'opportunità per fare un quadro della stagione, a partiere dall'inizio.
“Io rimango basito dalle critiche arrivano, anche se è chiaro che moltissimi psuedo-giornalisti e opinionisti non fanno altro che strumentalizzare quello che dico, per usarlo contro la Reggina. Io non ho mai disprezzato il lavoro degli altri: ho portato dei numeri che sono chiari, oggettivi. Parlare male del lavoro di chi mi ha preceduto significava criticare l’aspetto tecnico o tattico, ma io ho parlato solo di numeri. Io ho solo detto che abbiamo trovato una squadra fisicamente imbarazzante, ma non ho mai criticato il lavoro degli altri. Per quello che mi riguarda, nella prima conferenza ho promesso alla piazza che la Reggina lotterà fino all’ultima giornata per la vittoria del campionato. E lì mi sono preso una responsabilità enorme, con il rischio altissimo di non riuscirci. E invece siamo riusciti a fare il massimo. E se dico il massimo, non lo dico perché voglio criticare la mia rosa, ma perché, da quando ci sono io, nessuno ha fatto meglio di noi. E poi non voglio entrare nel personale, ma se c’è qualcuno che può dire cosa significa fare 49 risultati utili in due anni e 94 gol in una stagione, quello sono io, perché col Trapani il record ce l’ho io.”
“Si parla tanto della sconfitta con l’Acireale, che ormai è uno slogan. Ma, a oggi, l’unica prestazione indegna fatta è stata il secondo tempo con il Lamezia. Con l’Acireale abbiamo creato tantissimo, poi abbiamo subito un contropiede al 95’ e abbiamo preso gol. Anche col Gela abbiamo fatto numeri clamorosi: cosa dovevamo fare di più per vincere rispetto a quello che ha fatto la squadra per applicazione, creazione di azioni, voglia di vincere? Cerchiamo di non strumentalizzare ogni parola che dico per fare il male della Reggina, anche se è qualcosa che succede da inizio anno, con menzogne e falsità”.
“L'impegno con la Curva l'ho preso io, e solo io. E l'ho rispettato fino alla fine. Domani quello che c'è da vedere e da ascoltare, lo ascolteremo in silenzio perché quando non si vince è così. Ma io alla squadra non posso rimproverare nulla, devo solo ringraziarla, anche per questa settimana perché si sono allenati in una maniera encomiabile, a mille all'ora. Abbiamo fatto un percorso straordinario che è sotto gli occhi i tutti perché insieme ai ragazzi abbiamo fatto qualcosa di incredibile, che non lascia dubbi e i numeri lo dicono".
Le parole di Torrisi sulla sua esperienza alla Reggina e sul futuro
"Reggio mi ha lasciato tantissimo a livello professionale. Allenare la Reggina è un privilegio: è una società che ha un enorme blasone e un seguito incredibile. Quando si allena la Reggina, pensi solo che stai allenando la Reggina. Non c'è categoria, non c'è Serie D che tenga. Ti accorgi di essere in Serie D quando scendi in campo la domenica, ma qui tutto si respira tranne la Serie D. Ringrazio il patron Ballarino: ho allenato il miglior Trapani della sua storia e in quel periodo eravamo l'invidia di tutta Italia per come viaggiavamo. Ma qui ho trovato qualcosa di inspiegabile. Sul futuro ho le idee abbastanza chiare: per me è già tutto deciso da quando abbiamo firmato. Al momento giusto ne parlerà la proprietà. Va dato merito anche al direttore Bonanno che ha avuto un ruolo importantissimo in questa squadra. Ho trovato un uomo con competenze che non sono di questa categoria, è stato fondamentale nei momenti bui. Io sono tranquillo, la mia volontà è di restare e portare la Reggina in Serie C".
"Io voglio essere simpatico solo a mia moglie e ai miei figli. Con gli altri, voglio essere antipatico e vincente. Il giudizio che mi interessa è solo quello dei miei calciatori e della mia società, che è sempre figlio dei risultati. Non sono d'accordo quando dite che "le cose sono iniziate ad andare male", perché non sono mai andate male: non potevamo fare meglio di quello che abbiamo fatto. Nessuno ha fatto 10 vittorie consecutive in campionato. Abbiamo dato qualcosa in più e reso possibile qualcosa di impensabile: vincere il campionato. Purtroppo non siamo stati bravi e fortunati a rimetterci al primo post. Le cose sono andate molto bene e potevano andare in maniera eccezionale".
Un pezzo importante della sua conferenza stampa, Torrisi l'ha dedicato al tema della vittoria del campionato: "Dobbiamo fare una distinzione fondamentale: se parliamo di Reggina che vince il campionato di D per blasone, club e storia, allora non è niente di eccezionale, ma il nome non fa classifica. Se valutiamo il lato dei risultati sportivi e vediamo da dove siamo partiti e dobe siamo arrivati, la vittoria del campionato è un miracolo sportivo. Reggio i miracoli li ha fatti in passato e dovrebbe saperlo. Quello che si è fatto è un grande risultato che non ci porterà alla vittoria, ma è degno di meriti. Non voglio essere simpatico e vincente, perché non si può essere entrambe le cose. E io non mi vendo a nessuno: a me interessano solo i risultati. Chi si vende è perché deve compensare i pessimi risultati".
"Nelle ultime giornate è come se fossino stati primi, perché eravamo insieme al Savoia e sopra la Nissa, ma quando siamo tutte lì, conta chi sbaglia di meno. Secondo me il nostro problema a livello di gioco è stato chiaro: abbiamo problemi contro le squadre che si difendono col blocco basso, perché quando non riuscivamo a passare in vantaggio, serviva la giocata del singolo.A volte è capitato, altre volte siamo stati imprecisi o sfortunati. Mi ricordo una serie di partite in cui prendevamo sempre pali o traverse e non riuscivamo a segnare. Forse serviva cambiare qualcosa? Noi ci abbiamo anche provato, sia negli uomini che nei moduli. Ma io credo che nell'economia della stagione, non abbiamo fatto il miracolo. Potevamo farlo, non lo abbiamo fatto, ma sempre un miracolo è. Non abbiamo steccato neanche uno scontro diretto.
Conclude poi: "Questa cosa non mi fa dormire la notte perché io ero sicuro di averlo vinto, ero convinto che ce l'avremmo fatta. Prima ci speravo, poi ci ho creduto totalmente. In maniera così naturale, già parlavamo di programmare la Serie C, perché eravamo certi di quello che stavamo facendo e di quello che potevamo raggiungere. Il mea culpa lo devo fare anche io: sono il primo ad avere responsabilità, dovevo fare qualcosa in più che non ho fatto, perché mi è sfuggita. Per me è un rammarico enorme perché dovevo fare qualcosa in più, me la dovevo anche inventare".
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