“Stiamo vivendo dei bei giorni di festa, ci godiamo il momento. La salvezza rappresenta una soddisfazione immensa per me, per il direttore generale Dieni e per il presidente Nucera, persone che ci tengo a ringraziare per l’opportunità concessami. Sono stati sette mesi molto intensi e complicati, adesso è giusto festeggiare per aver raggiunto il traguardo finale”.

Si presenta così a SerieD24.com Nicola Raso, direttore sportivo del Pavia subentrato a ottobre, dopo un inizio piuttosto deficitario da parte del club lombardo, ritornato nella massima serie dilettantistica dopo sei anni d’assenza. L’ex Oltrepò, dopo ben nove anni in biancorosso, ha colto al balzo l’occasione Pavia, una piazza storica e blasonata del nostro calcio.

Al termine di un campionato complesso, concluso in quindicesima posizione, i biancazzurri sono riusciti a centrare la salvezza ai playout, imponendosi per 0-1 sul campo del Breno.I ragazzi sono stati mostruosi, gli vanno fatti enormi complimenti. Hanno vinto una partita sporca, nella quale siamo stati bravi prima a resistere e poi a trovare la rete decisiva nella seconda frazione. Tutti ci meritavamo questa gioia, è una salvezza conquistata con fame e determinazione”.

Raso, subentrato a campionato iniziato con la squadra penultima in classifica, ha dovuto in gran parte rivoluzionare la rosa tra ottobre e gennaio. Se ho mai avuto paura di non farcela? Dico di no, più che altro ho avuto tanti momenti in cui mi sono chiesto se avessi operato nel modo corretto. Sono una persona molto autocritica, mi viene naturali pormi sempre in discussione. Al mio arrivo abbiamo in primis snellito la squadra, composta, sia prima del mio ingresso, che dopo, da calciatori molto forti. Non è stato un percorso semplice, ma alla fine siamo riusciti a portare la nave in porto.

Pavia, Raso: “La squadra non pensava di dover lottare per la salvezza”

A inizio stagione, il Pavia era partito con l’ambizione di provare a disputare un campionato di livello, tuttavia complice le varie difficoltà la squadra ha dovuto passare dai playout per centrare la salvezza. “La rosa è composta da giocatori di livello, a inizio anno non ci si immaginava di poter andare incontro a così tante difficoltà. Trovarsi a lottare per la salvezza è sempre difficile, a maggior ragione se la tua prospettiva iniziale era ben diversa; serve calarsi mentalmente nella parte. Nel girone di ritorno siamo riusciti ad alzare il livello, arrivare al playout in fiducia ci ha sicuramente dato una grande mano.

Condottiero della compagine lombarda è stato Antonio Filippini, allenatore esperto di salvezze da subentrante, che a ottobre ha sostituito l’esonerato Bellinzaghi. “C’è tanto dell’operato del mister nella nostra salvezza. È stato bravo a trasmettere le sue idee al gruppo squadra con gradualità, guadagnandosi la stima e la fiducia dei ragazzi. Ovviamente la salvezza è un traguardo frutto del lavoro di tutte le componenti: la società perché ha capitato che serviva cambiare, l’allenatore e i calciatori, gli artefici veri e propri di ogni risultato”.

Menzione d’onore va poi fatta a capitan Poesio, simbolo del Pavia che il direttore Raso ha riportato in biancazzurro dopo la separazione estiva. Claudio è stato il mio primo acquisto, è un ragazzo che nutre un forte senso di attaccamento verso questi colori. Nonostante l’età, ancora una volta si è dimostrato un trascinatore vero, un leader che questa categoria può ancora farla senza problemi. Con la sua mentalità e dedizione incarna quelli che sono i veri valori dell’ambiente Pavia”.

Raso: “Futuro? Lavoreremo per fare un campionato più tranquillo”

Sugli obiettivi futuri del Pavia, il direttore Raso è stato molto chiaro.Per noi è fondamentale consolidarci in categoria, e per farlo non basta una salvezza raggiunta ai playout, bensì un torneo ben più sereno. Per raggiungere certi traguardi, che questa piazza merita, servono tempo e lavoro; serve progettare sul lungo termine e avere la giusta dose di pazienza”.

Infine, l’ex Oltrepò ha parlato anche del suo futuro personale.Io ringrazierò sempre il Pavia, lavorare per questa società, come già detto, rappresenta un premio alla carriera dopo tanti anni nelle categorie minori. A me piace definirmi un ‘simple man’, non amo parlare tanto, preferisco che sia il lavoro a farlo per me. I calciatori stessi riconoscono in me una certa semplicità: questo per me è motivo d’orgoglio. Anche nella prossima stagione mi piacerebbe continuare a lavorare per questi colori e per questa società, che ringrazierò sempre per l’opportunità che mi ha dato”.

Sezione: Girone B / Data: Sab 16 maggio 2026 alle 14:50
Autore: Loris Berretta
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