L'Alessandria chiude il campionato in bellezza, battendo per 2-1 la Cheraschese e portando a casa il trofeo più importante della stagione: quello della promozione in Serie D. Un percorso straordinario, dettato da una striscia di 24 vittorie e un susseguirsi di successi.

La strategia di Alberto Merlo si è trasformata in un ingranaggio quasi perfetto. Un sistema in cui l’esperienza dei giocatori più navigati e l’entusiasmo dei giovani si sono amalgamati nel migliore dei modi, consentendo alla formazione piemontese di esprimere un calcio solido ed efficace. Arrivato nell’estate del 2024 per volontà della nuova dirigenza, l’allenatore è stato il principale artefice di un cammino di grande valore: un traguardo forse pronosticabile per il blasone della piazza, ma tutt’altro che scontato sul campo.

"Le lacrime di oggi per un eventuale addio?", esordisce così l'ex Fossano, "La gioia dei tifosi e dei bambini mi fanno battere il cuore, era solo emozione. Devo ancora parlare con la società, quindi non si sa nulla adesso. Ho già parlato col presidente Barani e ci rivedremo la prossima settimana. Tutto ciò che succederà in futuro sarà fatto con la massima armonia. Per l’Alessandria sarei sceso in Seconda Categoria, adesso siamo in D e sarebbe bello continuare. Vedremo, senza alcun problema. Io ci metto l’anima in questo mestiere. È una stagione in cui abbiamo vinto realmente, quasi tutto. È magico, c’è una chimica speciale. Quando sento i cori dei tifosi ti senti imbattibile, e abbiamo dimostrato di poterlo essere".

E conclude, con grande commozione: "Non posso che ringraziare tutti. Sono orgoglioso di vedere venticinque ragazzi che si vogliono bene, che hanno creato un gruppo importantissimo e fatto numeri straordinari: 98 gol, 24 vittorie e 76 punti. Mi emoziono quando penso che alleno l’Alessandria. Dal 6 gennaio non abbiamo sbagliato nulla, mi dispiace solo per la gara contro il Montecchio".

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 02 maggio 2026 alle 18:34
Autore: Francesca Melillo
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