Ha 39 anni e per il suo Crema è un punto di riferimento anche fuori dal campo, dopo essere tornato a casa a metà stagione. Ma guai a dare del vecchietto a Giorgio Recino, che di smettere ancora non ne vuole sapere: "Quello che non deve mai mancare è la passione per questo lavoro. Stare sempre sul pezzo anche fuori dal campo sicuramente aiuta ad arrivare a questa età ancora in grado di affrontare questo campionato. Devo pensare per forza di cose anno per anno, ma oggi posso dire che l'anno prossimo voglio giocare ancora".
L'attaccante classe '86, tra i bomber più prolifici della categoria, si è raccontato alla vigilia di Piacenza-Crema, la sua partita: "Tornare al Garilli per la prima volta da avversario fa un certo effetto, in più è una partita per noi fondamentale, quindi sarà ancora più bello". In biancorosso è stato protagonista per due stagioni, ora da avversario, all'ultima di campionato, deve blindare la salvezza dei suoi, decimi ma ancora a rischio playout: "Ci sono quattro partite in contemporanea da cui dipende tutto, noi vogliamo conquistare la salvezza con le nostre forze, poi vedremo gli altri risultati. L'importante sarà finire i 90 minuti consapevoli di aver dato tutto. Questo per il Crema era un po’ l’anno zero dopo il ritorno del presidente Zucchi: la salvezza era l’obiettivo, volevamo centrarla prima ma è stato un buonissimo campionato. Ora speriamo che arrivi, in un modo o nell'altro".
IL PASSATO AL PIACENZA - Allora partiamo proprio dal Piacenza, di cui nelle precedenti due stagioni era diventato un giocatore simbolo: "Sono rimasto in buonissimi rapporti con i tifosi, con la società e con i compagni. Ho vissuto due anni bellissimi, anche se mi è rimasto l’unico piccolo rammarico della mia vita calcistica: quello di non aver vinto il campionato. Sarebbe stata la ciliegina sulla torta della mia carriera". La scorsa estate poi è arrivato l'addio, scelta della società dettata da una stagione difficile per la squadra: "La società ha optato per una rivoluzione totale. Ci siamo parlati tranquillamente e ci siamo separati con massimo rispetto. Però sarei rimasto volentieri, perché volevo chiudere un discorso, dopo che il primo anno non siamo riusciti a vincere per pochissimo".
Una piazza, quella emiliana, che conferma essere diversa dalle altre di Serie D: "La piazza e la società sono molto esigenti, per la storia che hanno e per il budget che investono. Io, avendo un po’ di esperienza, l’ho presa come un’occasione molto importante e molto bella. Non ho dato peso alle pressioni, che ovviamente c'erano. Ho pensato a godermi questa maglia importante, in una società che ti metteva tutto a disposizione e con tifosi che non ti lasciavano mai solo. Tutto questo mi caricava molto". Ancora amici, ma in campo sarà partita vera: "Io adesso gioco per il Crema e ho un obiettivo da raggiungere. Se segno esulto? Non vedo dove sia il problema, ma dipenderà dalle sensazioni, dal momento e dal risultato. Non ci penso prima e non mi preparo esultanze. Avrò sempre il massimo rispetto verso società e tifosi".
IL PRESENTE A CREMA - Ma veniamo a questa stagione, quella del suo ritorno al Crema dopo due anni e mezzo. Un secondo capitolo cominciato a dicembre, dopo che con la Leon non è mai scoccata la scintilla: "Non ho pensato mezzo secondo che fosse il momento di smettere, neanche dopo le prime 12 partite con zero e gol e di cui solo un paio da titolare. Mi sono semplicemente detto che forse non ero al posto giusto al momento giusto. Era una squadra nuova che faceva una categoria nuova. Io non ho mai avuto tanto spazio, volevo una realtà in cui poter dire ancora la mia". A quel punto la scelta era facile: "Ero già stato al Crema e non ci ho dovuto pensare un secondo, sono tornato con la stessa voglia di sempre". Da lì è tornato il vero "Re Giorgio", subito in gol all'esordio con la Pistoiese. Oggi sono 7 con 2 assist in 21 partite, con un grande traguardo nel mirino: "Avrei voluto segnare di più, perché devo raggiungere l’obiettivo personale dei 300 gol. Me ne mancano tre e volevo centrarlo quest’anno, ma sarà un grande stimolo per il prossimo".
Eppure le soddisfazioni non sono mancate. Sempre contro la Pistoiese, al ritorno, ha segnato da prima di centrocampo uno dei gol più belli di questi quasi 300: "Non avevo mai fatto un gol del genere. È valso poco, perché poi abbiamo perso, ma lo ricorderò come uno dei gol più belli della mia carriera. È una di quelle cose che mi fanno chiedere perché dovrei smettere". E quindi a fine campionato inizieranno i discorsi sul suo futuro: "Adesso dobbiamo pensare a salvarci. Ma già da settimana prossima parlerò col presidente del mio futuro, ci sono i presupposti per pensare di continuare insieme".
IL FUTURO, TRA CAMPO E TECNOLOGIA - Mentre in campo rimarrà ancora per un anno, è già iniziato intanto il futuro di Giorgio Recino. L'attaccante è infatti anche parte dello staff del "Crema Future Lab", un progetto unico nel panorama italiano: "Da quando sono tornato a Crema ho iniziato a far parte di un nuovo progetto, con cui monitoriamo con i gps tutti i ragazzi dal settore giovanile alla prima squadra. Sono nuovi gps che si mettono al piede, non quello classico dietro la schiena che utilizzano tutti. Rilevano tutti i dati tecnici e tattici, ce ne sono migliaia da valutare. È veramente un mondo molto bello e che sarà il futuro. In Italia non lo utilizza ancora nessuno, neanche nei top club di Serie A. Il presidente Zucchi ha creduto tanto in questo progetto, per i ragazzi giovani è un dispositivo incredibile per garantire loro un futuro diverso da quello che possono pensare. Noi andiamo a valutare ogni singolo giocatore su questi dati che abbiamo, di ogni squadra e di ogni reparto".
Una figura, la sua, già a 360°. Ma ancora, in primis, giocatore e bomber. E chissà per quanto: "Fare gol mi tiene in vita, anche se l'importante è l'obiettivo di squadra. Finché mi sentirò bene fisicamente e mentalmente io continuerò a giocare". E allora il Crema se lo gode, mentre in tanti probabilmente glielo invidiano. A quasi 40 anni, ha dimostrato che l'età, un po' come i gol, è solo un numero.
Altre notizie - Girone D
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