Dalla passione di un bambino alla Serie D sognando il professionismo. In mezzo, un percorso che lega anche la Juventus e due stelle come Yildiz e Huijsen. Unire i puntini non è semplice, ma Michele Scienza, centrocampista del Chisola, lo sta facendo con una nuova consapevolezza, quella di chi cresce coi grandi: "Relazionarsi con persone più grandi di te in spogliatoio è una parte fondamentale della carriera" racconta a SerieD24.com.

Ed è proprio da qui che parte la chiacchierata: il presente. Dopo anni nelle giovanili di Inter e Juventus, infatti, Scienza ha scelto la Serie D e il Chisola per ripartire da un mondo completamente nuovo. Eppure, la scelta del club piemontese è stata tutt’altro che complicata: "Quest’estate ho avuto trattative che sono saltate e sono arrivato a inizio settembre senza squadra. Poi quando mi ha chiamato il direttore Freda ho accettato subito. Penso che la Serie D sia un buon campionato per poi puntare al professionismo".

Già, perché se da un lato Scienza sta continuando a crescere col Chisola - con cui ha segnato 3 reti - dall’altro l’ambizione resta alta, e il sogno del centrocampista resta "puntare al professionismo, o comunque migliorare di giorno in giorno. Voglio far sì che questo lavoro sfami la mia famiglia". Ma se il classe 2006 ha già davanti a sé obiettivi importanti, è anche grazie al suo percorso proprio nelle giovanili di due club come Inter e Juventus, diventato presto insegnamento anche nel calcio dei grandi. E allora facciamo un passo indietro.

LA JUVENTUS, YILDIZ E HUIJSEN - Ricordate il filo rosso che in questa storia lega anche Yildiz e Huijsen? Ecco. Durante il suo percorso alla Juventus, Scienza ha condiviso spogliatoio e allenamenti con due giocatori che, in poco tempo, hanno già vissuto palcoscenici di livello mondiale: "Mi sono allenato qualche volta con entrambi, e già qualche anno fa si vedeva che erano di un’altra categoria, avevano già il destino segnato. Avevano un livello calcistico superiore agli altri".

Ma quattro anni e mezzo di carriera in bianconero non si riassumono facilmente. Il centrocampista non dimentica la Juventus, e tutt’ora tiene a mente proprio quell’insegnamento di cui parlavamo prima, come ci racconta lui stesso: "La Juve mi ha lasciato la cultura del lavoro, la cura del dettaglio e di ogni minima cosa che fai: è importante farla al massimo perché si ritrova sempre più avanti".

IL CAMBIAMENTO AL CHISOLA - Il filo si intreccia e dopo una breve parentesi all’Empoli Primavera torna di nuovo a Vinovo, ma questa volta al Chisola. Come anticipato, la prima esperienza per Scienza nel calcio dei grandi. In pochi mesi, cambia tutto: dai compagni agli avversari, fino alla quotidianità di ogni allenamento: "Una differenza enorme sta proprio nello spogliatoio. Passi da allenarti con ragazzi della tua età a persone che magari hanno mutui da pagare, perciò ogni cosa che fai in allenamento devi farla al massimo perché ci sono compagni che devono portare il pane a casa".

E quest’intensità è parte integrante dell’avventura al Chisola, dalla quale Scienza sta cercando di imparare il più possibile: "Ho trovato una cosa positiva nell'allenarsi coi grandi, ovvero poter imparare molto da loro, un aspetto che invece magari faticavo a trovare con compagni della mia età. Uno in particolare? Beppe d’Iglio, avendo lo stesso ruolo penso di poter imparare molto da lui".

CRESCERE COI GRANDI - Questo cambiamento, però, non spaventa il centrocampista, anzi. Il primo gol arriva dopo solo tre partite, e tutt’ora lo racconta come "il momento migliore della stagione a livello personale", ma è solo l’inizio di un percorso che lo sta portando a crescere e capire nuove sfumature di sé e del calcio: "Quest’esperienza mi sta aiutando molto sicuramente dal punto di vista umano, ma anche su quello calcistico". Insomma, in poco tempo la Serie D si è trasformata in una lezione quotidiana per Scienza, che nel frattempo cresce e punta in alto. E alla fine della chiacchierata, lascia un messaggio che racchiude tutto ciò: "È un’esperienza che auguro a tutti i giovani di fare perché ti aiuta molto a crescere come persona e come calciatore".

Sezione: Interviste e Storie / Data: Mer 25 marzo 2026 alle 10:10
Autore: Stefano Barollo
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