“Se ripenso all’11 maggio del 2008 mi viene la pelle d’oca: io, appena diciottenne, che sostituisco il mi idolo Alessandro Del Piero e faccio il mio esordio in Serie A. Mi reputo fortunato per quanto mi ha riservato la mia carriera, ho ammirato da vicino campioni straordinari, giocando in stadi fantastici. Mi sono tolto le mie soddisfazioni, oggi penso a raggiungere la salvezza con il Campodarsego.”

Si presenta così a SerieD24.com l’esperto trequartista Cristian Pasquato, giocatore che vanta una lunga carriera nel professionismo, tra Serie A, B e C. Oggi l’ex Pescara e Bologna è il capitano e il simbolo del Campodarsego, piccolo club in provincia di Padova. La stagione attuale si è rivelata più difficile del previsto, non ci aspettavamo così tante difficoltà a inizio anno. Abbiamo fatto un girone di andata al di sotto delle aspettative, adesso serve cambiare passo per centrare la salvezza diretta.”

“Se dovessi fare un paragone con una squadra della Serie A, mi verrebbe da dire che la nostra stagione è molto simile a quella della Fiorentina. Quando, inaspettatamente, ti ritrovi a giocare per la salvezza non è mai semplice. Anch’io personalmente, rispetto alla passata stagione, sto facendo meno bene. Tuttavia, nel girone di ritorno ho ritrovato continuità e mi sto nuovamente divertendo; a me basta giocare per essere felice.”

Il capitano biancorosso, a quasi 37 anni, si dice concentrato sul presente, ma non nega di nutrire un po’ di timore per un futuro senza calcio. Lo scorso anno sposando la causa del Campodarsego ho fatto una scelta di cuore, riavvicinandomi anche a casa. Voglio dire ancora la mia in questi ultimi anni, anche se so che prima o poi dovrò dire basta. Mi spaventa e mi mette tristezza pensare a una vita senza il calcio, non potrò più fare un giorno ciò che ho sempre sognato da bambino.”

Pasquato: “Io il nuovo Del Piero? Quel paragone un po’ mi ha pesato”

Cristian Pasquato entra a soli 14 anni nel settore giovanile della Juventus, compiendo un promettente percorso che lo porta a esordire in prima squadra. “Forse qualcosa di più potevo fare nella mia carriera, difficile dire cosa non sia andato per il verso giusto. Su di me si erano create tante aspettative, fin dal mio debutto in Serie A al posto di Del Piero. Dentro di me rimpiango di non essere rimasto alla Juve al primo anno di Conte, nell’estate del 2011.”

Il classe 1989 ha spiegato così il ragionamento fatto all’epoca. Feci tutta la preparazione estiva in bianconero, ma a fine mercato scelsi di non rimanere e passare in prestito al Lecce poiché per quello che era il mio ruolo pensavo di trovare poco spazio. L’allenatore e la società mi avrebbero voluto tenere in rosa, dimostrandomi fiducia; fossi rimasto le cose magari sarebbero andate diversamente. Tuttavia, ho fatto poi il mio percorso e mi posso ritenere soddisfatto.”

Pasquato: “I ricordi più belli con la Juve? Ne cito tre…”

Tanti i ricordi e le emozioni legate all’aver conosciuto e vissuto da vicino campioni che hanno scritto pagine di storia della Juventus. “Se devo menzionare i ricordi più belli legati all’esperienza in bianconero me ne vengono in mente tre: l’esordio in Serie A contro il Catania, una chiacchierata fatta con Buffon durante un ritiro estivo e la sensazione che mi dava lo stemma della Juventus quando indossavo quella maglia. Provavo una sorta di magia, che ho fatto poi fatica a ritrovare con altri club.”

Eppure, sotto ammissione dello stesso protagonista, Pasquato nasce tifoso del Milan. “È così, da ragazzino ero un tifoso rossonero. Poi, pian piano, la Juve mi è entrata dentro, trasmettendomi valori che mi hanno fatto diventare uomo; addirittura, a un’edizione del "Trofeo Berlusconi" mi sono tolto la soddisfazione di segnare a San Siro, proprio contro il Milan.”

Infine, c’è un ultimo aneddoto rimasto impresso nella mente del fantasista veneto. “Ricordo un’amichevole estiva contro l’Inter giocata a Bari, valevole per il "Trofeo Tim". Capita una punizione a nostro favore e Conte mi incarica della battuta. Sul pallone c’erano anche Pirlo e Del Piero, mi guardavano piuttosto perplessi; calcio e centro in pieno la barriera: penso di aver tirato la peggior punizione della mia vita (ride, ndr).”

Pasquato: “Modena, Bologna e Pescara le tappe più belle”

In carriera Pasquato ha vestito le maglie di tanti club, costruendosi una brillante carriera soprattutto in Serie B. “Io mi sono trovato bene in tutte le mie avventure, tutte le esperienze fatte mi hanno arricchito e lasciato qualcosa. A Modena, a soli vent’anni, ho disputato una bellissima stagione, realizzando nove gol. A Bologna ho conosciuto un allenatore preparato come Pioli, segnando contro Roma e Napoli. Infine, a Pescara abbiamo centrato la promozione in Serie A vincendo i playoff.”

In conclusione, alla domanda su quali sono stati i compagni e gli avversari più forti incontrati, Pasquato ha così risposto. Come compagni dico Pirlo e Vidal, due campioni assoluti. Pensando agli avversari potrei fare davvero tantissimi nomi, è difficile scegliere; seppur molto diversi tra loro ne cito tre: Diamanti, Ibrahimović e Cavani.”

Sezione: Interviste e Storie / Data: Mer 18 marzo 2026 alle 13:10
Autore: Loris Berretta
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