"Ho conosciuto sia la Juventus sia il Torino, sono due realtà diverse anche nell’approccio della vita di tutti i giorni. Ad esempio la Juve ha una struttura bellissima, ma sono entrambe esperienze che mi sono servite per crescere", ha spiegato Daniele Favale a SerieD24.com. Il talento non è mai mancato, lo spirito di adattamento nemmeno ma sono aumentate le responsabilità. In poco tempo è passato dalle giovanili di Juve e Toro alla maglia numero 10 del Chisola, facendo della sua passione un lavoro. Un percorso iniziato sin da piccolo per gioco che presto si è trasformato in un sogno a occhi aperti, con l’ambizione di arrivare ai massimi livelli.

La scalata di Daniele sta infatti continuando in Serie D. L’esperienza del classe 2002 è già molta nel massimo campionato dilettantistico ma è cresciuta ancor di più tra le file di Borgosesia, Asti e NovaRomentin. Talento e bravura non sono mai mancati ma qualcosa negli anni è cambiato: "Rispetto alla prima esperienza che ho avuto sono cambiato tantissimo dal lato umano: mi sento molto cresciuto, prima ero più istintivo, ora uso più la testa. Ogni anno, in qualsiasi ambiente ti trovi, devi cercare di vedere il bicchiere sempre mezzo pieno e trovare il lato positivo". 

BIANCOBLÙ - Chiuso un capitolo se ne apre uno nuovo e si sale un gradino in più. Inizia così un nuovo corteggiamento in una realtà che conosceva molto bene: il Chisola chiama e Daniele risponde presente. "Erano un po’ di anni che il Chisola mi cercava. La trattativa era iniziata già tra marzo e aprile dello scorso anno, quando il direttore Freda mi aveva chiamato per la prima volta. Mi ha spiegato che sarei stato al centro del progetto e che avrebbero puntato molto su di me: mi sono sentito voluto dal primo istante". 

Una squadra con ambizioni tanto alte ma soprattutto con un’età media molto bassa. Non sembrava semplice trovare l’intesa vincente tra tanti giovani e qualche veterano ma questo è proprio il segreto della complicità dei biancoblù: "Secondo me la sintonia del gruppo è stata un po’ la chiave di questa stagione. La cosa più bella è che c’è poca invidia, e non è scontato: ogni volta che segniamo la panchina si alza ed esulta, c’è tanta armonia e penso che questo abbia fatto la differenza". 

RESPONSABILITÀ - Favale quindi si avvicina di nuovo a casa ma con una consapevolezza diversa: "Sono giovane ma sono uno dei più grandi, sia la società sia il mister sia i compagni mi hanno dato responsabilità che è giusto prendere, però quando gioco sono tranquillo e cerco di aiutare il gruppo in qualsiasi modo". Leader in campo e fuori cerca sempre un consiglio o una parola soprattutto per i più piccoli quando le cose non vanno per il verso giusto.

Mancano sei giornate alla fine del campionato e questo quinto posto in classifica potrebbe ancora cambiare: "Stiamo facendo un buonissimo campionato, forse anche sopra le aspettative. Abbiamo avuto un momento di calo all’inizio del girone di ritorno, stiamo facendo bene a livello di squadra e stiamo bene insieme. Qua ho trovato un ambiente sereno e tranquillo, speriamo di finire nel migliore dei modi". E mentre si attende la fine di questa stagione, che potrebbe sorridere al Chisola, Daniele continua la sua scalata con la speranza un giorno di arrivare a esordire anche in Serie A.

Sezione: Interviste e Storie / Data: Mer 25 marzo 2026 alle 10:14
Autore: Cleris Ferrera
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