23 marzo 2025. Un anno fa, dopo un campionato di Eccellenza dominato in lungo e in largo, la Biellese festeggiava il tanto atteso ritorno in Serie D, dopo 16 lunghi anni di assenza. A distanza di un anno esatto, i lanieri possono dire di aver fatto una stagione tutt'altro che da neopromossa nella massima categoria dilettantistica. Dopo 28 giornate i piemontesi si trovano infatti al terzo posto nel girone A, alle spalle delle sole Ligorna e Vado.
Una stagione fin qui di altissimo livello da parte dei bianconeri, che con progettualità e visione a lungo termine si sono imposti sin da subito come una delle realtà più solide della categoria. A raccontarci la grande stagione della Biellese è stato uno degli artefici del ritorno in D del club, e dell'attuale stagione, il direttore sportivo Massimo Varini, che, dopo tante esperienze in categorie superiori, ha sposato appieno il progetto Biellese: "Durante la passata stagione avevamo costruito una squadra per vincere, e quando costruisci una squadra per vincere qualcosa in prospettiva lo hai sempre in mente. Avevamo giocatori di livello, e tanti ragazzi che in eccellenza avevano dimostrato dei valori. Abbiamo confermato molti dei ragazzi dello scorso anno, e abbiamo aggiunto giocatori importanti come Beltrame - che ho avuto anche nella mia esperienza alla Pro Vercelli - e Menabò, che però si è infortunato subito. Pensavamo di aver fatto una squadra per una salvezza tranquilla, non avevo neanche concordato alcun premio in caso di salvezza ai giocatori. Nonostante ciò, non immaginavo che ci saremo ritrovati terzi in classifica, sarei disonesto e presuntuoso a dirlo. Pensavamo di fare una stagione tranquilla ma non a questi livelli."
Nonostante il progetto ambizioso e la grande stagione in Eccellenza alle spalle, la Biellese ha dovuto attraversare prima un periodo di adattamento alla categoria. Al netto delle prestazioni positive sin da inizio stagione, prima del terzo posto attuale la squadra ha infatti dovuto attraversare qualche battuta d'arresto. Dall'inizio del 2026, però, ha poi iniziato a trovare continuità di risultati. Un solo ko subito dai lanieri infatti dall’inizio del nuovo anno, e 10 risultati utili nelle ultime 11 uscite: un cambio di passo che il direttore individua nell'autostima trovata dal gruppo. "All'inizio i risultati sono arrivati un po' ad intermittenza, ma è giusto così, un periodo di adattamento alla categoria è necessario. Ci mancava un po’ di autostima, ma quando i risultati hanno iniziato ad arrivare ne abbiamo acquisita sempre di più. C'è da dire che le nostre prestazione le abbiamo sempre fatte, anche in partite perse: i risultati spesso sono stati bugiardi."
Riguardo quest'ultima considerazione, il direttore Varini si sofferma sulla qualità delle prestazioni della squadra, elogiando, contestualmente, il lavoro di Luca Prina e del suo staff in panchina. "Il girone A non è inferiore agli altri gironi, il livello delle top del campionato è altissimo. Nel precampionato, ad esempio, abbiamo affrontato il Piacenza facendo una grandissima partita. Con l’arrivo dell'Alessandria diventerà un girone ancor più importante. Personalmente, il calcio che facciamo lo reputo molto evoluto, non buttiamo la palla neanche a pagarci. Nemmeno nelle categorie superiori si vede questo calcio, e io posso confermarlo avendoci lavorato in passato. La squadra passa con disinvotura dal 4-3-3 al 3-5-2, cambia modulo come se niente fosse, e questo è in primis merito di Luca Prina, un allentore preparato con tante esperienze importanti alle spalle. Biella è una realtà diversa dalle altre, dal punto di vista degli impianti sportivi, del calore dei tifosi, e dell'organizzazione. Dovessimo arrivare un giorno al salto di categoria non avremo certamente contraccolpi organizzativi".
Quest'ultima dichiarazione del direttore risulta il gancio perfetto per illustrare il progetto Biellese nella sua interezza. Una squadra che fa della valorizzazione dei giovani e dei giocatori del terriorio quasi la sua ragione sociale, con un settore giovanile perfettamente integrato e supervisionato dallo stesso Prina, oltre che a delle strutture che poco hanno a che vedere con il dilettantismo. Basti pensare che, nella sfida contro il Celle Varazze dello scorso 15 marzo, hanno terminato la partita in casa Biellese sette giocatori provenienti dal settore giovanile, e nove giocatori di Biella. Sono queste le caratteristiche principali di una realtà virtuosa e funzionale, come ci ha spiegato lo stesso Varini: "Il nostro settore giovanile sta facendo passi da gigante, e funziona perfettamente di lato alla prima squadra. Il nostro è un progetto ricercato, e l’anima di tutto è l’allenatore Prina, che è di Biella, ed è anche il responsabile tecnico del settore giovanile. I concetti ai ragazzi arrivano quindi direttamente da lui, il settore giovanile è quasi la sua ragione di vita. È un uomo passionale, perché è nato qui ed è sempre stato al seguito alla squadra, prima da tifoso e oggi da allenatore. Inoltre abbiamo un rapporto buono con l’amministrazione comunale, e la vicinanza con la Juventus Women ci aiuta tanto dal punto di vista delle strutture. Poi le ambizioni passano inevitabilmente anche attraverso la variabile della potenza economica, ma noi abbiamo sempre puntato su tutti giocatori del territorio. A parte Di Cesare, che è argentino, chi vive più lontano da Biella abita a Torino."
La massima espressione di questo lavoro di valorizzazione condotto dalla società è probabilmente Jabir Naamad. Il centravanti classe 2002, nativo di Biella, con 14 gol in campionato è il protagonista assoluto della stagione dei lanieri, nonché attuale capocannoniere del girone A. Un ragazzo cresciuto nelle giovanili bianconere, fino ad arrivare all'esplosione in prima squadra, e che, per stessa ammissione del direttore, potrebbe però salutare presto: "Naamad è un ragazzo che ha delle qualità importanti dal punto di vista tecnico, e che soprattutto ha un motore vero, fuori categoria: io di giocatori ne ho visti tanti e posso affermarlo. Appena ha iniziato a segnare con continuità gli abbiamo subito rinnovato il contratto, ma sappiamo perfettamente che tante squadre lo cercheranno a fine stagione e noi cercheremo di trovare il modo di facilitare la situazione. Non ha senso per lui rimanere in Serie D, è giusto per lui misurarsi con categorie superiori. Penso che a fine stagione ci lascerà, e saremo solo contenti di vedergli fare un passo in avanti. Non gli metteremo i bastoni tra le ruote a patto che vengano soddisfatte le nostre richieste."
Infine, abbiamo chiesto al direttore quali siano le prospettive in vista della prossima stagione, e se la squadra possa già considerarsi pronta per lottare per il salto di categoria: "Un eventuale salto di categoria deve essere accompagnato da una crescita complessiva della società, perché per provarci servono basi solidissime. Conosciamo il valore dei giocatori e, insieme al mister, abbiamo già idee chiare su come intervenire. Costruiremo una squadra più forte, ma senza fissarci l’obiettivo della Serie C a tutti i costi. Ripartiremo da quanto di buono fatto in questo campionato di Serie D e vedremo dove potremo arrivare. Io sono già proiettato alla prossima stagione, perché fa parte del mio lavoro, ma l’esperienza mi ha insegnato che il secondo anno è sempre il più complicato. Se pensiamo di essere arrivati, rischiamo di compromettere tutto: dovremo invece continuare a migliorarci, mantenendo le nostre qualità e il forte senso di appartenenza, inserendo ragazzi giusti e valorizzando i giovani che abbiamo già in casa."
Parole che confermano la solidità e la lungimiranza del progetto Biellese, una realtà che, passo dopo passo, sta costruendo le basi per un futuro sempre più ambizioso.
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