Termina per 1-1 la sfida tra Reggina e Vibonese, valevole per la settima giornata del Girone I di Serie D. Il derby calabrese d'alta classifica si è concluso in parità: un punto a testa per le due squadre. Alla rete di Toscano per gli amaranto al 28' ha poi risposto Bruno Cosendey per la formazione ospite ad inizio secondo tempo.

Un punto importante per la Vibonese in uno dei campi più difficili dell'intera Serie D: dopo questo risultato, i rossoblu si portano al terzo posto in classifica a 14 punti, due lunghezze in meno di Reggina e Sambiase.

Al termine della gara, ha parlato ai microfoni l'allenatore della Vibonese Sasà Marra:

"La Reggina è una squadra forte e, quando la affronti, sai che devi concederle qualcosa. Noi siamo stati bravi. All’intervallo mi sono arrabbiato perché non avevamo la giusta cattiveria negli ultimi metri. Una squadra come la nostra deve essere più concreta, ma ci sta in questo processo di crescita. Ricordiamoci che la Vibonese è una squadra totalmente nuova e non possiamo essere perfetti. Sono comunque contento perché abbiamo mostrato grande personalità e spirito di sacrificio, soprattutto nel secondo tempo, quando siamo rimasti in dieci."

"Non credo assolutamente che Castro abbia commesso un gesto volontario, perché non è un giocatore cattivo, ma uno che dà sempre l’anima. Secondo me l’arbitro ha interpretato male la situazione: stava proteggendo il pallone e, da attaccante, ha allargato le braccia. Probabilmente il direttore di gara ha visto qualcosa di diverso. Non posso essere arrabbiato con lui, perché non è un gesto che appartiene a questo giocatore. Mi dispiace perché in quel momento stavamo spingendo per cercare di vincere. Dopo l’espulsione abbiamo sofferto, anche perché la Reggina ha inserito giocatori freschi e importanti che ci hanno messo in difficoltà. La cosa positiva, però, è che abbiamo rischiato pochissimo."

Marra ha poi continuato: "Sapevamo che uno dei punti di forza della Reggina fosse la fascia sinistra. Sapevamo anche che, attaccando gli spazi partendo da dentro, avremmo potuto metterli in difficoltà. Per questo cercavamo di effettuare delle rotazioni con i quinti e le mezzali, in modo da non dare punti di riferimento. Ci siamo riusciti diverse volte, soprattutto nel primo tempo. Non mi è piaciuta, però, la superficialità con cui abbiamo gestito alcune azioni: eravamo troppo lenti nel concluderle e rischiavamo di scoprirci, concedendo ripartenze pericolose. È stata comunque una bella partita tra due squadre forti, che ci dà ancora più autostima e voglia di migliorare domenica dopo domenica."

"Quando ho inserito Castro ho cercato anche di cambiare qualcosa tatticamente, perché non riuscivamo più a lavorare bene sui centrocampisti. Volevo anche riempire maggiormente l’area, perché Bruno è molto bravo a venire incontro e a legare il gioco, mentre in quel momento avevo bisogno di maggiore presenza offensiva. La Reggina si era abbassata e abbiamo cercato di sfruttare i cross, riuscendo a crearne diversi. Poi, dopo l’espulsione, è normale che ci siamo abbassati: contro una squadra così forte, che aveva inserito tanti giocatori offensivi, il nostro obiettivo era portare a casa il risultato."

«C’è una partita che ancora non riesco a mandare giù, perché l’avevamo in pugno e avevamo creato tantissime occasioni, un po’ come è successo mercoledì alla Reggina. Conosco il gruppo storico di questa squadra, che non molla mai. È un peccato non essere riusciti a portarla a casa, ma proprio da quella partita abbiamo acquisito la consapevolezza di poter fare qualcosa di importante, soprattutto nel percorso per diventare una vera squadra. Fin dal mio arrivo ho detto che avrei fatto di tutto per raggiungere questo obiettivo nel minor tempo possibile. Abbiamo riacceso un entusiasmo che negli ultimi anni si era spento e dobbiamo continuare ad alimentarlo domenica dopo domenica».

«Abbiamo cercato di tenere la Reggina il più lontano possibile dalla nostra porta. È stata una partita faticosa, ma avevo detto ai ragazzi che, se ci fossimo limitati ad aspettarli, ci saremmo fatti male da soli. Per questo abbiamo cercato di aggredirli e di mettere in difficoltà anche Lagonigro nella costruzione dal basso, costringendoli a giocare palloni sporchi verso giocatori come Alma, Guida, Magrassi e Rotulo. Volevamo impedire loro di giocare pulito, perché sappiamo che è una delle loro qualità principali. Quando recuperavamo il pallone, invece, dovevamo cercare di farli correre, perché sono giocatori molto forti tecnicamente, ma meno propensi a rincorrere gli avversari. Credo che ci siamo riusciti. Sono contento della prestazione, anche se nel primo tempo avremmo dovuto essere più cattivi negli ultimi metri. Per il resto non posso giudicare la Reggina, che ha numeri importanti nonostante le ultime partite. Noi dobbiamo portarci dietro l’autostima che ci ha dato questa prestazione, consapevoli di aver affrontato una grandissima squadra».

Marra ha poi concluso: «Noi ragioniamo domenica dopo domenica. Il nostro obiettivo è dare valore a quanto fatto nella partita precedente. Questo pareggio deve darci fiducia in vista della prossima gara casalinga contro l’Enna, che sarà un’altra sfida difficile. Abbiamo avuto un calendario complicatissimo, affrontando squadre importanti, alcune appena retrocesse e altre costruite per vincere il campionato, come l’Igea Virtus, la Nissa e la stessa Reggina. Queste prestazioni devono darci autostima, ma adesso dobbiamo dimostrare di saper continuare su questa strada».

Sezione: Primo Piano / Data: Dom 11 ottobre 2026 alle 17:37
Autore: Federico Borrione
vedi letture