Mercoledì 7 ottobre si è tenuta la 15° edizione di "I protagonisti del calcio si raccontano", presso L'Hotel New Energy Valdichiana", ad Arezzo. Ospite d'onore il dirigente, direttore sportivo e attuale direttore generale dell'Athletic Palermo Giorgio Perinetti. Il direttore ha trattato diversi argomenti insieme all'ideatore del format Donato Alfini.

Rapporto con altri allenatori e dirigenti - "Ho avuto la fortuna di conoscere Conte da calciatore alla Juventus. Fin da subito si vedeva che spiccasse per personalità e che potesse diventare un grande allenatore. Ho diversi aneddoti che posso raccontare, come ad esempio la Roma che anticipava le partite di campionato per giocare in coppa. Anche ad Arezzo ho diversi ricordi: quando io e Viola ci recavamo in città per vedere la partita lui amava fermarsi a mangiare i fagioli all'uccelletto".

Rapporto con i presidenti - "Ho avuto a che fare con i presidenti più speciali. Ho avuto qualche difficoltà con presidenti più imprenditori come Sensi, Viola e Ferlaino, mentre con altri come Zamparini, Preziosi e Cellino ho sfiorato il manicomio. Con Cellino dovevo avere sempre due telefoni a portata di mano ,mi chiamava anche alle due di notte per sapere l'età dei giocatori. Questo insegna che il calcio non ha orari".

Passione per il calcio e percorso da direttore sportivo - " Ho avuto la fortuna di abitare a Roma e di amare il calcio in maniera viscerale senza però essere tifoso di una squadra. Quando andavo allo stadio osservavo i giocatori in maniera oggettiva proprio perchè non avevo simpatie che mi potessero influenzare. Sucessivamente ho sviluppato un senso analitico che mi ha aiutato tantissino nel corso della mia carriera. Il lavoro del ds è cambiato. Il direttore faceva il bene della società, faceva quadrare i conti e crescere la società. Oggi invece è più un lavoro di rapporti dove il procuratore ha sempre più spazio. Penso che debba essere l'allenatore a scegliere il direttore sportivo. Ci deve essere una sinotnia totale tra i due, il dialogo risulta fondamentale.

Il ricordo della figlia- Nel corso dell'intervista, Perinetti ha ricordato sua figlia Emanuela, scomparsa il 29 novembre 2023, a cui è stata dedicata il libro:"Quello che non ho visto arrivare. Emanuela, l'anoressia e ciò che resta di bello". Perinetti ha cercato di sensibilizzare sui disturbi alimentari: " Mia figlia Emanuela faceva marketing sportivo, aveva una carriera avviata. Purtroppo, è stata colpita da dei disturbi alimentari. Sono cose gestibili se le intuisci subito, ma purtroppo non avevo gli strumenti e le conoscenze per farlo. Il titolo del mio libro è emblematico, perchè racconta di segnali che non ho visto arrivare di un problema tutt'ora molto sottovalutato. Questo è stato il mio dramma più feroce: Essere impotente di fronte a questa situazione".

La serata si è conclusa con la consegna del "Premio alla Carriera" consegnate dal direttore sportivo dell'Arezzo Nello Cutolo e dal suo collaboratore Jacopo Dezi

Sezione: News / Data: Ven 09 ottobre 2026 alle 14:22
Autore: Redazione
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