Si ferma nuovamente la Reggina: dopo le due sconfitte contro Trapani in campionato e Nuova Igea Virtus in Coppa, gli amaranto non vanno oltre l'1-1 nella sfida del "Granillo" contro la Vibonese. La squadra di Marchionni resta però in vetta al Girone I con 16 punti ottenuti nelle prime sette giornate.
Al termine della gara, ha parlato ai microfoni proprio l'allenatore della Reggina Marco Marchionni: «Il risultato va un po’ attribuito a entrambe le squadre, perché avevamo preparato la partita conoscendo le difficoltà che avrebbe potuto crearci la Vibonese, ma anche gli spazi nei quali avremmo potuto metterla in difficoltà. Sapevamo che, avendo loro due centrocampisti, avremmo potuto sfruttare la parte interna del campo. Oggi, però, non siamo stati bravi a farlo. A tratti riuscivamo a recuperare il pallone, ma, a differenza di altre partite, cercavamo subito la profondità senza ragionare. È questo che mi fa arrabbiare, perché durante la settimana lavoriamo su tante soluzioni diverse. Ci sta comunque incontrare queste difficoltà, perché si cresce anche attraverso partite del genere».
«Non credo che ci sia un problema fisico. Abbiamo disputato le prime cinque partite con un grande dispendio di energie e probabilmente ci eravamo abituati a vedere prestazioni diverse. Adesso stiamo affrontando squadre importanti: il Trapani, che è partito da meno cinque punti, l’Igea Virtus in Coppa Italia e oggi la Vibonese, seconda in classifica. Sono tutte formazioni forti e organizzate. La Vibonese ha dimostrato di essere una squadra tosta, ma non credo che ci abbia messo così tanto in difficoltà sul piano delle occasioni. Tolti i primi cinque minuti e i primi dieci-quindici della ripresa, non ricordo una loro grande supremazia. Forse abbiamo sofferto maggiormente contro l’Igea Virtus in campionato. Quando affronti squadre di questo livello è normale incontrare delle difficoltà».
«La differenza rispetto alle altre partite è che oggi siamo stati troppo confusionari. Non riuscivamo a fare due o tre passaggi consecutivi per liberare gli spazi nei quali pensavamo di poter far male alla Vibonese. In questo momento cerchiamo troppo spesso la profondità immediata, anziché ragionare e muovere il pallone per trovare lo spazio giusto. Sono situazioni sulle quali lavoriamo durante gli allenamenti, ma oggi non siamo riusciti a metterle in pratica».
«Quello che mi dà fastidio è che negli ultimi venti minuti abbiamo giocato con quattro o cinque attaccanti senza praticamente mai tirare in porta. Non è soltanto una questione di ultimo passaggio, perché quello può dipendere anche dall’andamento della partita. Dobbiamo essere più lucidi e soprattutto bravi a mettere gli attaccanti nelle condizioni di sfruttare le loro caratteristiche. Avevamo tanti giocatori offensivi centrali, ma non riuscivamo nemmeno ad arrivare sul fondo per crossare. Dobbiamo imparare a leggere meglio le situazioni e a sfruttarle».
«Nel finale abbiamo deciso di rischiare, perché non riuscivamo più a tenere bene il campo. Con lo staff abbiamo pensato che inserire tre attaccanti puri potesse mettere in difficoltà gli avversari e costringerli ad abbassarsi. È normale che l’espulsione ci abbia aiutato, ma in quel momento abbiamo ritenuto che il rischio potesse valere la pena. Una ripartenza fatta nel modo giusto avrebbe potuto permetterci di sfruttare gli spazi. Il problema è che abbiamo perso un po’ le distanze e non riuscivamo più ad andare nelle zone di campo nelle quali sapevamo di poter mettere in difficoltà la Vibonese. Credo che una delle poche situazioni costruite correttamente sia stata quella in cui Baggi veniva dentro al campo e noi cercavamo Toscano sulla fascia per arrivare al cross. Sono proprio le giocate che avremmo dovuto sfruttare maggiormente».
«L’idea di inserire tre attaccanti era quella di far abbassare il baricentro della Vibonese e provare ad allungare la loro squadra. Successivamente abbiamo inserito anche Guida, che poteva lavorare tra gli spazi. Sono scelte: quando vinci sembrano quelle giuste, quando non ci riesci si può sempre discutere se sarebbe stato meglio far entrare un giocatore piuttosto che un altro. Quello che mi dà fastidio, però, è che oggi abbiamo perso un po’ il nostro modo di giocare. Contro l’Igea Virtus, secondo me, la squadra aveva fatto quello che doveva fare, anche se avremmo potuto subire meno gol. Oggi, invece, non siamo stati bravi a muovere il pallone nel modo giusto per colpire gli avversari. Nonostante questo, non credo che abbiamo concesso così tante occasioni da gol».
«Ho visto Lancini un po’ in difficoltà nel far risalire la squadra, mentre una delle caratteristiche principali di Rosario è proprio quella di riuscirci. Per questo ho deciso di inserirlo e credo che abbia dato una risposta molto positiva. Sui palloni lunghi e sulle seconde palle siamo riusciti a recuperare diversi possessi».
«Ci è mancata soprattutto la capacità di capire dove poter far male agli avversari. La Vibonese si difendeva con tre difensori molto bassi e due centrocampisti che facevano da schermo. Proprio per questo avremmo dovuto far girare velocemente il pallone da una parte all’altra, cercando di arrivare sul fondo e crossare. Lo abbiamo fatto poco, soprattutto con Toscano, ma avremmo dovuto trovare anche altre soluzioni, magari sulla destra o attraverso qualche giocata individuale degli attaccanti. Sotto questo aspetto siamo mancati».
«Non siamo riusciti a fare quel passaggio in più che ci avrebbe permesso di costruire la giocata giusta. Anzi, in alcune situazioni abbiamo facilitato il lavoro dei loro difensori, permettendogli di coprire immediatamente la profondità. Per quanto riguarda gli attaccanti, se ne metti cinque e non riesci a tirare in porta, non puoi pretendere che facciano gol. Dobbiamo essere noi a creare le condizioni affinché possano concludere. Non è una colpa degli attaccanti, ma della squadra, che ha perso lucidità e non è stata capace di costruire le occasioni giuste».
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