La Reggina domani pomeriggio, alle 15, affronterà la Vibonese. Scontro fondamentale per il primo posto in classifica, con soltanto due lunghezze di differenza tra le due. Entrambe 15 gol siglati, con il club di Claudio Lotito che ha subito soltanto un gol. Gli ospiti, invece, registrano 5 reti subite.
Di seguito le dichiarazioni dell'allenatore degli amaranto, Marco Marchionni:
Sulla sconfitta contro il Trapani: "Non la penso così, perché il risultato è quello che conta, ma creare dodici palle gol fuori casa non è da tutti. Non è una questione di pressione, ma di velocità della palla e di pensiero. Secondo me a Trapani ha inciso un po’ il campo sintetico, perché è già la seconda volta che ci giochiamo e facciamo più fatica. Non credo, però, che un campo piccolo debba essere un problema per una squadra come la Reggina, perché abbiamo giocatori che possono prendersi la responsabilità di far muovere velocemente il pallone. Il campo piccolo non deve essere una scusa o un alibi, ma dobbiamo capire perché nelle due partite giocate sul sintetico abbiamo incontrato maggiori difficoltà.
Sull'eliminazione in Coppa Italia Serie D: "Mercoledì, invece, credo che la squadra, nonostante il risultato, sia tornata a fare quello che sa fare. Se avessimo sfruttato le occasioni, probabilmente staremmo parlando di una situazione diversa. Resta il fatto che abbiamo perso e questo deve farci riflettere e migliorare sotto alcuni punti di vista. Sarei stato preoccupato se dopo Trapani avessi visto una squadra apatica, scarica, incapace di costruire e creare occasioni. Invece abbiamo prodotto dodici palle gol e, se il primo tempo fosse finito con tre o quattro reti di vantaggio, non ci sarebbe stato nulla da dire. Non sono assolutamente preoccupato, anche se dobbiamo essere più attenti e concreti nello sfruttare le opportunità. Dopo il loro pareggio siamo tornati in vantaggio al trentottesimo minuto, ma ci sono state alcune situazioni che hanno inciso. Avevamo tanti giocatori che non giocavano da tempo e che fisicamente non ne avevano più. Dopo la partita ho detto che cinque o sei ragazzi mi avevano chiesto il cambio. È stato un peccato, perché una vittoria avrebbe rappresentato un’iniezione di fiducia per tutti, soprattutto dopo la sconfitta precedente".
sulle occasioni sprecate nella scorsa partita: "In questi giorni ho cercato di far capire ai ragazzi che quello che dovevamo fare lo abbiamo fatto. Sinceramente, nella mia carriera da calciatore, raramente mi è capitato di vedere una squadra creare così tanto fuori casa. Però una squadra come la nostra non può segnare soltanto un gol su dodici occasioni importanti. Non parliamo di situazioni potenzialmente pericolose, ma di vere e proprie palle gol, alcune anche a tu per tu con il portiere. È questo il dato che mi fa arrabbiare, perché abbiamo giocatori che devono essere capaci di segnare molto di più quando si presentano queste opportunità".
Sulla sfida contro la Vibonese: "Conosciamo la forza della squadra avversaria e abbiamo il massimo rispetto. È una squadra che ha segnato tanti gol, ha vinto partite importanti e contro l’Igea, se non ricordo male, era in vantaggio per 3-1 fino al settantesimo minuto, prima di perdere. Sappiamo quindi di affrontare una formazione ostica, che gioca bene e ha qualità importanti. Allo stesso tempo, però, sapete benissimo che dipenderà tutto da noi. Se la Reggina fa quello che ha sempre fatto e dimostrato, ha i giocatori per mettere in difficoltà qualsiasi avversario. Sappiamo di affrontare una grande squadra, ma siamo consapevoli di esserlo anche noi. Lo abbiamo dimostrato mercoledì, perché altrimenti non avremmo creato dodici palle gol dopo una sconfitta".
Sul momento affrontato dalla squadra: "Dobbiamo sicuramente migliorare sotto porta, ma vedo una squadra in salute, che crea tanto e gioca a calcio. Sotto questo punto di vista non sono preoccupato, perché ho visto i ragazzi carichi e consapevoli. Hanno archiviato quello che è successo, cercando di trarne gli aspetti positivi. Ho fatto rivedere loro alcune immagini e credo che ci sia davvero tanto di buono da prendere. Dispiace aver perso, perché quando crei così tanto e non riesci a vincere puoi anche demoralizzarti e pensare che il periodo positivo sia finito. Ma se una squadra come la nostra continua a produrre tutte queste occasioni, non c’è motivo di preoccuparsi. Sono sicuro che domani i ragazzi si faranno trovare pronti. Conoscono l’importanza della partita e sanno che, ancora una volta, ci sarà tanta gente allo stadio a sostenerli. Ci sono tutti i presupposti per tornare a essere quelli che siamo. In questo momento non vedo motivi di allarmismo, perché ho davanti una squadra consapevole delle proprie qualità. Non credo assolutamente che ci sia un problema fisico. Se ricordate, dieci giorni fa abbiamo giocato contro l’Igea in casa e nel secondo tempo sono stati loro a non riuscire a starci dietro. Parlare di un problema fisico dopo appena dieci giorni mi sembra riduttivo. È normale che, quando vinci tante partite dimostrando superiorità, a volte rischi di trascurare quei piccoli particolari che fanno la differenza. È proprio quello che avevo detto ai ragazzi prima di Trapani, perché avendo avuto la fortuna di giocare a calcio so che, quando inizi a dare tutto per scontato, è proprio lì che puoi andare in difficoltà".
Contro la Vibonese è un'opportunità per riprendersi? "A Trapani abbiamo sofferto, ma la partita sarebbe potuta tranquillamente finire 0-0. Non eravamo brillantissimi e ci sono state alcune situazioni nelle quali gli avversari ci hanno messo in difficoltà, ma avremmo comunque potuto pareggiare ed evitare il gol che ci ha fatto perdere. A Barcellona, invece, è stata una partita completamente diversa. Se avessimo chiuso il primo tempo sul 4-0, probabilmente la gara avrebbe preso un’altra direzione e anche gli avversari avrebbero avuto meno possibilità di intervenire dalla panchina. Quando analizzi una sconfitta devi guardare la partita a 360 gradi. Avevamo tanti giocatori che non scendevano in campo da tempo e altri che stavano recuperando, ai quali bisognava concedere minutaggio. È stato un insieme di situazioni che purtroppo ci ha portato alla sconfitta, ma non dobbiamo dimenticare quello che la squadra ha fatto per settanta-settantacinque minuti. Se fossimo riusciti a segnare di più, oggi parleremmo di una situazione completamente diversa. Una squadra che sta male fisicamente non crea dodici palle gol, perché significa che è pesante anche mentalmente e non riesce a fare determinate cose. Invece ho visto una squadra che nel primo tempo ha fatto cose importanti: faceva girare il pallone, cercava la profondità e vinceva i contrasti. Credo che gli avversari non abbiano praticamente mai tirato in porta, se non in occasione di un nostro errore del portiere, che comunque può capitare e che metto in preventivo. Dopo una sconfitta, vedere una prestazione del genere significa che i ragazzi ci sono. Questo mi fa ben sperare, perché chiunque venga chiamato in causa dà una risposta. Naturalmente dobbiamo migliorare, perché con dodici palle gol una squadra come la Reggina deve segnare almeno tre o quattro reti. Se avessi visto un atteggiamento diverso, fatto di apatia, indisponenza o poca voglia di affrontare la partita nel modo giusto, allora Trapani avrebbe potuto rappresentare un campanello d’allarme. Invece ho visto tutt’altro. Mi dispiace aver perso, ma non credo ci sia un allarme così importante. Dobbiamo capire che è arrivato il momento di ripartire e abbiamo davanti la partita giusta: giocheremo davanti a tanta gente, contro la seconda in classifica, e avremo l’opportunità di tornare a essere quelli che siamo"
Sugli infortunati: "Per quanto riguarda gli infortunati, fortunatamente abbiamo recuperato quasi tutti. Franchini, pur essendo appena rientrato, ha dimostrato di poter stare in campo. Girasole non ha un problema particolare, può esserci semplicemente un po’ di stanchezza, così come per Specker e De Mori. Sono ragazzi che non giocavano da tanto tempo, ma hanno dimostrato di poterci stare e di poter aiutare la squadra".
Sulla rabbia mostrata: "Per quanto riguarda la mia arrabbiatura, era dovuta proprio alle tante occasioni non sfruttate. Non concepisco che una squadra riesca a creare così tante palle gol senza concretizzarle. È proprio quello che ho detto al direttore: non sono preoccupato, ma mi rodeva aver perso, perché tengo alla Coppa Italia. Io tengo a tutte le partite, anche alle amichevoli. Per me non esistono amichevoli, ma partite da vincere, perché sono quelle che ti fanno crescere. Chi ha giocato in grandi squadre sa che non ci si può permettere di sottovalutare nulla. Era questo il motivo della mia arrabbiatura. Magari a volte pretendo ancora di più rispetto a quello che viene fatto, perché sono fatto così. Ero arrabbiato, ma allo stesso tempo sereno e consapevole che i ragazzi avevano risposto presente. Per un allenatore questo è molto importante, soprattutto quando a farlo sono giocatori che in quel momento stanno trovando meno spazio. Significa che il percorso di crescita sta andando nella direzione giusta".
Sulla rosa e l'analisi sulla prossima gara: "Per quanto riguarda la rosa, ho sempre detto al direttore che certe decisioni dipendono dalla società. Io ho a disposizione un organico veramente ampio e importante e, finché sarà così, potrò soltanto essere contento. Posso scegliere tra tanti giocatori capaci di aiutarci a portare a casa la partita. Non c’è quindi nessuna intenzione, da parte mia, di sfoltire la rosa. In questo momento dobbiamo soltanto continuare a lavorare e mandare in campo chi offre maggiori garanzie, senza farci problemi. Credo che una delle loro caratteristiche sia quella di sfruttare il trequartista. Allo stesso tempo, però, dobbiamo far capire agli avversari che sono loro a doversi preoccupare di noi. Abbiamo lavorato conoscendo determinate situazioni che potrebbero presentarsi durante la partita, ma ho cercato di mettere nella testa dei ragazzi che dobbiamo essere noi a determinare, non a rincorrere. Domani dovremo far capire agli avversari che affronteranno una Reggina che vuole vincere la partita, perché abbiamo le caratteristiche e le possibilità per farlo. Sappiamo anche quanto possa essere importante una vittoria contro di loro: ci permetterebbe di allungare ulteriormente e darebbe ai ragazzi ancora più serenità per continuare a lavorare".
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