Alla prima storica avventura in Serie D, il Monastir sta superando ogni aspettativa. Quinto in classifica, il club sardo sogna uno storico accesso ai playoff.
All'interno di uno dei gironi meno equilibrati dell'intera competizione - in cui la capolista comanda con undici punti di distacco sulla seconda classificata -, c'è una squadra che, domenica dopo domenica, sta riscrivendo la propria storia scacciando via lo scetticismo generale presente ad inizio stagione e facendo ricredere chi, in questo progetto, non ci ha creduto abbastanza. La storia del Monastir ci ricorda che no, non sono solo ventidue uomini che corrono dietro ad un pallone per 90 minuti. Il calcio, molto spesso, sa essere molto di più. Ma procediamo con calma.
Nel 1983 la fondazione della società, esattamente 43 anni fa. Tante annate di divertimento nelle categorie meno importanti del calcio italiano e poi, nel 2015, la prima storica stagione in Eccellenza, sotto la gestione di Marco Carboni, lo stesso che oggi ha portato un paesino alle porte di Cagliari da neanche 5000 abitanti all'élite del calcio dilettantistico.
L'approdo in D è arrivato, ufficialmente, lo scorso 15 giugno, in occasione della finale playoff contro la Vianese. Sono bastate due reti per ipotecare il salto di categoria nella massima serie dilettantistica e per mandare in visibilio i tifosi presenti allo stadio.
Arrivati nella massima serie dilettantistica fra lo scetticismo generale di chi li dava per spacciati, gli uomini di Marcello Angheleddu scendono in campo ogni domenica con il solo scopo di divertirsi ed onorare i propri colori. Al quinto posto nel girone G, il Monastir sogna di consolidare il proprio piazzamento in zona playoff.
Il percorso dei sardi, quinti in classifica contro ogni pronostico
Nessuno, in estate, avrebbe scommesso che questa squadra, a gennaio, si sarebbe ritrovata nella zona privilegiata della graduatoria. Eppure adesso eccoli lì, a due punti dalla Nocerina - che ha sicuramente un budget superiore rispetto a quello dei sardi - e sopra le altre compagini sarde, che non stanno sfigurando all'interno di un girone competitivo e dall'elevato tasso tecnico.
Trentuno i punti in campionato del Monastir, frutto di nove vittorie, quattro pareggi e sette sconfitte. Da ricordare in particolare l'esordio in Serie D - che ha visto vincere i biancoblù in casa del Budoni per 2-0 - e il debutto fra le mura amiche, terminato anch'esso col punteggio di 2-0 al cospetto del Montespaccato. Degni di nota anche i successi esterni ad Olbia e Sassari ed il prestigioso pareggio a Nocera Inferiore sul campo di una delle squadre più prestigiose del girone.
Il diesse Zanda: "Realtà del tutto nuova per noi"
“Per lo staff e noi dirigenti la Serie D è una realtà del tutto nuova. In estate abbiamo confermato 5/6 giocatori che sono con noi dalla Promozione, a questi si sono aggiunti nuovi profili scelti in accordo con il mister". Così raccontava il direttore sportivo Matteo Zanda ai nostri microfoni in un'intervista realizzata nei mesi scorsi dalla nostra redazione. Parole cariche di entusiasmo che evidenziano come la programmazione sia stata alla base del progetto del Monastir che, come ammesso dallo stesso diesse, ha "anticipato quelli che erano i programmi iniziali centrando la Serie D in soli due anni invece che tre".
Il mattatore della formazione di Angheleddu è Alessandro Aloia, che il campionato, però, lo conosce eccome. Cresciuto nel vivaio dell'Avellino, milita in D da più di dieci anni ed è già a quota undici reti in campionato, al pari di bomber rinomati come "Mimmo" Maggio, capocannoniere della capolista Scafatese.
Presenti in rosa anche i fratelli Manuel e Bruno Conti, figli di Daniele e nipoti di Bruno, bandiera della Roma. Il primo, però, sta trovando più spazio dell'altro, agevolato anche dalla regola degli under. A disposizione di Angheleddu fino a novembre anche David Suazo Jr, anch'egli figlio d'arte che, dopo aver timbrato i primi gol in maglia Monastir, ha compiuto il salto nel professionismo ingaggiato dal Team Altamura, militante in Serie C.
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