Sall, Garnica e Gioielli guidano la sfida tra due delle migliori squadre del girone H: in palio non solo i playoff, ma anche un pezzo di futuro
Ventiquattresima giornata di Serie D alle porte. Tra scontri salvezza e duelli al vertice, la massima categoria dilettantistica entra nel vivo e i punti iniziano a pesare sempre di più. Il girone H, in particolare, si conferma uno dei più incerti dell’intera categoria. A differenza delle passate stagioni, il raggruppamento non ha infatti ancora trovato una dominatrice assoluta, con Paganese, Fasano, Barletta e Martina racchiuse in appena quattro punti ai piani alti della classifica.
Subito alle spalle del treno promozione spicca però uno degli incroci più intriganti del weekend. Quinta contro sesta, Afragolese e Nardò si affronteranno domenica al “Luigi Moccia” di Afragola in una sfida dal peso specifico notevole nella corsa playoff del girone. Separate da appena due lunghezze, campani e pugliesi rappresentano due delle rivelazioni del campionato, seppur per motivi differenti.
Ad accomunarle è però la presenza di giovani emergenti che si stanno mettendo in mostra, imponendosi come protagonisti del presente e candidandosi a stelle del futuro. Francesco Gioielli per l’Afragolese, Ndiaga Sall e Alejo Garnica per il Nardò sono tre dei volti simbolo della stagione e della categoria, oltre che profili destinati a far parlare di sé anche negli anni a venire.
Quelle dei pugliesi e dei campani sono due realtà diverse per storia recente, tradizione e prospettive, ma capaci entrambe di amalgamare al meglio un mix sempre più determinante in Serie D. Quello tra giovani di prospettiva e giocatori di categoria. Talento ed esperienza, incoscienza e personalità, ma anche coraggio nel lanciarli e un attento lavoro di scouting per scovarli. Un connubio ideale per metterli nelle condizioni di esplodere. Ora Afragolese e Nardò si aggrappano ai loro gioielli per blindare un posto nei playoff e, magari, costruire anche una fetta del proprio futuro.
Dal "Maradona" alle vette della D: Gioielli trascina l'Afragolese
Capocannoniere a pari merito con nomi noti del panorama del girone H come Sosa, Santoro e Addesi, Francesco Gioielli è in assoluto una delle rivelazioni del raggruppamento. Il centrocampista di Quarto, alla sua prima stagione per intero nella categoria, sta dominando a suon di gol il girone innalzando non poco le prospettive dell'Afragolese.
Cresciuto nel settore giovanile del Napoli, Gioielli ha indossato la maglia azzurra per oltre cento volte, diventando il capitano della Primavera e uno dei simboli del vivaio napoletano. Il classe 2004 ha ricevuto diverse convocazioni in Serie A, la prima delle quali risale addirittura al 13 gennaio 2024, quando Walter Mazzarri lo chiamò per il derby contro la Salernitana. Pochi giorni dopo la firma del suo primo contratto da professionista.
Successivamente è stato convocato anche da Antonio Conte, senza tuttavia riuscire a debuttare nel massimo campionato italiano. A gennaio dello scorso anno, però, Gioielli ha deciso di compiere un passo coraggioso. Abbandonare il nido che l’ha cresciuto, uscendo dalla comfort zone del Napoli, per mettersi davvero in gioco. Scendere in Serie D, non come un passo indietro, ma come un salto in avanti, alla ricerca di minuti, responsabilità e visibilità.
Prima la Puteolana, dove ha trovato un gol in nove presenze; poi, in estate, la chiamata dell’Afragolese. Il suo impatto sulla categoria è stato devastante: dieci gol in ventiquattro presenze tra campionato e coppa, trascinando i campani con personalità e talento. Reduce da cinque risultati utili consecutivi, l'Afragolese in stagione ha collezionato scalpi importanti, come quelli di Paganese, Barletta e Martina. I campani si affideranno al suo talento anche in occasione della sfida di domenica contro il Nardò.
Sall & Garnica: la Serie D come vetrina e un futuro da conquistare
Protagonista assoluto delle ultime stagioni nel girone H, il Nardò in questa annata ha saputo addirittura travalicare i confini della categoria, attirando su di sé l’attenzione di tutta Italia e non solo. Il Salento non sarà la Masia, ma il lavoro svolto dal club pugliese su Ndiaga Sall e Alejo Garnica merita applausi e rappresenta una delle principali attrazioni del girone.
Arrivato in Italia dopo una rotta atlantica partita da M’Bour (Senegal, suo Paese d’origine), Ndiaga Sall è diventato uno dei nomi più chiacchierati non soltanto del panorama dilettantistico, ma dell’intero movimento nazionale. Pescato dall’Otranto in Promozione, il classe 2009 ha stregato direttori sportivi di mezza Europa: la sua storia è ormai nota, e solo il tempo potrà confermare o smentire le grandi aspettative che lo accompagnano.
Argentino di Rosario, cresciuto nel Newell’s Old Boys, Alejo Garnica è l’altro talento messo in vetrina dal Nardò nel corso della stagione. Quattro gol e quattro assist fin qui, impreziositi da grinta, velocità e determinazione che non sono passate inosservate alle categorie superiori. Prelevato dall’Eccellenza, Garnica - proprio come Sall - conferma la bontà del lavoro del Nardò nello scovare e valorizzare giovani promettenti, scegliendo peraltro di non monetizzare alla prima occasione utile. Adesso, però, c’è un piazzamento playoff da conquistare. E il Nardò si affiderà soprattutto ai suoi gioielli.
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