Ventitre vittorie, nove pareggi e zero sconfitte con settantotto punti raccolti. Il Brindisi sta dominando il campionato di Eccellenza pugliese e si avvicina, a grandi passi, al salto di categoria in Serie D.

A quattro giornate dal termine, i biancazzurri guidano il raggruppamento con otto punti di distacco dal Bisceglie, anche se gli uomini di Di Meo hanno una gara da recuperare, domani, contro la Nuova Spinazzola.

A "Brindisi Magazine", il direttore sportivo Emanuele Righi ha rilasciato alcune dichiarazioni in merito alla stagione dei biancazzurri e non solo: "Questa squadra e questo allenatore stanno facendo qualcosa di impensabile e inimmaginabile, così come il Bisceglie. E' un ritmo forsennato e ogni domenica vincere sembra facile ma non lo è mai. E' chiaro che siamo in una buona posizione e che siamo vicini a vincere il campionato, ma mancano ancora alcuni punti e bisogna accumularne altri. Basta scivolare una volta e già senti la pressione. Dobbiamo pensare a riposarci e poi ricominciare a lavorare bene in vista del Gallipoli. Sono tranquillo perché abbiamo un grande allenatore, un ottimo staff e ragazzi seri che vogliono portare a termine questo campionato nel migliore dei modi".

"Io non dimentico quando scrivevano che mancavano centrocampisti, che la squadra non è pronta o che rimaniamo in Eccellenza, io non dimentico niente. Credo che per fare questo lavoro bisogna avere le idee chiare e saper aspettare il momento giusto. Io ho avuto pressioni per un mese e mezzo perché alla gente sembrava fossimo immobili. Io sono fatto così, non parlo e non dò indicazioni. A Caputo, in trattativa, ho detto che se fosse uscita la notizia prima non lo avremmo più preso - racconta Righi -. Ha fatto di tutto per tacere, è partito da Candela alle 3 di notte per venire a Brindisi di nascosto. E' il mio modo di lavorare e sarà sempre così, a prescindere dalla categoria. Non ho bisogno di vendermi o leggere i giornali che mi definiscono bravo, con tutto il rispetto per chi fa questa professione. Penso sempre al bene della società per cui lavoro".

Il rapporto con la città, Righi: "Brindisi è clamorosa, ne è rimasto innamorato anche mio figlio"

"Con calma ma senza sosta... a prestissimo Brindisi mia": con queste parole Righi, negli scorsi giorni, ha momentaneamente salutato la città di Brindisi - di cui è rimasto follemente innamorato - approfittando della sosta per tornare nella sua Bologna.

"L'ho detto dalla prima conferenza che feci che Brindisi era diversa rispetto alle altre. Una volta, dopo aver vinto il campionato con il Giugliano, dissi che prima o poi sarei andato a Brindisi. Non so le ragioni ma ho avuto questa sensazione. Ero sull'aereo e mi è venuto naturale riepilogare dentro di me quello che stiamo facendo. Vedendo in lontananza lo stadio ho pensato ciò che ho scritto - spiega il ds biancazzurro -. Per me Brindisi, al di là del calcio, resta una città clamorosa e bellissima. Mio figlio di dieci anni da un paio di mesi viene sempre con me a Brindisi. E' innamorato perso della città, mi ha anche chiesto di trasferirci definitivamente qui proprio perché trasmette una certa magia".

Futuro, Righi: "A Brindisi sto bene ma la mia permanenza dipenderà anche dal finale di stagione"

Quattro giornate da disputare, dodici punti in palio ed un titolo da aggiungere in bacheca per il club pugliese. La mente, inevitabilmente, è proiettata verso le ultime gare di campionato: "Io lavoro a prescindere da dove andrò, uno deve sempre farsi trovare pronto. Io a Brindisi sto bene ma ci sono delle cose da mettere a posto. Vediamo se ci sarà la possibilità di rimanere, non è una scelta solo mia ma anche della società. E' una cosa che dipende anche dal finale di stagione. Se le cose non vanno in un certo modo non mi vorrà neanche mia madre a casa. La priorità è portare il risultato a casa,  se riusciremo ne parleremo. Io qui sto bene e voglio bene a questa città, ma proprio perché ci tengo ho intenzione di fare le cose in un certo modo. Bisognerà vedere se le mie idee coincideranno con quelle della proprietà".

"Io voglio molto bene a questi giocatori perché siamo partiti in maniera non semplice, abbiamo affrontato situazioni pesanti e abbiamo sofferto insieme. E' evidente che ci siano giocatori molto bravi che anche in D potrebbero fare bene, ma bisogna anche sentire la loro opinione e capire se sarebbero disposti a rimanere qui - afferma Righi -. Ci sono giocatori da cui secondo me il Brindisi può ripartire per fare una stagione interessante. Intanto dobbiamo vincere quest'anno, per la prossima stagione ci riuniremo per chiarire diverse situazioni sotto tanti aspetti". 

"Con le regole attuali nessuno è proprietario del cartellino dei giocatori. Non c'è nessuno in prestito, sono tutti nostri tesserati. Io credo che se noi diciamo ad un giocatore di volerlo tenere allora quel giocatore rimane molto volentieri. Poi se arriva una Serie A o Serie B allora è giusto che vadano via, ma non credo che oggi abbiamo giocatori che possono giocare in quelle categorie lì - conclude il diesse del Brindisi -. Secondo me se una squadra di Lega Pro chiede a Gori di fare il salto nel professionismo lui preferisce Brindisi. Sarò presuntuoso ma sono abbastanza convinto di questo per tanti motivi. Credo che alcuni, e Samu è uno di questi, hanno anche una certa riconoscenza umana verso la società. Secondo me se il Brindisi vuole tenere un giocatore lo tiene. Con tutto il rispetto che ho per i giocatori, non sono loro a scegliere. Siamo noi a decidere se tenerli o no perché abbiamo la forza per trattenere tutti i giocatori che riteniamo ideali per un nuovo progetto".

Sezione: Mondo Dilettanti / Data: Mar 24 marzo 2026 alle 16:45
Autore: Giovanni Indovina
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