Delle volte serve perdersi per ritrovarsi e dimostrare a tutti il proprio valore, anche e soprattutto a chi non ci ha creduto abbastanza. Omero, a tal proposito, scriveva così nella sua Odissea: “Così hanno decretato gli dèi. Che, nel perdersi, ciascuno possa ritrovare se stesso”. La storia di Dennis Curatolo, attaccante di 21 anni, oggi al Sora, è l’emblema di questo concetto.
Classe ‘04, è cresciuto sin da giovanissimo con i colori nerazzurri cuciti addosso. Trascorso con la maglia dell’Inter culminato con le convocazioni, agli ordini di Simone Inzaghi, in Serie A e in Champions League, seppur l’esordio ufficiale non sia mai arrivato.
Nel 2023, a diciannove anni, la scelta di “farsi le ossa” in Serie C. Le due annate con Fermana e Pro Patria, però, non vanno come previsto e nell’estate del 2025 Curatolo si ritrova svincolato e privo di ogni certezza.
A settembre, poi, arriva la proposta del Sora, che gli dà l'opportunità di rimettersi in gioco pur "retrocedendo" in Serie D. Al suo fianco Marcello Trotta, vera e propria istituzione del calcio italiano che vanta 168 presenze e 33 marcature tra Serie A e Serie B. Ma procediamo con calma.
Curatolo: "Con l'Inter ho vissuto momenti che mi porterò dentro per sempre"
Nato a Como il 3 aprile del 2004, muove i primi passi nel prestigioso vivaio dell’Inter a suon di gol. Crescita da rapace d'area coronata, poi, dalle convocazioni in prima squadra con Inzaghi in Serie A ed in Champions League: “È come se fossi nato all’Inter perché ho fatto tutte le annate partendo dai pulcini fino ad arrivare alla Primavera - ricorda ai nostri microfoni Dennis Curatolo -. Successivamente ho avuto la fortuna di essere aggregato alla prima squadra grazie a mister Inzaghi. Sono momenti belli che ricordo con piacere, anche se preferisco pensare al presente che in questo momento è quello che conta di più”.
Con la divisa nerazzurra, Curatolo ha vissuto i classici momenti che sogna ogni bambino godendosi l'esperienza con quella spensieratezza di chi fa fatica a realizzare cosa sta accadendo attorno a sé: “Con l’Inter ho vissuto momenti che mi porterò dentro per sempre a cui all’inizio ho fatto fatica a credere. Ammetto di aver realizzato il tutto dopo tanti mesi perché all’impatto non ti sembra vero. Solo dopo ti rendi conto di aver visitato stadi importanti e di aver condiviso lo spogliatoio con giocatori di un livello altissimo. Sono ricordi unici che rimangono dentro di te e che spero di poter rivivere ancora una volta”.
Con la formazione Primavera, l'attaccante oggi in forza al Sora ha condiviso lo spogliatoio con atleti che stanno mano a mano emergendo, come Aleksandr Stankovic, Valentin Carboni e, soprattutto, Pio Esposito, astro nascente del calcio italiano finito, negli ultimi mesi, sotto i riflettori: “Pio è un ragazzo umilissimo, sono contento del riscontro che sta ricevendo dalla gente. È come se l’avessi ottenuto io perché siamo sempre stati insieme sin da piccoli, abbiamo fatto diversi tornei insieme. Abbiamo condiviso l’anno in Primavera e ho avuto modo di conoscere un ragazzo fantastico con cui tutt’ora mi sento ogni tanto. Sono contentissimo per lui e spero che abbia ancora tanto da dimostrare nei palcoscenici che si merita”.
Curatolo: "Serie C? Non mi sono state date le occasioni per dimostrare il mio valore"
A diciannove anni, poi, la decisione di salutare l'Inter ed assaporare i palcoscenici della Serie C per mettersi per la prima alla prova nel cosiddetto "calcio dei grandi". Tra il 2023 ed il 2025, Curatolo indossa le divise di Fermana e Pro Patria: “In Serie C non ho vissuto stagioni molto belle sotto l’aspetto personale. Ho fatto sei mesi alla Fermana per poi andare alla Pro Patria con cui ho ottenuto la salvezza nella prima stagione - racconta il giovane centravanti -. L’anno dopo sono rimasto a Busto Arsizio ma ho avuto poco spazio e non mi sono state date le occasioni per poter dimostrare il mio valore".
Al termine della scorsa stagione è arrivata la retrocessione con la Pro Patria e Curatolo si è ritrovato svincolato ed in cerca di una nuova collocazione dove trovare maggiore fortuna.
Curatolo: "Ho scelto Sora per far ricredere chi mi ha chiuso la porta in faccia. Trotta? E' un campione, posso solo imparare da lui"
Lo scorso settembre, poi, l'ex Inter ha ceduto alle avances del Sora, oggi undicesimo nel girone F: “Quest’estate mi sono ritrovato un po’ in limbo e sono stato cercato da poche squadre. Alla fine ho preso la decisione di accettare il Sora per rimettermi in gioco e vedere se sono quello di prima o meno. Ad oggi i fatti dicono che non sono cambiato, perciò mi auguro di far ricredere tutta la gente che quest’estate mi ha chiuso la porta in faccia. La squadra è molto unita, credo sia il gruppo più bello in cui mi sia mai trovato. Ci dispiace per i quattro allenatori cambiati perché non è bello e sappiamo che la responsabilità è stata anche nostra. Noi però cerchiamo sempre di essere una cosa sola e di portare al più presto il Sora all’obiettivo salvezza”.
Ad affiancarlo in questa nuova avventura in bianconero, come anticipato prima, Marcello Trotta, attaccante che vanta centinaia di presenze e reti in nel mondo del calcio che conta: “Allenarmi con giocatori di categoria stellare mi ha fatto capire perché sono campioni - afferma Curatolo -. Quando ho parlato per la prima volta con Marcello mi sono reso conto che lui è un campione e che è di un’altra categoria. Da un punto di vista calcistico posso solo imparare da lui, cerco sempre di osservarlo”.
La scelta di approdare a Sora, malgrado la stagione altalenante della squadra, si sta rivelando azzeccata e particolarmente fruttuosa, visti i numeri registrati. In ventidue presenze in bianconero, l'attaccante ha collezionato nove reti e tre assist, e sta recitando autorevolmente il proprio spartito contribuendo, in maniera determinante, al raggiungimento della salvezza: “Quando sono rimasto a casa senza squadra avevo come unico obiettivo il far ricredere la gente. E per riuscire nel mio intento, essendo un attaccante, devo fare i gol. Devo continuare così e dimostrare a tutta la gente che non ha creduto in me quest’estate che ci sono ancora”.
Con otto giornate rimanenti, il Sora è lontano tre lunghezze dalla zona playout della classifica, con il treno playoff ormai abbondantemente perso. Un piazzamento figlio di un ottimo momento di forma di cui gode la squadra ormai da qualche settimana: “Speriamo di dare continuità a questa striscia positiva che ci accompagna già da sei partite. La prossima settimana, contro il Notaresco, cercheremo di portare a casa un altro risultato positivo”.
A quasi ventidue anni e con un'esperienza alle spalle da vendere, Dennis mette nuovamente nel mirino il professionismo in cerca di una seconda chance: “Sono venuto qui a Sora per cercare di tornare a giocare nei professionisti. La mia voglia di rivalsa è tanta e fino all’ultimo cercherò di tirar fuori tutto me stesso per poter far vedere alla gente che sono di un’altra categoria. La mia priorità, però, rimane il Sora e raggiungere la salvezza, poi vedremo quest’estate quello che accadrà - conclude Curatolo -. Mi reputavo prima un giocatore di altre categorie e lo penso ancora adesso, dovevo solo dimostrarlo e trovare le persone giuste che credessero in me”.
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