Nel Girone H la parola “tranquillità” quest’anno è quasi vietata. Perché la classifica, dopo 26 giornate, racconta qualcosa di molto semplice. La zona salvezza è larga, affollata e instabile; non è solo una sensazione ma un dato. La Fidelis Andria è decima con 34 punti e ha appena tre lunghezze di margine sulla tredicesima posizione, oggi occupata dal Francavilla a 31, cioè la soglia che apre l’area playout.
Per settimane il campionato ha prodotto risultati che hanno impedito alle squadre di metà classifica di scappare davvero e, allo stesso tempo, hanno tenuto vive quelle dietro. Il risultato è una zona bassa che coinvolge stabilmente almeno otto squadre, perché tra chi prova a mettersi al sicuro e chi è già dentro i playout i margini restano minimi.
In questo gruppo rientra anche la Fidelis Andria, che non può considerarsi fuori pericolo. Alle sue spalle Heraclea e Manfredonia restano a breve distanza, mentre il Francavilla è già a ridosso della linea playout. Poco sopra quella soglia si muove anche la Real Normanna, con la Sarnese e il Ferrandina che provano a rimanere agganciati al treno della salvezza diretta. È proprio questa vicinanza tra tante squadre a rendere la classifica estremamente instabile: basta un turno per cambiare prospettiva, perché una vittoria può allontanare la zona calda mentre una sconfitta rischia di riaprire immediatamente il discorso.
Più staccate restano Pompei e Real Acerrana, che devono recuperare terreno per rientrare davvero nella corsa. Ma in un girone così anche chi parte da più lontano non può permettersi di tirarsi fuori troppo presto. Con distanze così ridotte, una serie positiva può riaccendere una rincorsa che oggi sembra complicata.
Dentro questo contesto, la decima posizione è un equilibrio precario. Piazze con storia e pressione importante (Puglia, Campania, Basilicata) rendono ogni partita un test importantissimo e se si entra in una vortice di risultati negativi, la classifica presenta il conto in fretta. Non a caso, l’ultima giornata ha offerto un esempio perfetto di come si possa scivolare: la Fidelis Andria ha perso 3-2 a Nardò, un risultato che non sposta solo tre punti, ma riaccorcia tutto e riaccende paure che a marzo pensi di non dover più gestire.
Un altro aspetto decisivo, in questa stagione, è regolamentare: non basta “arrivare ai playout”, bisogna anche capire come ci arrivi e con quali distacchi. Il format 2025/26 prevede playout tra 13°-16° e 14°-15° in gara secca, con eventuali supplementari; se la parità resta anche dopo i supplementari, si salva la squadra meglio piazzata. E soprattutto: se il distacco tra 16° e 13° (e tra 15° e 14°) è pari o superiore a 8 punti, il playout non si gioca e quella piazzata peggio retrocede direttamente .
Questo dettaglio, nel Girone H attuale, pesa parecchio soprattutto sulle posizioni 15 e 16. Basta una serie di risultati per trasformare una corsa già tesa in un rischio ancora più serio. E infatti, per chi sta appena sopra la linea, diventa fondamentale non vivere di settimane alterne: la classifica è talmente corta che non ti premia la singola impresa, ti chiede continuità.
E poi c’è il calendario, che in questa fase spesso decide più del nome sulla maglia. Il Girone H, quando si entra nella parte finale, si riempie di incroci che valgono doppio perché sono scontri tra squadre dello stesso blocco. Chi vince prende punti e li toglie a una rivale diretta. Già il prossimo turno mette davanti un confronto che, per la logica del momento, è uno spartiacque: Fidelis Andria-Heraclea, due squadre separate da due punti e dentro lo stesso gruppo.
Nella corsa salvezza del Girone H 2025/26 anche chi è decimo deve ragionare da squadra coinvolta. Il margine è minimo, perché i regolamenti premiano o puniscono i distacchi, e perché ogni punto in questo girone ha un peso specifico più alto del normale.
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